Dungeons è la serie di giochi strategici in tempo reale con grande attenzione alla fase gestionale più conosciuta tra i lavori di Realmforge Studios. Come in parte Dungeon Keeper prima di lui, anche nei sotterranei ideati dallo studio tedesco alberga una oscura e maligna entità che ordinerà ai suoi sottoposti la costruzione di stanze e trappole o schiererà mostri per tendere agguati e spegnere nel sangue ogni velleitario tentativo di invasione del Dungeon da parte delle forze del bene. Alla difesa del proprio mondo sotterraneo, in Dungeons 3 si contrappone la conquista delle terre al di fuori della nostra buia dimora controllando un eroe e un esercito di “pelleverdi” e altre strane bestiacce.

Per il male!

Dungeons III prosegue la sua storia direttamente dal capitolo precedente: il Male Supremo si è imposto sul bene e ora assapora le sue conquiste sorseggiando da calici ricavati dai teschi dei suoi avversari accompagnando la bevuta a un gustoso kebab di unicorno. Da questa breve introduzione avrete già capito che il tono che accompagnerà le vostre malvage gesta sarà colmo di ironia e riferimenti alla cultura popolare o nata in seno a internet. Non mancheranno infatti riferimenti per nulla velati a opere come Star Wars, Il Signore degli Anelli e persino Dragon Ball con il suo ormai iconico “over 9000”.

Stare in panciolle non è però funzione che si addice a un oscuro signore, quindi la malvagia ombra è pronta a estendere il suo dominio su altri continenti prendendo possesso di un’anima fragile e facilmente controllabile. La prescelta è Thalya, un’elfa oscura figlia adottiva del paladino Tanos che da bravo genitore ha cercato di indirizzarla verso la giusta via ma un po’ di malvagità alberga ancora dentro di lei. Questa sua predisposizione all’oscurità è facile preda per l’ombra maligna.

Nella primissima missione avremo modo di controllare l’ombra e fare pratica con la sua abilità di possessione. Una prima missione abbastanza lineare, dove muoversi cercando di evitare le fonti di luce ma sufficiente a introdurci alcuni dei personaggi chiave come il nano Grimli – vi ricorda qualcuno per assonanza? – e farci subito delle risate grazie al tono canzonatorio della narrazione reso efficace da un ottimo doppiaggio. Thalya sfoggia subito una doppia personalità che si scontra col narratore andando a creare simpatici siparietti. Iniziata la sua conversione verso il male assoluto la giovane elfa si ritira nel dungeon e da questo punto in poi potremo “sporcarci le mani” a forza di scavare e costruire.

Padrone dei sotterranei, padrone dei villaggi

La prima anima di Dungeons 3 è puramente gestionale: accedendo al menu di costruzione possiamo scegliere quale edificio edificare a seconda dell’area di nostro interesse e delle necessità di base da soddisfare. Ad esempio le creature che popoleranno il nostro dungeon avranno bisogno di cibo, perciò è fondamentale costruire uno spazio per l’allevamento di tacchini, allo stesso tempo tra le necessità di base c’è la raccolta dell’oro ed è sensato costruire una bella tesoreria nelle vicinanze dei massici filoni auriferi.

La sala del fabbro introduce le trappole, un ulteriore elemento di difesa nei confronti delle fastidiose ondate di eroi che cercheranno di attaccare il nucleo centrale del dungeon. Molto del lavoro sporco però potrà essere fatto dalle creature che sceglierete di generare, tra le quali abbiamo apprezzato i Naga che grazie alle loro abilità curative possono generare un flusso continuo di energia vitale su un target ma sanno anche far danno se necessario.

Più terrificanti e preziosi sono i demoni, ma gran divertimento è dato dall’invocare incantesimi e lanciarli sui malcapitati che osano mettere piede nel nostro territorio. C’è ampia scelta per la gestione delle proprie forze, ci sono i rami tecnologia per espandere ancor di più e le possibilità e una missione può presentare sotto obiettivi.

La seconda anima del gioco è invece data da meccaniche da RTS e prevede principalmente il controllo di un esercito da mandare in giro per la mappa a conquistare punti di interesse e annientare le forze del bene nemiche. Qui è possibile gestire con maggior precisione le singole azioni delle truppe, rispetto invece alle azioni nel dungeon in cui si muovono in modo per lo più autonomo.

Acquisire esperienza farà salire di livello i nostri mostruosi alleati accrescendo così le loro statistiche. Il gioco grazie agli obiettivi e a qualche variazione sul tema per quanto riguarda l’andamento delle missioni cerca di non cadere troppo nella ripetitività, inoltre presenta una buona curva di difficoltà giocato anche a livello normale.

I dettagli sono realizzati in pieno stile cartoonesco che ben si sposa con il taglio burlone e ironico dato dal narratore agli eventi di gioco. L’accostamento tra bene e male è anche qui reso graficamente da una contrapposizione di colori ed effetti: i buoni vivono immersi nel verde dei loro villaggi colorati, mentre il male è scuro, dominato da tinte nere e violacee e non c’è spazio per la vitalità della natura.

Purtroppo su PS4 nei frangenti molto popolati di nemici e alleati è possibile incappare in qualche pesante calo di framerate. Altri problemi di natura tecnica che hanno minato la nostra esperienza sono stati i crash dell’applicazione. Non si sono verificati in maniera numerosa ma non è piacevole essere costretti a ricominciare dall’ultimo salvataggio buttando così mezz’ora di gioco.

Un altro aspetto poco piacevole è la poca intuitività dei comandi su console. Scegliere le azioni e spostare gli orchi sul campo può risultare a volte un processo macchinoso quando si fronteggiano invece situazioni che richiederebbero maggior prontezza. Purtroppo questo è il prezzo da pagare quando non si può avere l’immediatezza nel controllo del mouse.

Se riuscirete a superare questo scoglio e padroneggiare al meglio il controller vi troverete davanti a un gioco in grado di regalare solo per le missioni campagna circa una ventina e più di ore che crescono ancor di più con le modalità multigiocatore o con la conquista di tutti i trofei di gioco.

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VALUTAZIONE
7
Commento finale
Dungeons 3 è un titolo spassoso che fa della simpatia la sua arma vincente. A ciò si aggiungono le due anime strategica e gestionale in grado di fondersi in un prodotto capace di regalare circa una ventina di ore solo per la campagna a giocatore singolo. Graficamente il dettaglio è affidato a un tratto cartoon che ben si amalgama alla verve del narratore di cui va premiato anche il doppiaggio. Purtroppo il gioco non è esente da qualche fastidioso problema di crash. Giocato con un controller non sempre risulta immediata la gestione delle azioni.
PRO
divertente
più di 20 ore di gioco solo di campagna
impegnativo al punto giusto
CONTRO
poche novità rispetto al precedente
qualche fastidioso crash
controlli a volte macchinosi