Il mercato scoppiettante dell’estate 2018 ha anticipato diversi rumors legati alla nuova iterazione di FIFA by EA Sports, da anni, ormai, re indiscusso della simulazione calcistica videoludica. Il passaggio di Cristiano Ronaldo dal Real Madrid alla Juventus ha scombussolato un po’ l’azienda statunitense sul piano degli accordi commerciali, che ha portato alla successiva modifica della copertina con la jersey bianconera, per la gioia dei tifosi juventini. Da lì in poi, complici anche E3 e Gamescom, è stato un susseguirsi di notizie che ha visto protagonisti, tra gli altri, Il Viaggio, la new entry delle sfide con regole personalizzate e l’immancabile rivisitazione di FUT. Ma andiamo con ordine e scopriamo assieme tutte le novità che caratterizzano FIFA 19.

FIFA 19 – Recensione

Il tempismo del finalizzatore

Prima di fare un giro tra le modalità di FIFA 19, mettiamo la palla al centro e giochiamo, proprio come ci impone il titolo alla prima run. EA Sports ci catapulta immediatamente in finale di Champions League, con protagonisti Juventus e Paris Saint German, che ospitano i 2 giocatori copertina del titolo: Cristiano Ronaldo e Neymar – che sembra avere un ruolo predominante tra le schermate e le cutscene introduttive. Tra le opzioni di gioco balzano all’occhio 2 nuove feature di supporto agli utenti: un’icona sulla testa del calciatore a cui passerete cambiando il controllo (quindi alla pressione del dorsale sinistro) e l’aiuto intercettazione passaggi ad opera dei compagni di squadra controllati dalla CPU. Nella stessa schermata di opzioni notiamo anche una nuova feature legata ai tiri, che introduce il tempismo: per migliorare precisione ed efficacia di un tiro, sarà necessario premere una seconda volta il tasto quando le condizioni sono ideali, ovvero quando il giocatore ha già caricato il tiro e si appresta a colpire il pallone tenendo conto della posizione del corpo e della distanza dalla sfera.

Insomma, variabili difficili da valutare in quella frazione di secondo che separa il caricamento del tiro con l’effettivo calcio a rete, che si traduce in una doppia pressione del tasto abbastanza casuale che porta l’utente a calciare quasi sempre con tempismo, ma del tutto involontariamente. A farne le spese è il tiro rasoterra, che utilizzava la medesima combo (ma con efficacia) ed ora vincolato alla pressione simultanea dei 2 dorsali e del tasto tiro, decisamente scomoda visti i tempi di gioco. Se l’introduzione del tempismo risulta la modifica più impattante in fase di finalizzazione, nella costruzione della manovra risulta evidente il depotenziamento del filtrante alto, solitamente utilizzato per scavalcare la difesa e mettere gli attaccanti in condizione di lanciarsi a rete in solitaria. In FIFA 19 questo genere di lob produce 8 volte su 10 un passaggio alto a mezza altezza, non utile a scavalcare un difensore e spesso troppo forte per poter essere raggiunto.

In generale, le situazioni di gioco e le manovre di attacco e difesa sono rimaste le stesse del capitolo precedente, con ovvia rivisitazione di alcune animazioni di gioco. In particolare, possiamo apprezzare qualche miglioramento già dai primi controlli della sfera ad opera dei giocatori in campo, resi più credibili anche in difetto – è aumentato il numero di stop sbagliati o imprecisi. Le movenze legate ai tiri (ad effetto, d’esterno, al volo) sono state riviste, come i colpi di testa e alcune finte (in particolare la finta tiro). Un po’ tutto il comparto animazioni è stato rimodellato per dare alle partite un aspetto per certi verso meno spettacolare, ma più realistico e con i piedi per terra; ne beneficia il ritmo, che in questa edizione risulta ancora più compassato e meno caotico. Sulla carta, infine, è stato introdotto un nuovo algoritmo per valutare i contrasti in base ai parametri fisici dei calciatori, che in genere tende a premiare il difesore qualora non si sfrutti la difesa della palla con la pressione del grilletto sinistro. 

