Settembre, si sa, è il mese delle conferme e delle rivincite da parte di quei titoli che a cadenza annuale ritroviamo sugli scaffali, fisici e virtuali, con una nuova copertina e una rivista esperienza di gioco. Dopo aver abbracciato il rinnovato Pro Evolution Soccer 2019, la palla – stavolta non da calcio – passa tra le mani dei campioni della pallacanestro per un nuovo entusiasmante NBA targato Visual Concepts. La stagione 2018/19 è, a prescindere, un’annata da ricordare per il brand, che con questa iterazione giunge al suo 20esimo anniversario. Tanti auguri a loro, e buon divertimento a noi con NBA 2K19!

NBA 2K19 – Recensione

A new Champ

La modalità per certi più affascinante, e soprattutto di moda, è quella legata alla storia del nostro personaggio virtuale. Parlo ovviamente de “La Mia Carriera”, che quest’anno vede protagonista un ragazzo dal carattere difficile, cominciare dal basso per arrivare tra i grandi attraverso una serie di rivincite con sé stesso, rinunce e qualche cavolata fanciullesca. Il lavoro di Visual Concept, già ottimo lo scorso anno, è passato per una sorta di revisione dei contenuti della modalità, dall’inizio alla fine. Ottimo, fin da subito, l’editor del personaggio, rinforzato con tanti nuovi oggetti per permettere una personalizzazione profonda e completa del proprio editor. La definizione del ragazzo passa ovviamente dal Quartiere, che ha mantenuto gli stessi principi e quasi le stesse meccaniche dell’edizione passata: è sempre possibile andarsene in giro tra negozi a fare shopping, stare incollati ai Social, organizzare partitelle – in 3 contro 3 – e viversi la quotidianità al di fuori del parquet, ma in NBA 2K19 dovremo anche prestare attenzione al fattore tempo per via dell’introduzione del ciclo giorno-notte. Nulla di troppo opprimente o invasivo, tranquilli, ma una bella variabile che senz’altro in futuro potrà servire a rendere la modalità ancora più profonda.

Con il nuovo ragazzo avremo una sceneggiatura altrettanto originale, che passerà per la NBA Development League attraverso ottimi spunti narrativi e tante scene di intermezzo curate e inaspettate: insomma, Visual Concept ci ha fatto una bella sorpresa, confezionando una modalità che saprà catturare anche nuovo pubblico oltre chi è già fedele a La Mia Carriera. La sorpresa è gonfiata anche dal meno peso delle microtransazioni, finalmente rilegate all’angolino delle opzioni: nessuno vi vieterà di investire denaro reale per crescere più velocemente, ma, insomma: farlo sarà esclusivamente una vostra scelta, e solo per accelerare i tempi del successo.

Un canestro, più modalità

Parallelamente allo sviluppo della modalità storia, molti di voi vorranno anche portare avanti la propria squadra NBA nel rinnovato Il Mio GM, che per l’edizione 2018/19 sfoggia un intelligente uso delle “leggende” che vanno tanto di moda tra i titoli sportivi. In NBA 2K19 se avrete voglia di disporre di un Michael Jordan tra le fila, beh… potrete farlo, ingaggiando la sua versione giovanile durante il Draft. È questa la novità più impattante, perlomeno in termini scenografici, di una modalità che attualmente ha poco da rivedere; tra le introduzioni troviamo anche il mentore, ovvero la possibilità di scegliere un veterano del club che dovrà far da chioccia a un giovane promettente.

Tutto il ventaglio di modalità, tra esperienza multiplayer e single, è rimasto immutato; così, anche in NBA 2K19 è possibile sfruttare le competizioni storiche e standard, come quelle più originali che ci vedranno districarci con La Mia Squadra alla ricerca di moneta virtuale per comporre il proprio NBA Dream Team, o tra i campetti dei ragazzini nella Blacktop.

