Pare che in questa nuova generazione di videogame sia d’obbligo tentare la fortuna con un titolo incentrato su di un’apocalisse. E così, se le vicende di The Walking Dead e spin-off non vi bastano, Displaced promette ai giocatori tante ore di gestione, controllo e pianificazione all’interno di una struttura di gameplay semplice e relativamente ricca di variabili; parliamo di un survival testuale a basso budget sviluppato da Gamexy e pubblicato da Alawar Entertainment, attualmente disponibile su Steam con una promozione lancio.

Displaced – Recensione

Sfollati

L’incipit di Displaced è proprio quello che ti aspetti, ma senza zombie a minacciare la sopravvivenza del gruppo. Stavolta, la causa della crisi sociale ed economica è da ricercarsi negli scontri politici che hanno piegato le metropoli, riducendo le città in cenere e generando enorme caos. Nel giro di pochi giorni, i saccheggiatori hanno preso possesso delle varie metropoli della regione, mentre i pochi sopravvissuti hanno cercato ristoro negli edifici fatiscenti. Come ci insegnano produzioni simili, in contesti così critici è spesso l’unione a fare la forza, tanto che l’unico modo per farsi largo tra i gruppi di banditi sarà proprio la creazione e la gestione di un team atto a collaborare per la raccolta delle risorse.

Prendendo spunto da opere simili – ma niente a che vedere con This War is Mine – l’impianto di gioco di Displaced si mostra semplice e funzionale fin dalle battute iniziali dell’avventura attraverso la scelta del proprio gruppo di sopravvissuti. Una volta stabilito il team con cui iniziare, i 5 protagonisti avranno l’arduo compito di recuperare le risorse necessarie per lasciare la regione e, ovviamente, cercare di rimanere interi a seguito degli attacchi dei saccheggiatori incontrati lungo il cammino.

Chi fa da sé…non sopravvive

Inizialmente la scelta del party è risicata ma ben diversificata; abbiamo, infatti, la possibilità di reclutare personaggi molto diversi tra loro, con punti di forza e di debolezza tra i più canonici. Largo, dunque, a medici, meccanici, avvocati, cuochi e informatici, con skills peculiari e tratti personali tutti da scoprire – che, però, non incidono per niente sul gameplay.

Dopo aver reclutato il gruppo e stabilito la via di fuga – attraverso il porto, rubando un aereo o raggiungendo il centro immigrazione – i 5 personaggi avranno il compito di raccogliere gli oggetti necessari per portare a termine la missione. L’esplorazione della mappa segue un procedimento estremamente classico: ad ogni spostamento corrisponde l’aumento di stanchezza e fame, nonché la possibilità di incrociare un gruppo di banditi, amici o gente intenzionata ad affidarci una nuova missione. Andare in avanscoperta, dunque, sarà fondamentale per raccogliere gli elementi delle quest, ma anche per ottenere equipaggiamento utile alla sopravvivenza, quali armi, medicine e cibo.

In un impianto di gameplay estremamente canonico, basilare e dalle già consolidate fondamenta, ciò che lascia a desiderare è il combat system: l’approccio a turni del tutto automatico non lascia alcun margine di gestione al videogiocatore, e si attiva dopo aver disposto i personaggi in una sorta di scacchiera in cui, per ciascuna posizione, sono previsti determinati bonus/malus a taluni parametri fisici. In tal senso, Displaced ricorda molto This is the Police con la sua struttura a carte e con variabili di successo e fallimento del tutto casuali.

Persa la componente bellica, con una gestione limitata perlopiù all’esplorazione, Displaced lascia l’amaro in bocca anche per ciò che concerne l’impianto tecnico e narrativo. Il racconto della storia è affidato a una serie di finestre e immagini statiche che scorrono su di una soundtrack non proprio indimenticabile; la cosa più azzeccata del lato artistico è palette di colori tendente a tonalità scure.

Ulteriori informazioni

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VALUTAZIONE
6,0
Commento finale
Displaced è il classico indie senza troppe pretese da giocare in estate. Costa poco, ha una longevità pressochè infinita ed è ben studiato per la nicchia di utenti a cui è destinato. Se il post-apocalisse non vi ha stancato ma, anzi, non vedete l’ora di gestire l’ennesimo gruppo di sopravvissuti e dire la vostra in una regione disastrata, il titolo Gamexy saprà divertirvi e appassionarvi il giusto prima delle nuove pubblicazioni autunnali. Senza troppe pretese, però.
PRO
Longevo
CONTRO
Poco curato sotto tutti i punti di vista