In un’epoca vittoriana alternativa, una grande catastrofe ha messo in ginocchio il mondo di Frostpunk. Una morsa costante di ghiaccio e gelo ha avvolto tutto ciò che riusciva a intrappolare sul suo cammino. Un manipolo di sopravvissuti, animati ancora da un barlume di speranza, si è mosso in cerca di un riparo e di una tecnologia che ne possa permettere l’insediamento sulle precarie terre flagellate da temperature che scendono di molto sotto lo zero. Al comando di questo gruppo di fortuna formato da lavoratori, ingegneri e bambini, si impone un giocatore forte, che dovrà vedersela con scelte morali complesse e decisioni impopolari quanto necessarie.

Frostpunk – Recensione

All’ombra del generatore

L’unica promessa di un futuro migliore è data un grande generatore di calore posizionato al centro di un cratere. Intorno alla struttura sono sparse scarse risorse. Riuscire a mettere in funzione la fonte di calore significa poter rendere sopportabile la vita e il lavoro, significa garantire condizioni il più umane possibile. Fallire significa condannare a morte certa la popolazione, paralizzare i centri operativi e spegnere definitivamente quel fioco barlume di speranza che ha acceso la miccia della sopravvivenza.

Tenere al caldo case e strutture ha un costo in carbone, che aumenterà mano a mano che la tecnologia progredirà e la popolazione si espanderà. I progressi tecnologici però permettono anche di bilanciare l’enorme costo in risorse con migliori metodi di estrazione e impianti più efficaci. Il lavoro con il passare dell’evoluzione può iniziare ad automatizzarsi, ma prima di poter giungere a un sistema di gestione autosufficiente bisognerà passare per prese di posizione molto difficili.

Inizialmente fare affidamento sulle uniche forze dei lavoratori potrebbe non essere sufficiente. Terminati i turni di lavoro, le attività si sospendono e quanto si è riuscito a raccogliere è quanto si ha a disposizione fino all’inizio di un nuovo turno. Le risorse iniziano a consumarsi in tempi più rapidi del previsto e un buon politico sa che è arrivato il momento di aprire il “libro della legge” e firmare nuovi decreti che diventeranno subito operativi.

Estendere l’orario di lavoro e renderlo effettivo nella struttura scelta o mandare a lavorare anche i bambini piuttosto che tenerli in ripari sicuri e dargli un giorno la possibilità di studiare? Ogni scelta ha una ripercussione immediata sui due indicatori che determinano il grado di accordo o dissenso della popolazione: speranza e malcontento e può avere una ripercussione futura andando a sbloccare rami di opzioni e strutture diverse da costruire.

Troppo malcontento non fa che indispettire la popolazione che potrebbe essere esasperata a tal punto da imporci condizioni migliori, pena il bando dalla città. Sopravvivendo giorno dopo giorno, superato il ventesimo si sbloccano nuovi scenari e al tempo stesso nuove minacce e compiti vengono assegnati. Un pericoloso gruppo di sovversivi contrari alla scelta di aver abbandonato Londra potrebbe iniziare a raccogliere sempre più consensi, ad animare le folle e distrarre i membri della popolazione dai propri compiti.

Creare un corpo di “polizia” che con la forza metta a tacere tutti o istituire un culto che faccia proseliti e converta tutti a un unico credo di stato? La scelta sta a noi. Sta a noi capire che capo voler impersonare per cercare di far sopravvivere la colonia. Farla sopravvivere potrebbe anche poter dire sacrificare qualcuno per il bene degli altri.

Il confine morale tra giusto e sbagliato varia a seconda del punto di vista che adottiamo e della vivacità degli eventi che a catena si ripercuotono. La colonia di Frostpunk è viva e reagisce alle nostre decisioni. Non si tratta solo di un ottimo gestionale, si tratta di un survival in cui l’attenzione non è più sul singolo come This War of Mine, ma ricade sulle tante personalità che compongono il gruppo di sopravvissuti. Il compromesso è sempre dietro l’angolo.

