La provocazione lanciata un mesetto fa, circa, puzzava di pessimismo cosmico, ma nutriva un sottilissimo strato di speranza per il futuro. Dal mio punto di vista, i due titoli calcistici che ci ritroviamo a giocare ogni anno non sono più in grado di regalare il giusto livello di simulazione, perdendosi in problemi di gameplay talmente banali da risultare a tratti paradossali, in special modo mentre chi possiede lo scettro di “miglior calcistico” tenta di somministrarci come novità pazzesche il pallone che passa sotto le gambe del portiere e altre inutili modifiche. Intanto, c’è chi sta cercando in tutti i modi di recuperare terreno, scontrandosi contro l’ostacolo delle licenze, la mancanza di tempo e vari problemi tecnici: sto parlando di Pro Evolution Soccer, con Konami chiamata a implementare novità pesanti anno dopo anno per guadagnare consensi importanti e strappare videogiocatori alla concorrenza. E, finalmente, dopo la demo e le varie informazioni trapelate in estate, l’annuale appuntamento col calcistico giapponese è arrivato, pronto a sottoporsi ai soliti confronti con il temuto competitor. Com’è andata stavolta?

Pro Evolution Soccer 2017

Nel vivo dell’azione

Le migliorie ottenute con l’ausilio della nuova versione del FOX Engine sono tangibili, ed è già una gran cosa. È soprattutto nelle animazioni di raccordo che PES 2017 riesce a sorprendere, staccando senza troppi problemi l’edizione precedente. Il realismo con cui gli sviluppatori sono riusciti a replicare stop e contrasti ha dell’incredibile, restituendo l’idea dell’impegno, dello sforzo e delle collisioni che subisce il giocatore in campo. Ad esempio, fare a sportellate con Chiellini provoca puro piacere: vedremo il calciatore in possesso della palla spostarsi come se gli fosse venuto addosso un treno, soprattutto quando la differenza fisica tra i due si fa evidente. Un contrasto spalla contro spalla lo si sente davvero, frutto di un gran bilanciamento della fisica, dopo aver ponderato e bilanciato adeguatamente ogni parametro dei calciatori. Pertanto, non assisteremo mai a improbabili contrasti vinti da brevilinei con muscolatura nella media, i quali avranno la meglio – ma non sempre – utilizzando le abilità palla al piede o la velocità, qualora rientri tra le loro caratteristiche vincenti.

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Il fraseggio a centrocampo segue perfettamente quanto affermato pocanzi; il periodo di studio tra le due squadre viene tradotto attraverso un palleggio mai frenetico, in cui ogni stop risulta credibile e necessita dei giusti tempi di gioco. Un pallone scagliato troppo forte verso il compagno costringe quest’ultimo ad impiegare 2-3 movimenti tra stop e palleggi al fine di mettere il pallone a terra; i movimenti dei colpi di testa a centrocampo e di controllo della sfera sono efficaci in termini di realismo, e dunque anche belli da vedere. Anche quest’anno per godere appieno di ogni dettaglio e dar vita a partite col giusto ritmo è necessario abbassare la velocità di gioco, perché quella normale risulta ancora un po’ troppo frenetica. Nel complesso, il possesso a centrocampo è in grado di dare grosse soddisfazioni al videogiocatore abile nel ricercare le giuste manovre di gioco anziché focalizzarsi sulle solite discese sul fascione.

Pressing e concentrazione

A prescindere dall’approccio seguito in termini offensivi, con Pro Evolution Soccer 2017 gli sviluppatori sono riusciti a contenere le azioni in solitaria, richiedendo all’utente un po’ di sforzo in più nel ricercare un’azione corale e organizzata. In tal senso, sono le difese a funzionare meglio, con il centrocampo chiamato sempre ad esercitare la giusta pressione sulla mediana e la linea difensiva piuttosto alta e ampia, difficile da perforare con un filtrante basso o azioni uno contro tutti. Il risultato della maggior attenzione in fase difensiva da parte della CPU si traduce nella necessità di ricostruire una manovra partendo dal centrocampo, col regista chiamato a dettare i ritmi del gioco e far girare la palla; molto spesso sono stato costretto a ricominciare l’azione con gli attaccanti quasi sempre spalla alla porta, chiamando a raccolta un fluidificante o chiedendo l’inserimento di un centrocampista centrale. A tal proposito, i passaggi manuali e le spinte dettate dal videogiocatore funzionano a dovere, ma buona parte del merito va all’intelligenza artificiale dei compagni di squadra, perfezionata al fine di supportare adeguatamente la manovra offensiva mantenendo un certo realismo, ovvero proponendo in avanti solo i giocatori con spiccate proprietà di movimento e intelligenza tattica.

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Nonostante le migliorie, il reparto arretrato non è comunque esente da difetti. Il maggior problema di PES 2017 sta nella grande efficacia dei filtranti alti, capaci di bucare anche le difese più organizzate, sia centralmente che sfruttando le fasce. Il raddoppio di marcatura non si vede quasi mai e la pressione sugli esterni non funziona come dovrebbe, lasciando il crossatore libero di galoppare per diversi metri prima di affrontare un difensore. Non che sia facile proporsi in avanti, come detto, perché il livello di concentrazione degli avversari è piuttosto elevato, ma una volta presa confidenza con i controlli e i punti deboli della squadra affrontata, la partita si mette quasi sempre in discesa. Questa è un po’ una contraddizione del concetto di “adaptive IA” di cui si comincia a parlare, ovvero la capacità della cpu di adattare incrementalmente il proprio comportamento all’approccio del videogiocatore per contrastare al meglio ogni sua manovra offensiva: personalmente non ho visto o intuito nulla di simile. Probabilmente si tratta di un sistema ancora acerbo che ha bisogno di rodaggio e profondità. Comunque, vale la solita regola per cui, per godere appieno delle sfaccettature di gameplay, è consigliato passare ai settaggi manuali, in special modo per quanto riguarda i cross, fin troppo efficaci delegandone il controllo alla cpu.

PAGINA 2: Il fiuto del gol, Fuori dal terreno di gioco

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VALUTAZIONE
8
Commento finale
Si va avanti a piccoli passi, ma l’importante è non fermarsi. Pro Evolution Soccer 2017 conferma il solito trend che vede Konami migliorare il proprio calcistico anno dopo anno senza mai riuscire completamente a fare il passo decisivo. Potrebbe cominciare proponendo una versione PC identica alle controparti console, sperando che la situazione licenze torni a sorridere. Nel frattempo, i miglioramenti di gioco nel rettangolo verde sono quanto mai tangibili, il ritmo della manovra è finalmente sopportabile e possiamo cominciare a parlare di “simulazione”, ma siamo ancora all’inizio.
PRO
Miglioramenti tangibili in mezzo al campo
Comparto grafico ancora ineccepibile
Le animazioni di raccordo supportano a dovere il gameplay
CONTRO
La versione PC è ancora sconsigliata
Nessuna novità sul fronte licenze e modalità
Comparto audio totalmente da rivedere