In viaggio coi campioni!

Le modalità per calpestare il rettangolo verde di EA Sports sono tante, come da tradizione, e nell’edizione 2018/19 sono addirittura aumentate. Procedendo con ordine, cominciamo dalla modalità Il Viaggio, giunto al suo terzo ed ultimo capitolo. Dopo aver portato Alex Hunter a vincere qualche trofeo in Premier, ora è giunto il momento di provare ad alzare la coppa dalle grandi orecchie, sfruttando alla perfezione l’acquisizione della licenza Uefa Champions League. In quest’ultima fase del viaggio, composta da 4 capitoli, avranno maggiore rilievo due personaggi già conosciuti, ovvero Danny Williams, compagno di Alex fin dal primo capitolo, e Kim Hunter, sorella del protagonista, conosciuta nella scorsa edizione. Con Kim e Danny, la modalità storia diventa ancora più appassionante, rappresentando per circa una decina di ore una nuova alternativa a tutte le altre modalità. I tempi morti, però, non mancano e piomberanno di tanto in tanto a rompere il dinamismo della storia, che vedrà una serie di cameo importanti lungo l’arco narrativo.

L’esperienza di gioco de Il Viaggio è rimasta pressochè immutata: dialoghi a scelta multipla con definizione del profilo caratteriale, follower e notizie Social, customizzazione di vestiti e abilità, allenamenti e obiettivi per capitolo. Le novità sono pochissime e superficiali, segno evidente della volontà degli sviluppatori di confermare le meccaniche già consolidate e di puntare tutto sulla storia. L’elemento di cambiamento più tangibile è il gruppo composto da giocatori chioccia: anzichè avere un singolo partner di riferimento come lo scorso anno, in quest’ultimo capitolo dovremo migliorare l’affinità con più giocatori, così che ogni “mentore” permetta ad Alex di aumentare determinate caratteristiche.

La competizione che preferisci

Fifa è sempre stato un calcistico ricco di contenuti e modalità, e arricchirlo non è stata un’impresa facile. Eppure, dopo l’introduzione della storia di Alex Hunter e il continuo raffinamento di FUT, EA Sports ha tirato fuori dal cilindro prima la UEFA Champions League, strappata alla concorrenza, poi la modalità Regole Personalizzate, tramite cui customizzare le regole del gioco rivoluzionando il Calcio d’inizio. Attraverso questo nuovo modo di giocare, potremo portare in Fifa alcune regole tipiche della “tedesca” che giocavamo per strada, da bambini, come i tiri al volo, quelli da fuori area e l’abolizione di alcune norme previste dal regolamento – falli e fuorigioco. Con il preset di Sopravvivenza, invece, più riusciremo a segnare più giocatori perderemo, in una sorta di partita ad eliminazione in cui il più forte viene penalizzato durante il match.

Alla luce delle numerose possibilità di gioco, le Regole Personalizzate rappresentano una bella variante alle partite classiche, indicate soprattutto per giocare con gli amici più che contro la CPU, incapace di “godersi la novità” e calarsi nel contesto irrealistico della modalità e delle regole settate. Oltretutto, contro la CPU avremo la possibilità di giocare competizioni più interessanti, come la modalità Carriera (giocatore e allenatore) che, a parte l’integrazione della licenza della Champions League, è sfortunatamente rimasta pressochè immutata all’edizione passata – a sua volta troppo precedente a quelle ancora meno recenti.

