Perchè scegliere proprio Final Fantasy XII per proporre una remastered? Il dodicesimo capitolo della saga, uscito oltre un decennio fa, risulta uno dei più riusciti per i critici, ma anche, forse, il più controverso della storia. Il titolo Square Enix si discosta non poco dai capitoli precedenti della serie, proponendo un protagonista nel complesso meno carismatico e profondo del solito, e un gameplay che allora seppe portare innovazione pur costringendo i videogiocatori ad apprendere da zero un sistema tutto nuovo. Forse sono queste le motivazioni che hanno portato alla realizzazione di questa rimasterizzazione, censita sotto The Zodiac Age. Date le buone premesse, quindi, vediamo cosa ha da offrire questa nuova versione per gli utenti PC.

Final Fantasy XII: The Zodiac Age – Recensione

Red Wedding

L’incipit di Final Fantasy XII: The Zodiac Age è telefonato, un po’ troppo abusato, ma di sicuro impatto. Rabanastre è in festa per le imminenti nozze tra il Principe Rasler di Nabradia e la principessa Ashe di Dalmasca, matrimonio di natura certamente sentimentale ma con importanti risvolti polici, quando l’Impero di Archadia attacca Nabradia prendendo in controtempo tutte le forze coinvolte nelle nozze. Le conseguenze di questo attacco sono ovviamente estremamente tragiche, non solo per l’ovvio annullamento del matrimonio ma anche per la dipartita di Rasler e di Raminas, il re di Dalmasca, intento a firmare una resa che avrebbe potuto mettere una pezza sulla catastrofe in atto. Al di là dell’attacco di Archadia, infatti, quello che trae in inganno Raminas è il tradimento di Basch, colui che darà il colpo di grazia allo stesso re di Dalmasca sacrificando anche Reks, il fratello di Vaan, protagonista di questa avventura. Il viaggio del ragazzo, quindi, avrà gli scopi nobili di un giovane che intende far luce su questa sanguinosa storia che ha coinvolto almeno 3 Regni di Ivalice, dando ad Archadia il controllo di Dalmasca.

Vaan avrà dunque accanto la sua piccola crew formata da Balthier e Penelo, lungo un viaggio che anticipa le vicende narrate in Tactics e costellato dei soliti risvolti politici e sociali che hanno fatto la storia della serie. Final Fantasy XII non rappresenta il capitolo più amato della saga, sebbene la valutazione sia chiaramente di natura soggettiva e molto variabile tra i videogiocatori; va detto, comunque, che il copione del 12esimo è forse uno dei meno ispirati e intriganti, penalizzato dalla sua vena principalmente politica che lascia meno spazio alla caratterizzazione dei personaggi e dell’ambientazione – seppur la bella Ivalice risulti, di fatto, ben più di un semplice contorno.

Ritoccato ma non troppo

The Zodiac Age mette a disposizione la struttura di gameplay utilizzata per la versione internazionale del titolo, tramite cui poter sbloccare 2 classi: la prima sarà disponibile ad inizio avventura, ovviamente, e servirà a modellare la natura principale del proprio alter ego secondo le specifiche più comuni di un mago, un guerriero o di una delle altre classi canoniche del genere. In seconda battuta sarà possibile affinare il personaggio combinando le skill di una seconda classe. Il level up è gestito secondo le scacchiere, come da gioco originale. Anche la pianificazione degli attacchi dettata da regole è rimasta invariata, anche perchè, ai tempi, fu una trovata assolutamente innovativa: tramite il sistema studiato da Square, è possibile impartire ai membri del party delle regole comportamentali ben definite scaturite da eventi, una sorta di “sistema a trigger” che al verificarsi di una condizione scatena una determinata azione del personaggio.

La definizione di questi pattern – d’attacco o di difesa – permette di limitare i danni in tempo zero o di sfruttare aperture decisive mantenendo una certa fluidità dell’azione. A vantaggio dello scorrimento del gioco c’è anche la modalità accelerata, tramite cui ridurre al minimo i numerosi tempi morti dell’avventura. A corredo della storia, che rimane ovviamente il fulcro del gioco, troviamo la nuova modalità Sfida, una sorta di extra-mode collegata indirettamente alla storyline e cui esito positivo andrà ad incidere proprio sull’esperienza legata alla narrazione. Attraverso la modalità Sfida, infatti, guidando il party della storia avremo la possibilità di sbloccare un inedito livello di difficoltà e nuovi oggetti da utilizzare nel corso della trama, integrando, così, l’esperienza più classica con gli sviluppi legati a questa speciale modalità di gioco.

Sebbene The Zodiac Age rappresenti la riedizione tecnica di un titolo uscito oltre un decennio fa, il lavoro fatto per ciò che solitamente mettiamo sotto il cappello di “remastered” non è totale. Square Enix ha principalmente preferito riadattatare la soundtrack, svecchiando la playlist con tracce più attuali pur mantenendo, per i nostalgici, la possibilità di ascoltare la vecchia OST. Il lavoro svolto dai nuovi compositori è molto interessante, ed in linea con le altissime aspettative dei fan – abituati dalla saga a soundtrack sempre evocative e magiche. In termini grafici, però, il risultato di questo restauro è più ricco di ombre che di luci. I modelli poligonali e le espressioni facciali hanno subito pochi interventi, così come le texture, sulle quali si poteva far di meglio anche in ambito di pulizia. La maggior parte delle modifiche legate al lato tecnico riguardano dettagli come l’assenza di bug bloccanti e marginali, e la stabilizzazione del framerate – il gioco risulta effettivamente fluido in qualsiasi circostanza.

Ulteriori informazioni

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VALUTAZIONE
8
Commento finale
Final Fantasy XII: The Zodiac Age appare più come uno svecchiamento ragionato che come una remastered vera e propria. Square Enix ha preferito concentrare i lavori in direzione di alcune criticità come la stabilità e la parte tecnica, al fine di adeguarsi ai canoni della nuova generazione, mantenendo pressochè inalterata la struttura di gameplay. È stato svolto un lavoro di prestigio dal punto di vista sonoro, probabilmente l’aspetto più semplice da gestire e migliorare mantenendo ristretti i tempi e le risorse. The Zodiac Age rappresenta, quindi, un’occasione in più per i nostalgici e per chi si è avvicinato al brand solo con le release più recenti: un buon titolo, longevo e appassionante.
PRO
Ottimo arrangiamento sonoro
Gameplay fedele all'originale
CONTRO
Per certi versi una remastered troppo leggera