L’esordio della saga nell’ecosistema ludico Microsoft nel 2010 non è stato tra i più esaltanti, tanto da permettere alla serie di arrivare al terzo capitolo solo dopo 7 anni. Sniper: Ghost Warrior 3 passa dalle mani di City Interactive a quelle di Ci Games, diretto da Paul Robinson e pubblicato in Italia da Koch Media. Le premesse attorno al titolo sono medio-alte e la poca concorrenza potrebbero permettere allo shooter di ritagliarsi il giusto spazio tra gli appassionati del genere, ma l’esperienza generale, comunque, resta tutto sommato equilibrata, nel più classico del chiaroscuro videoludico.

Sniper: Ghost Warrior 3 – Recensione

Welcome to Georgia

Il Marine Johathan “Jon” North, protagonista delle vicende, è impegnato nel confine tra Russia e Ucraina in una missione di spionaggio e sabotaggio di armi biologiche che potrebbero essere impiegate per un attacco terroristico. L’obiettivo dell’intera campagna, che comunque evolverà seguendo anche strade personali, porterà Jon in Georgia per smantellare l’Intelligence Russa; il percorso tra i villaggi affacciati sul Mar Nero consentiranno a Jon di arrivare alle figure chiave dell’organizzazione, da reclutare o neutralizzare in base alle direttive di ciascuna missione.

Sniper: Ghost Warrior 3 si configura come un shooter di cecchinaggio di nuova generazione, con un piccolo mondo liberamente esplorabile e missioni, quindi, ampie e variegate, che permettono all’utente di scegliere la migliore strategia per completare gli obiettivi. Le quest si dividono tra principali e secondarie, ed il più delle volte avremo a che fare con figure target da eliminare o apparecchi da sabotare per rendere più sicura la zona – o l’intero pianeta Terra, se consideriamo la classica panoramica globale dei giochi di guerra.

Dall’alto in basso

Seguendo un filone narrativo bellico-politico di chiara impronta stealth, l’atmosfera che si respira nel titolo Ci Games è quella più consona agli amanti dello spionaggio; da qui, entrano in gioco tutte le meccaniche più classiche del genere, che abbiamo avuto modo di apprezzare tanto nei capitoli precedenti quanto nei più moderni shooter strategici open world. Il meccanismo all’inizio di una nuova missione o dopo aver incontrato un edificio è il solito: dapprima bisognerà guadagnare una posizione di vantaggio – tipicamente una collinetta o il tetto di un palazzo – e poi puntare l’obiettivo del fucile o lanciare un drone per marcare l’area. Una volta analizzata la zona e tutte le possibilità che essa mette a disposizione, l’utente è libero di scegliere la strategia migliore per neutralizzare le minacce.

L’approccio più efficiente è, ovviamente, quello dedicato alla fase di cecchinaggio – peraltro più permissiva di altri titoli – anche perché, per via della scarsità di munizioni ed armi che è possibile portare con sé, ingaggiare il nemico frontalmente potrebbe ridurre drasticamente le possibilità di arrivare sani e salvi a fine missione. Se da una parte CI Games assicura agli utenti una buona varietà in termini di approccio, quella stessa flessibilità non si percepisce dalle reazioni dei nemici, cui IA risulta decisamente sottotono. I soldati sono spesso incapaci di reagire a dovere di fronte alla minaccia ed hanno uno cono visivo decisamente limitato, permettendo all’utente di colpire uno ad uno i vari soldati senza rischiare, con le giuste precauzioni, di allertare i nemici nelle vicinanze. Svolgere i compiti assegnati in fase di briefing risulta, dunque, una mansione tipicamente semplice e meccanica, a meno di non volersi autonomamente complicare la vita tentando approcci più rischiosi. Il grado di divertimento e appagamento, quindi, vanno di pari passo con la difficoltà, sfortunatamente troppo bassa per gli standard odierni anche a causa di diversi salvagente per neofiti.

Sniper: Ghost Warrior 3 riesce, però, a convincere sul lato meno atteso, ovvero quello tecnico. Il level design delle mappe e i modelli poligonali sono buoni, così come la varietà degli ambienti e i diversi scorci che sono in grado di proporre agli utenti. La buona qualità del comparto grafico trova il giusto riscontro anche nel framerate e nel bilancio delle imperfezioni, da cui non emerge nulla di importante. L’esperienza di gioco a livello tecnico, dunque, è decisamente buona, complice anche un buon campionamento degli effetti ambientali e dell’equipaggiamento.

 

Ulteriori informazioni

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VALUTAZIONE
7,0
Commento finale
Il terzo capitolo della saga Sniper: Ghost Warrior non riesce a fare un balzo qualitativo deciso, ma la pericolosa curva verso la nuova generazione è stata superata senza troppi patemi. L’esperienza proposta da Ci Games è buona, soffre dei comuni alti e bassi tipici degli shooter - tra cui l’IA - e paga un po’ troppo il filone narrativo semplice e poco vario.
PRO
Buon comparto tecnico
Fantasma uno-contro-tutti
CONTRO
Scarsa IA dei nemici
Troppo semplice