Da ormai diversi anni, il lancio di un nuovo Fifa è seguito con fortissima attenzione da tutto il pubblico affezionato a FIFA Ultimate Team, capace nel corso del tempo di ritagliarsi una fetta sempre maggiore di utenza, sollecitata più volte nei giorni che precedono l’uscita del gioco attraverso la progressiva scoperta delle card più forti. L’esperienza FUT, consolidata negli anni, è rimasta uguale, con il suo sistema di aste, crediti e pacchetti ereditato dal precedente capitolo, e le Sfide Creazione Rosa a rimpolpare il pacchetto contenuti, denso ormai di obiettivi e carte speciali. La novità dell’edizione 2019 sta però nell’abolazione delle Divisioni Online in favore delle Division Rivals: concettualmente sono simili ma, anzichè dover scalare una suddivisione di campionati (dalla 10 alla 1) il sistema ci piazzerà nella divisione più adatta al nostro livello, sfruttata come fase ad eliminazione per le qualificazioni alla competizione del weekend, introdotta lo scorso anno.

Serie A: poco allenante e interessante

Mentre i media locali si interrogano su quanto sia (poco) allenante la Serie A, EA Sports pare aver già preso una decisione in merito, considerando il nostro campionato una competizione dallo scarso interesse mondiale. Partendo dal comparto audio, FIFA 19 eredita una telecronaca mai realmente perfezionata e migliorata nel corso degli anni: la coppia Pardo-Nava non è mai stata in grado di regalare le giuste sensazioni durante il match, complice una recitazione insufficiente incapace di rimarcare con il dovuto grado di passione le azioni di gioco, e campionamenti audio ben lontani da un livello qualitativo interessante. In FIFA 19 addirittura possiamo notare un diverso livello del volume e dell’intonazione tra commenti vecchi e nuovi, con Nava spesso fuoriluogo e innaturale. Mentre la telecronaca inglese fa un buon uso del supporto da bordocampo, il nostro Matteo Barzaghi viene, sì, chiamato in causa più spesso durante il match, ma per compiti assolutamente inutili come informarci di quanto manca al termine della partita…

Il discorso non cambia riguardo il confezionamento del match, ovvero la fase che precede il calcio d’inizio e la cornice della partita: gli altri campionati possiedono un hub più curato, e le competizioni europee sfruttano la licenza a partire da banner e font; la Serie A, al contrario, è composta da elementi generici e meno spettacolari. In FIFA 19, però, possiamo notare un miglioramento di tutto ciò che è fuori dal rettangolo di gioco: nuovi striscioni, coreografie e cori, oltre che un pubblico più definito e con un numero maggiore di modelli poligonali. Anche in quest’ultima edizione i calciatori hanno goduto di una generale rivisitazione, specialmente quelli più famosi; al contrario, chi è riuscito a distinguersi nella passata stagione ma fuori dai riflettori dei campionati principali (Premier, Liga e Bundesliga) non ha ancora una cura al livello dei colleghi più famosi: penso a Cancelo e Bernardeschi, per dirne un paio. La progressiva rivelazione delle valutazioni più alte del gioco ha lasciato spazio a più di una critica: non mancano valutazioni oggettivamente sbagliate, ma in generale l’overall dei calciatori in database è abbastanza condivisibile.

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VALUTAZIONE
8,5
Commento finale
Non è facile evolvere un brand come FIFA, ormai solido e già traboccante di contenuti. Eppure, EA Sports è riuscita ad introdurre diverse novità che, seppur in piccolo, riescono ad ampliare ulteriormente l’offerta. Il Calcio d’Inizio gode ora di regole personalizzate pensate per le sfide con gli amici; Il Viaggio, arrivato all’ultimo capitolo, porta Hunter verso la Champions e i suoi amici in direzione di nuovi successi; FUT, invece, non stravolge l’esperienza, ma si conferma ad ottimi livelli. Buone le piccole modifiche al gameplay e la rivisitazione di alcune animazioni, anche se queste fix non vanno a risolvere le anomalie della passata edizione, che continueranno a palesarsi anche in FIFA 19.
PRO
Tante animazioni rifatte o perfezionate
Il Viaggio è meno lento rispetto al passato
Diverse piccole novità tra le modalità Calcio d'inizio e FUT
CONTRO
Telecronaca italiana insufficiente
Alcuni calciatori con valutazioni alte non sono rappresentati a dovere
Modalità carriera identica alla precedente