Da amante della saga, ho accolto con molto scetticismo la scelta di IO Interactive e Square-Enix di passare ad una pubblicazione episodica per il reboot della serie Hitman. Lo stealth per eccellenza, che assieme a Splinter Cell ha contribuito ad avvicinarmi al genere, ha sempre visto il buon Agente 47 districarsi tra obiettivi pericolosissimi al fine di sventare disastri irreparabili talvolta dalla portata globale, magari nei panni di un semplice commesso o di un addetto alle pulizie. Quel fascino inconfondibile e sicuro della camminata lenta tra le guardie, l’incedere verso il prossimo target, ignaro della sua imminente fine, rimarranno sicuramente nella storia. E allora, perché stravolgere la formula di diffusione e, di conseguenza, l’impianto narrativo e di gameplay?

Dopo circa 8 intensi mesi di pubblicazione e 6 episodi, la risposta definitiva è arrivata: il reboot di Hitman ha vinto sotto tutti i punti di vista, ed è probabilmente il capitolo più completo e variegato dell’intera saga. E se il livello è questo, probabilmente è merito delle release diluite nel tempo, che hanno dato modo al team di sviluppo di riordinare le idee e rimpolpare ogni episodio di contenuti aggiuntivi off-quest. Certo, riporre la corda di violino ed aspettare ogni singolo episodio è stato difficile, ma ora che Square-Enix ha deciso di rilasciare la prima stagione completa, chi non ha ancora avuto modo di avventurarsi tra i nuovi contratti a disposizione di 47 ha l’occasione giusta per farlo.

Hitman: La prima stagione completa – Recensione

1000 Ways to Die

L’eliminazione di un bersaglio non è mai stato un processo banale in Hitman, ma nel reboot della saga gli sviluppatori hanno quasi esagerato. In quest’ultima iterazione della serie, avremo modo di ingaggiare il target principale in tantissimi modi diversi, denominati opportunità. Queste strade alternative, presentate dalla cara Diana nel briefing della missione, potranno essere attivate o ignorate in tempo reale semplicemente esplorando la mappa corrente, interagendo con specifici elementi e perfino orecchiando qualche conversazione. Le opportunità, in sostanza, sono letteralmente “opportunità”. Dunque non vincolanti, e talvolta nemmeno sovrapponibili. Viene da sé che in Hitman avremo la possibilità di seguire più strade contemporaneamente e decidere in corso d’opera quale seguire in base alle circostanze: che si tratti dell’abito sbagliato, della zona in cui passerà il target o del tempo impiegato per avvicinarsi allo stesso, l’utente avrà modo di scegliere liberamente di che natura far morire il malcapitato, e non solo.

Non si tratta soltanto di sfruttare le opportunità proposte dalla missione, ma nella vasta gamma di variabili dovremo considerare anche quale abito indossare, che arma utilizzare e magari quale aggeggio attivare per porre fine all’esistenza dell’obiettivo. Tutte queste alternative di contorno sono racchiuse nel pannello delle sfide, ovvero una serie di obiettivi in cascata da soddisfare ad ogni nuova run della missione. Sebbene a primo impatto possa sembrare un banale tentativo di allungare il brodo nell’attesa del nuovo episodio, il pannello delle sfide si rivela a conti fatti un’esperienza dedicata soprattutto agli amanti della saga, ai precisini e a chi ama conoscere nel dettaglio ogni singola opportunità proposta da ciascuna missione. In tal senso, non si può ignorare la vagonata di contenuti che IO Interactive è riuscita a proporre per ogni singolo episodio, sfruttando appena una mappa – dalle dimensioni, sì, più grandi rispetto ai capitoli precedenti, ma non eccessivamente. Tra opportunità, sfide e approccio libero, la longevità e la sfida di ciascun episodio riusciranno ad appagarvi e ad intrattenervi per almeno 6 ore, per un titolo che promette almeno 15 ore di longevità se giocato a singola run, tralasciando i contenuti aggiuntivi.

