Il successo di Trine ha lanciato Frozenbyte nell’olimpo dei migliori team indipendenti che hanno calcato la scena del genere platform negli ultimi 10 anni. Sebbene la formula vincente sia riuscita ad attrarre milioni di videogiocatori, l’epilogo della trilogia non è riuscito a convincere nessuno, spingendo gli sviluppatori verso un deciso cambio di rotta. Nasce così Shadwen, un’opera completamente originale che segna un punto di rottura col passato, in attesa dei prossimi movimenti del team. Vi siete mai chiesti cosa voglia dire passare un intero gioco – dalle 6 alle 10 ore, precisamente – a camminare lungo una strada evitando le guardie, senza il minimo accenno di trama? Ve lo dico io: significa armarsi di santa pazienza ed annoiarsi per tutto l’arco dell’avventura. Un po’ ciò che accade con Shadwen.

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L’ultimo dei re

Partiamo da una premessa importante: Frozenbyte non è mai stato un team capace di raccontare storie profonde, coinvolgenti ed intriganti. L’abilità degli sviluppatori è unanimemente riconosciuta in termini di level design ed ambientazioni, quasi sempre ispiratissime, fiabesche e ricche di colori. È forse per questo che la trama di Shadwen è abbozzata e raccontata molto male, tanto che le informazioni sulla storyline ottenute dopo i primi 2 capitoli – e dunque alla fine dell’introduzione – sono davvero striminzite. Shadwen, protagonista da cui il gioco ottiene il nome, è un’abile assassina partita alla volta di Rivendon per uccidere il re, per un motivo non meglio precisato. Lungo il suo cammino incontra e aiuta Lily, una bambina finita nei guai e minacciata da una guardia. Da questo momento in poi, il destino di Shadwen e Lily sarà inevitabilmente legato fino all’epilogo dell’avventura, dando vita ad un titolo in cui la cooperazione tra le due protagoniste sarà del tutto apparente, in quanto non dovremo fare altro che avanzare di capitolo in capitolo superando le guardie e tenendo Lily al sicuro.

Un’accozzaglia di problemi

shadwen_64bit 2016-05-19 18-19-59-122I problemi di gameplay che affliggono la produzione Frozenbyte sono davvero inspiegabili, a cominciare dalla scomodissima gestione del tempo. In Shadwen, il tempo scorre sia quando siamo in movimento con una delle protagoniste, sia da fermi tenendo premuto il tasto Q, con la possibilità di riavvolgere il nastro a piacere.
L’irragionevolezza di questo sistema lo si nota soprattutto nelle fasi di pianificazione, quando, cioè, stiamo cercando di agganciare una piattaforma con il rampino o stiamo creando un diversivo con le casse di legno. Il confuso mapping dei comandi porta l’utente a sbarellare lungo tutto l’arco dell’avventura, perdendo quasi completamente lucidità nella manipolazione del tempo tra salti arrestati a mezza altezza e guardie allertate dai nostri movimenti imprecisi.

Shadwen pecca laddove dovrebbe eccellere, ovvero nell’uso del rampino e nella possibilità di creare un diversivo per far avanzare la piccola Lily. La modalità di utilizzo del rampino è una tra le cose più fastidiose mai concepite nell’era videoludica: è un sistema impreciso, lento, meccanico e abbozzato, neanche fosse ancora in via di sviluppo. Per muoversi da una piattaforma all’altra è necessario compiere un balzo e al tempo stesso puntare l’àncora successiva col piccolo mirino a schermo, pena una rovinosa caduta che il più delle volte porta al fallimento. Complice il corto raggio dello strumento, la percentuale di realizzazione di balzi a catena col rampino è davvero bassa, il che porta il videogiocatore più esperto a cercare vie alternative per eludere la sicurezza e avanzare verso l’area successiva.
Già, le aree. Questo ci porta al secondo problema del gioco, ovvero il susseguirsi dei capitoli senza una storia concreta e un’identità da affidare al viaggio delle due protagoniste. L’assassina e la bambina scansano decine di guardie avanzando progressivamente verso il re senza il minimo segno di passione, interesse e dialogo. Le conversazioni sono ridotte al minimo, le cutscene ancora peggio.

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Ulteriori informazioni

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VALUTAZIONE
5
Commento finale
Shadwen è un titolo deludente su tutta la linea. I controlli fanno acqua da tutte le parti, l’intelligenza artificiale è ingiustificabile, la storyline è impalpabile ed il level design è tutt’altro che ispirato. Il cambio di rotta voluto da Frozenbyte non ha portato alcun beneficio al team, incapace di trovare la giusta quadratura fuori dallo schema platform. Da fan della serie Trine, il flop di Shadwen fa ancor più male, soprattutto considerando le buone idee di fondo, come la manipolazione del tempo e l’inventario con meccaniche di crafting. Un’occasione persa.
PRO
Sistema di crafting interessante per il genere
CONTRO
Tanti problemi di giocabilità
Intelligenza artificiale scarsissima
A tratti frustrante