Una volta raggiunto un grado di stabilità accettabile e aver completato le prime richieste, il gioco inizia a suddividersi in due livelli di controllo. Da una parte la gestione e lo sviluppo della colonia, dall’altra l’esplorazione delle terre ghiacciate circostanti. Il controllo delle spedizioni si gioca come una mappa dove inviare pedine. Si traccia in automatico una rotta, si attende il tempo che lo scout arrivi a destinazione e si scopre cosa ha raggiunto. Le situazioni potrebbero richiedere un ulteriore intervento: esplorare e raccogliere tutti i materiali, salvare un gruppo di superstiti o altro. Questa parte di gioco non va assolutamente sottovalutata, infatti è l’unico modo per ottenere importanti risorse altrimenti non ottenibili.

Il dettaglio che fa la differenza

L’essere di fronte a un ottimo gioco di strategia è anche merito di come singole parti come interfaccia, narrazione e atmosfera concorrano a creare un ecosistema complesso che si ha davvero il piacere di voler padroneggiare e meglio conoscere. Frostpunk è un gioco di meccanismi molto vari; abbiamo visto come si debbano sempre tenere sotto controllo tante variabili e di come queste variabili finiscano per influenzarsi.

Avere uno strumento di controllo eccellente è sicuramente un vantaggio. Elementi importanti come le temperature, lo scorrere del tempo, le missioni o i problemi che insorgono negli edifici sono tutti elementi ben segnalati e facilmente individuabili. In qualsiasi momento è possibile passare a una vista delle fonti di calore trasformando il campo di gioco in una “heatmap” in grado di aiutarci a comprendere quali zone e quali strutture sono davvero a rischio congelamento, quali lavoratori sono maggiormente a rischio malanni e quali interventi è più giusto fare per contrastare il freddo. Un aspetto che forse potrebbe beneficiare di una maggiore cura è l’identificazione dei lavoratori impegnati e di quelli a riposo.

L’atmosfera che si respira è riuscitissima: dagli effetti particellari alle illustrazioni tutto ruota intorno a una condizione di vita miserabile. Il grande nemico non è un popolo vicino che vuole conquistarci, non è un tiranno a cui opporre resistenza o fazioni da sfidare. Il grande ostacolo sono condizioni climatiche estreme contro cui l’uomo è quasi totalmente inerme. È una sopravvivenza che sembra farci già vinti ancora prima di iniziare.

Vedere il proprio popolo trascinarsi con fatica attraverso corridoi innevati pronti a inghiottirlo da un momento all’altro mentre con tanto spirito i sopravvissuti cercano di estrarre qualche risorsa fa sicuramente effetto, così come vedere lo schermo ghiacciarsi quando il clima si fa impossibile. Sfidare condizioni così avverse rende ancora più significativo festeggiare una vittoria e un grande obiettivo riuscito con un breve filmato, è come una vera iniezione di speranza che unisce il proprio popolo.

L’assenza di una modalità sandbox può forse non accontentare tutti, però i tre scenari narrativi presenti con i loro gradi di difficoltà modificabile e le missioni che a step cercano di renderci impossibile la vita sono un’ottima palestra per chi vorrà investire in Frostpunk ben più di 10 ore a scenario. Gli sviluppatori hanno parlato di almeno un altro scenario in arrivo, c’è quindi tutta l’intenzione di estendere l’attuale longevità che seppur relegata a tre possibilità è comunque di tutto rispetto.

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VALUTAZIONE
8,8
Commento finale
Frostpunk si presenta come un ottimo gestionale/city builder. I tre scenari attualmente disponibili mettono comunque in luce i differenti macro-approcci che è possibile sostenere in una campagna di Frostpunk: dalla gestione, anche sacrificale, della popolazione al mantenimento delle temperature il più umane possibili passando per l’automatizzazione del lavoro e il continuo progresso. Il team polacco di 11 bit studios conferma ancora una volta di saper unire meccaniche a dubbi morali, dando vita a giochi in cui il risultato è sempre un processo di scelte che esplorano non solo ciò che avviene su schermo ma ciò che il giocatore proietta al suo interno.
PRO
Ottimo gestionale
Sistema morale influisce a vari livelli di profondità
Curato nei dettagli sia narrativi che estetici
CONTRO
Pochi contenuti nonostante le ore di gioco richieste
Dettagli su risorse e lavoratori da gestire non sempre chiari