Già, i contenuti aggiuntivi. Perché se finora ho parlato di ciò che succede nei confini della missione, non ho ancora avuto modo di raccontare gli altri contenuti a corredo di ciascun episodio. La modalità off-quest più interessante è Escalation, un circuito composto da 5 sfide a difficoltà crescente da completare nella mappa caratterizzante l’episodio. Ogni sfida vincola l’utente all’utilizzo di un particolare abito o di una specifica arma per eliminare il bersaglio, andando progressivamente a proporre obiettivi multipli e più difficili da guadagnare. Nota interessante: sbagliando una sfida Escalation è necessario ricominciare dall’inizio. Ad affiancare questa particolare modalità c’è la lista dei Contratti, ovvero target secondari da eliminare nella solita mappa dell’episodio. A differenza dell’obiettivo della missione, i bersagli dei contratti sono spesso più difficili da eliminare, vuoi perché troppo in vista, vuoi perché difficili da avvicinare. Come parte dei contenuti live, i contratti vengono creati sia da IO Interactive che da altri utenti. Per concludere l’offerta, il team di sviluppo ha diluito nel tempo un certo numero di bersagli elusivi, particolari target più complessi dei precedenti, e soprattutto più curati ed elaborati. In quanto disponibili per un periodo limitato, i bersagli elusivi rilasciati durante la pubblicazione episodica non possono più essere recuperati da chi acquista la prima stagione completa, ma Square-Enix ha rassicurato tutti, confermando la volontà di continuare a proporne di nuovi nel corso del tempo. Per porre rimedio agli elementi live irrecuperabili, IO Interactive ha rilasciato un pacchetto di bonus content esclusivi dedicati all’edizione completa, tra cui oggetti da equipaggiare, soundtrack e 3 missioni aggiuntive.

L’assassino senza confini

La discussa pubblicazione a cadenza (quasi) mensile -ha riservato agli utenti un inaspettato e graditissimo rovescio della medaglia, ovvero la varietà. In Hitman abbiamo modo di passare da un contesto all’altro, diametralmente opposto al precedente, grazie ai numerosi obiettivi affrontati durante la storia, ma mai come in questo reboot si percepisce la sensazione di viaggiare in giro per il mondo alla ricerca del nuovo bersaglio e delle molteplici possibilità per eliminarlo. Dalle lussuose sfilate francesi a Villa Caruso sul mare, da Bangkok ad Hokkaido, passando per il caldo del Colorado, avremo modo di non transitare mai dalla fastidiosa sensazione del “già visto”, mai così pericolosa per un titolo che, in buona sostanza, ci chiederà sempre la stessa cosa: ingaggiare un bersaglio e mandarlo all’altro mondo. Il level design di ogni singola mappa è calibrato in modo da contenere, nella maniera più naturale possibile, almeno una decina di strade alternative per affrontare il nemico principale, tutte adattate alla specifica location.

La buona varietà degli elementi interattivi è dunque adeguatamente supportata dalla caratterizzazione delle mappe e dalla dimensione delle stesse. Considerando il singolo episodio, Hitman propone una struttura simil open world, nel senso che il videogiocatore è libero di muoversi e pianificare a dovere l’entrata in scena dell’Agente 47. La missione, infatti, comincia quasi sempre prima di entrare nel punto caldo della mappa, esplorando l’ambiente circostante alla ricerca di entrate secondarie e punti deboli della struttura. Se il level design colpisce per la profondità delle location e la varietà delle stesse, l’opera IO Interactive si mostra ancora un po’ troppo semplicistica nel comparto texture e audio. Ad eccezione dell’assassino pelato, che gode di animazioni puntuali e di un buon modello, il resto degli elementi a schermo non impressiona per qualità; al tempo stesso, ombre e illuminazione vacillano, come anche il comparto audio, piatto e anonimo. Va precisato che, storicamente, Hitman non ha mai goduto di grandi qualità tecniche, ma la soundtrack e il doppiaggio (inglese) di questo reboot non rendono di certo giustizia all’ottimo livello raggiunto dal pacchetto dei contenuti.

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VALUTAZIONE
8,5
Commento finale
La prima stagione di Hitman, nel complesso, si rivela in linea con le aspettative dei fan della saga, almeno a livello di gameplay. Se infatti dal punto di vista narrativo il titolo IO Interactive ha un po’ pagato la natura episodica, i tempi di pubblicazione della prima stagione, diluita in 8 mesi, hanno consentito il rilascio di contenuti da stuzzicare tra una missione e l’altra, nonché la realizzazione di mappe dense di opportunità e ricche di contenuti secondari. Pad alla mano, l’esperienza proposta con il reboot è estremamente simile a quanto già apprezzato nei capitoli precedenti della saga, ma la già citata varietà di azioni da compiere, contenuti aggiuntivi e location, gioca un ruolo fondamentale nella valutazione globale dell’esperienza completa. In definitiva, la prima stagione della rinascita del pacato assassino in smoking è un successo che smonta tutte le critiche e si affaccia fiducioso alla prossima sfida.
PRO
Ogni episodio offre decine di approcci diversi
Tantissimi contenuti secondari e live
Level design profondo e curato
Molto longevo
CONTRO
La storia è molto debole
Tecnicamente si poteva fare di più