Sono passati ormai 9 anni dal lancio di Red Faction: Guerrilla, titolo THQ ben accolto dagli appassionati del genere, capace di incarnare l’essenza degli sparatutto di quasi un decennio fa. Da allora sono cambiate molto cose, su tutte le condizioni della stessa THQ, oggi THQ Nordic dopo l’acquisizione dell’azienda da parte dell’ex Nordic Games. Vari passaggi di consegna e licenze, insomma, che hanno portato al rilancio di diversi titoli THQ in versione rimasterizzata (come quelle del brand Darksiders, proposto in diverse salse) fino allo stesso Red Faction: Guerrilla che oggi possiamo apprezzare sulle nuove console attraverso la riedizione Re-Mars-tered.

Red Faction Guerrilla Re-Mars-tered – Recensione

Spazio all’evoluzione

Re-Mars-tered, un gioco di parole per presentare la versione rimasterizzata dello sparatutto, che ben si sposa col background narrativo. Tutto inizierà ad avere un senso quando Alec Mason, protagonista della storia, si unirà presso la Red Faction, la squadra anti-schiavismo che opera su Marte in contrapposizione con il regime oppressivo in vigore sul pianeta rosso. Una situazione difficile, ma già ben chiara nella testa del videogiocatore più esperto, che si sviluppa sui soliti canoni degli sparatutto vecchio stile, quando il crafting e l’open world stavano prendendo piede. Largo, quindi, a cutscenes presenti in grandi quantità, con piccoli grandi colpi di scena a guidare l’utente verso i titoli di coda.

Il gameplay di Red Faction: Guerrilla giocava, all’epoca, su elementi ancora molto freschi e dall’effetto “wow”, che oggi diamo ormai per scontati. La mappa, ad esempio, si propone come un primo tentativo di concezione open, liberamente esplorabile seppur frazionata in specifiche aree ciascuna sbloccabile dopo aver completato la precedente. In ogni sezione del pianeta è possibile tuffarsi in un corposo blocco di contenuti composto da quest principali e secondarie di vario tipo, tra cui quelle dedicate alla totale distruzione di grandi edifici sparsi per Marte, e di proprietà della EDF, l’organizzazione che tiene sotto scacco la popolazione del pianeta. Queste missioni, che nascono dall’idea di voler letteralmente distruggere i punti strategici dei nemici, servono perlopiù a mettere in risalto una delle qualità migliori del titolo, ovvero la distruttibilità degli ambienti, una componente che dieci anni fa sembrava poter stravolgere il genere. In Red Faction: Guerrilla questa feature funziona a dovere, contribuendo soprattutto alla spettacolarità dei combattimenti: grazie al martello di cui è dotato il protagonista, infatti, avremo la possibilità di colpire gli edifici a partire dalle fondamenta, assistendo alla caduta dei palazzi e al cumulo di macerie che ne consegue. Oltre questo, però, poco e altro, con gli obiettivi che ormai conosciamo a menadito: salvataggi, inseguimenti, conquiste varie, il tutto al fine di riprendere il controllo del pianeta e sottrarre, a poco a poco, potere alla EDF.  

Andare in avanscoperta e soddisfare tutte le missioni disponibili ha come pregio la maggiore semplicità di progressione in ottica di upgrade dell’equipaggiamento. Attraverso un semplice meccanismo di crafting, da operare rigorosamente alla centrale, potremo dotare il buon Alec del miglior armamentario, tra granate e mine da utilizzare per distruggere gli edifici, ed un comodo jetpack a vantaggio dell’esplorazione. Tutti elementi che oggi risultano quasi scontati, ma che un decennio fa erano in sperimentazione e pronti ad essere assorbiti nell’evoluzione del genere che viviamo oggi.

Mars 2.0

Come per quasi tutte le versioni rimasterizzate, la Red Faction: Guerrilla Re-Mars-tered punta soprattutto a far conoscere il titolo a chi, al tempo della prima release, non ha avuto modo di provare l’esperienza. Fissato il target, il lavoro di Kaiko Games, team ingaggiato per questa pubblicazione, ha riguardato essenzialmente il “rinfresco” di tutti gli elementi grafici, dalla pulizia delle texture alla rimodellazione dei personaggi, passando, ovviamente, per shading, effetti di illuminazione e particellari. I difetti della versione originale che richiedevano pesanti interventi di refactoring, quindi, sono rimasti pressochè invariati: a cominciare dal forzato riciclo di alcuni elementi dell’ambientazione, passando per la scarsa ricchezza delle location stesse.

In termini contenutistici, Red Faction: Guerrilla Re-Mars-tered, come ribadito nel corso dell’articolo, non si discosta quasi per niente dalla pubblicazione originale, anche se le differenze sono tutte concentrate nel ventaglio di modalità, single e multiplayer. Per quanto riguarda la campagna in singolo, abbiamo la possibilità di usufruire fin da subito del package comprensivo del primo DLC, Demons of the Badlands. Il multiplayer è stato rivisto, portando anzitutto il multigiocatore in locale in cui è possibile sfidarsi fino a 4 player nel “fare meglio degli altri” attraverso run a punteggi da migliorare. Il multiplayer online è invece la parte più riuscita del pacchetto, con apposite modalità di gioco riprese dall’opera originale in grado di garantire un buon numero di ore aggiuntive alla personalissima esperienza su Marte che, al netto della media longevità della campagna principale, potrebbe arrivare anche alla trentina di ore.

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VALUTAZIONE
6,5
Commento finale
Red Faction: Guerrilla Re-Mars-tered è una rimasterizzazione nuda e cruda, che non lascia spazio a sorprese. Per questo genere di pubblicazioni le conclusioni sono sempre le solite: se non avete avuto modo di giocare il titolo originale, si tratta di una buona occasione per conoscere il brand e ciò che ha da offrire, anche se in termini contenutistici potrebbe risultare un po’ obsoleto anche al netto dei miglioramenti tecnici e dell’offerta completa tra DLC e multiplayer. Chi ha già vissuto gli eventi su Marte, invece, a meno di non aver amato la release originale non troverà particolare interesse nell’acquisto di questa versione.
PRO
Occasione per chi non ha giocato il titolo originale
CONTRO
Non aggiunge nè stravolge nulla