Ritocchi

Il bello di evolvere un brand come NBA 2K è che c’è poco da evolvere. Visual Concepts ha infatti operato in maniera oculata per aggiornare l’impianto di gioco. Per quanto riguarda i tiri a canestro, NBA 2K19 propone una nuova barra di caricamento, modificata quasi esclusivamente in termini estetici perchè il feeling è rimasto il medesimo. Per la difesa, oltre a una generale manutenzione dell’IA quando agisce in maniera corale, è stato rivisto il sistema protezione e acquisizione della palla, permettendo all’utente di sfruttare il giusto tempismo e i parametri individuali per rubare la palla all’avversario, ma anche costringendolo a proteggere la sfera con più oculatezza. Al di là delle migliorie localizzate, in generale NBA 2K19 propone un’esperienza di gioco più precisa e realistica: queste parole non vanno travisate, perchè il gioco resta comunque molto simile all’edizione precedente, com’è naturale che sia, ma una revisione del codice c’è stata ed è evidente in alcune situazioni, specie quelle di stallo e studio della manovra che vi porterà a canestro o a difendere.

La sfida più difficile da superare per un titolo sportivo a cadenza annuale è quella relativa all’evoluzione del gameplay: non è facile, infatti, apportare modifiche sostanziali all’impianto di gioco nel giro di 9 mesi scarsi di sviluppo, sia perchè il genere stesso impone una certa struttura da rispettare, sia perchè, nel caso di NBA, parliamo di un brand che ha già poco da migliorarsi nel concreto. In questi frangenti, quindi, l’unico modo per proporre qualcosa di nuovo sta nel lasciare spazio alla creatività e pensare out of the box. Ecco, quindi, arrivare sul parquet lo status di Impeto, una sorta di adrenalina raggiunta da un cestista a seguito di una buona prestazione: portando a compimento determinate azioni nel corso del match, il giocatore entrerà in uno stato temporaneo che ne migliorerà alcune statistiche di base, sbloccando anche skill particolari. La durata di questi bonus dipenderà dall’overall del giocatore, portando il tutto ad un livello di dinamicità decisamente interessante nello sviluppo di un match. Ragionando sul suo funzionamento, Impeto, quindi, ha il compito di riflettere la prestazione dei singoli, sfruttando un po’ l’aspetto psicologico degli atleti che, rendendosi conto di star giocando bene, si “gasano” a tal punto da raggiungere uno stato di concentrazione che li porta ad essere più precisi e lanciati verso i risultati.

A bocca aperta

Quanti sognano un calcistico by 2K Games e Visual Concepts? Beh, io sono tra quelli, e ciò è dovuto – anche – al confezionamento dei match e al comparto animazioni. NBA 2K19 risplende nel panorama degli sportivi, per il suo aspetto grafico realistico e a tratti impressionante. I modelli poligonali sono come sempre riuscitissimi, dalle animazioni facciali a tutti i dettagli relativi agli accessori e quant’altro. Le scene di intermezzo a corredo di ogni match sono come sempre curate e intriganti, e tutto il ventaglio animazioni di cui gode ogni singolo personaggio è quanto di meglio ci sia in giro tra gli sportivi. In generale, il comparto tecnico non lascia spazio a sbavature, così anche la colonna sonora si rifà all’eccellenza della grafica, composta da brani a tema del mondo NBA e di un’ottima telecronaca che riesce ad evidenziare con la giusta grinta tutte le fasi del match.

Ulteriori informazioni

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VALUTAZIONE
9,0
Commento finale
Altra ottima iterazione, come da aspettative. NBA 2K parte da una posizione di privilegio, dettata dagli anni di duro lavoro delle passate edizioni. Pertanto, NBA 2K19 si limita al solito lavoro annuale di routine, con una revisione generale dei contenuti, liberando anche la creatività laddove concesso e giustificato. Un titolo eccellente, ma non ci si aspettava nulla di diverso.
PRO
Impeto rende i match più dinamici
Piccole ma interessanti novità sotto tutti gli aspetti
CONTRO
Nulla da segnalare