La serie Xenoverse sembrava ormai aver raggiunto l’apice della propria stabilità, restituendo un’esperienza ludica solida, completa e longeva. Tuttavia, il crescente successo della saga realizzata da Dimps non è riuscito ad evitare quello che è molto più di un semplice passaggio di testimone. Per l’ultima di quella che ormai è diventata un’iterazione annuale, infatti, Bandai Namco ha deciso di cambiare registro: non soltanto un team di sviluppo tutto nuovo, Arc System Works, già all’opera con le edizioni portatili del tie-in legato a Toriyama, ma soprattutto una struttura di gameplay completamente rivista, in una veste grafica incredibile.

L’improvviso cambio di registro ha permesso a Bandai Namco di innalzare a dismisura l’hype attorno a Dragon Ball FighterZ, e l’open beta ha confermato il grande interesse attorno al titolo. Adesso, finalmente, è la volta di tirare le somme con la build finale.

Dragon Ball FighterZ – Recensione

Guerrieri Z pronti a una nuova battaglia

Come abbiamo anticipato nella parte iniziale dell’articolo, e come hanno svelato i vari trailer e gamaplay pubblicati prima della release, per dare nuova linfa al tie-in del capolavoro di Akira Toriyama, Arc System Works ha dovuto stravolgere interamente il combat system e la struttura di gioco ereditata dal brand Xenoverse. Per quanto complicata e netta come soluzione, la strada tracciata dagli sviluppatori ha spalancato le porte della creatività ai game designer ma non agli sceneggiatori, che per forza di cose sono costretti a riproporre ad ogni edizione la storyline dei Guerrieri Z, che vede Goku e compagni confrontarsi con gli storici antagonisti del capitolo più amato, ovvero Freezer, Cell e Majin Bu. L’impostazione classica della storia, che permette giusto una manciata di variazioni rispetto a quella dell’anime, stavolta ha coinvolto direttamente il fumettista, che ha dato l’ok alla creazione di nuovo antagonista: Androide 21.

Come suggerisce il nome dell’inedito character, Androide 21 proviene dallo stage narrativo degli androidi, e si configura come l’evoluzione del Dr. Gelo, l’incarnazione del male e dell’ambizione di potere nel corpo sinuoso di una splendida donna che, nel corso dell’avventura, presenterà ai Guerrieri Z tutta la propria potenza. Per far fronte alla nuova minaccia, che porrà la Terra sotto attacco degli avversari già conosciuti – ma con una nuova motivazione di fondo – Goku, Vegeta e compagnia dovranno affrontare una serie di battaglie all’ultimo sangue, salvando l’umanità dall’ennesimo attacco.

C’è del fascino narrativo, però, che FighterZ possiede rispetto alle precedenti iterazioni ludiche del brand. Quel quid in più dell’opera targata Arc System Works sfrutta l’onda del successo di Dragon Ball Super, grazie a cui i videogiocatori potranno impersonare i personaggi principali della nuova serie e le inedite trasformazioni Saiyan. Nel futuro, poi, possiamo presupporre contenuti aggiuntivi ad esclusivo tema Super, con i personaggi non presenti al dayone e, magari, con un filone narrativo tutto basato sull’avventura degli Dei.

Sfortunatamente, però, i personaggi di Dragon Ball Super non vengono ben amalgamati con le novità di FighterZ, fortemente ancorato al fortunato filone narrativo di Freezer, Cell e Majin Bu. La storia si sviluppa, pertanto, lungo 3 stage ricchi di combattimenti opzionali utili per prendere controllo dei personaggi e migliorare il proprio ventaglio abilità. La longevità della campagna single player si attesta attorno alle 10 ore di gioco, una durata importante per un picchiaduro che ha, come rovescio della medaglia, la ripetitività degli scontri e degli avvenimenti – tanto a livello di gameplay, quanto in termini di dialoghi e scene di intermezzo, seppur meravigliosamente riprodotte col nuovo motore di gioco.

Una nuova alba

Dragon Ball FighterZ si configura come un (quasi) tradizionale piacchiaduro a 2.5 D. Il cambiamento rispetto alla serie Xenoverse è, come detto, piuttosto netto. Dimenticate le svolazzate in lungo e in largo all’interno dell’area dello scontro, perchè sarà necessario piazzarsi in terra, affrontando a viso aperto il vostro nemico. Nello scontro frontale con l’avversario avremo a disposizione, per ogni personaggio, tutte le tecniche apprezzate nell’anime ma, rispetto a un comune picchiaduro, in FighterZ giocherà un ruolo fondamentale la possibilità di creare un party di 3 alleati. Tramite questa feature potremo richiedere il supporto di un compagno che sostituirà in battaglia il personaggio corrente, oppure sfruttare un colpo speciale – di supporto o combinato – per dar vita alle citazioni più emozionanti della storia.

Agli occhi dei più esperti del genere, l’adozione di un campo a 2.5 dimensioni porta a due principali punti deboli di gameplay, ovvero la superficie limitata del ring e la confusione della battaglia. Costringere l’avversario a bordo ring inanellando una serie di combo non è in realtà così semplice come può sembrare in un primo momento, in quanto la CPU – ed in modo particolare l’utente – avrà modo di svincolarsi dalla raffica di colpi attraverso diverse tecniche. L’ipotesi di un contro-attacco micidiale in grado di ribaltare le sorti della battaglia costringe il videogiocatore ad esplorare altri approcci offensivi, il che è assolutamente un punto a favore dell’opera di Arc System Works, in quanto, grazie al roster aggiornatissimo e all’ampio ventaglio di abilità a disposizione dei personaggi, combinare tecniche diverse sarà piacevole e soprattutto funzionale alla battaglia. La confusione, invece, resta un problema tangibile della produzione. Con la possibilità di richiamare un aiuto (permesso anche all’avversario) e il tripudio di mosse speciali, effetti e inquadrature, talvolta i combattimenti risultano un po’ caotici e difficili da gestire, soprattutto nelle prime di ore di gioco. La festa di colori, comunque, non fa altro che garantire agli scontri un plus indimenticabile e mai raggiunto in passato.

Questo aspetto così intrigante assume una forma ancora più interessante grazie alla meticolosità con cui sono stati realizzati i personaggi. Infatti, direttamente dalla serie animata, ogni combattente è caratterizzato dal proprio set di abilità e mosse, sia principali che occasionali, portando così ad una realizzazione a 360 gradi di ogni componente del roster. Inoltre, come detto Dragon Ball FighterZ sfrutta i colpi combinati già apprezzati in Super, come quelli del duo Goku Black-Zamasu. Il fatto di poter contare su attacchi finali combinati, o speciali tecniche di vantaggio, porta il videogiocatore a dover ragionare sulla creazione del party. In tal senso, la componente strategica di FighterZ viene messa in evidenza da alcune particolarità, come la presenza di personaggi di supporto (vedi Crilin o Jiaozi) o dotati di diverse trasformazioni o, ancora, estremamente abili in combattimento. Un gameplay così variegato e ricco di variabili necessita della dovuta strategia per poter essere gestito correttamente. In tal senso, oltre alla pianificazione del team, sarà anche necessario tentare di racimolare le 7 Sfere del Dragon tramite cui evocare Shenron, il quale permetterà di ottenere un bonus strategicamente rilevante ai fini della vittoria.

…una splendida alba

Il comparto tecnico di Dragon Ball Xenoverse non ha mai convinto appieno critica e pubblico, risultando troppo “ludico” e distaccato dall’anime. In effetti, non siamo mai stati così vicini alle scene rappresentate in tv come in Dragon Ball FighterZ, nel quale possiamo apprezzare uno stile artistico ripreso direttamente dal piccolo schermo. Dunque, dalle scene di intermezzo agli effetti durante gli scontri, passando per i modelli poligonali, ciò che ci viene presentata pad alla mano è un’esperienza stilisticamente vicina all’anime, e dunque più intrigante ed immersiva rispetto al passato. Di positivo, poi, c’è anche l’ottimizzazione del motore grafico, che non soffre del minimo rallentamento nonostante il già citato tripudio di effetti e animazioni. Insomma, Arc System Works ha capito che prima di avere a che fare con un videogame, aveva tra le mani lo sviluppo di un tie-in, e dunque di una trasposizione videoludica di un’opera che, tra fumetti e anime, ha fatto innamorare di sè almeno 2 generazioni di ragazzi. L’aderenza alla creatura di Toriyama è assicurata anche dal doppiaggio dei personaggi, rigorosamente originale per la lingua giapponese, e dalla soundtrack fedele al brand e in perfetta sintonia col genere.

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VALUTAZIONE
9,0
Commento finale
FighterZ è a tutti gli effetti un geniale ed accuratissimo reboot di un tie-in ormai non più in grado di garantire le giuste novità all’esperienza ludica del brand. L’opera di Arc System Works trasuda di idee interessanti e ben implementate, nonchè di un ritmo incessante e di un comparto grafico molto intrigante. I punti deboli ovviamente ci sono, come la possibilità di mettere alle strette un nemico visto il campo d’azione limitato, il caos generato dagli effetti e dai compagni, e il poco innovativo comparto single player, ancora non all’altezza del reparto multiplayer.
PRO
Ottima grafica, stilisticamente perfetto
Combat System adeguato, bilanciato e sfidante
Divertente, specialmente in multiplayer
Roster curato e completo
CONTRO
Story mode troppo lineare e ripetitiva