South Park: Il Bastone della Verità è stato un successo, non soltanto perchè forte di un brand di altissimo spessore e dal grandissimo seguito, ma anche per via dell’aspetto puramente videoludico, in grado di portare un po’ di freschezza e tanta ironia in un settore forse un po’ troppo serioso e ricco di produzioni-fotocopia. Come accade spesso, però, la difficoltà di una saga non sta tanto nel capitolo d’esordio, quando è il fattore novità a spingere il titolo, bensì nel suo seguito, quello delle conferme e delle aspettative, sicuramente il più difficile da proporre a un pubblico così esigente come quello di South Park. Scontri Di-Retti, quindi, ha più di una motivazione per convincere i più scettici, e ci prova mettendo in campo un po’ tutti i protagonisti del cartone animato, con tanta ironia e sregolatezza. Insomma: squadra che vince…

South Park: Scontri Di-Retti – Recensione

Star di Hollywood, fate spazio

Le fondamenta narrative di Scontri Di-Retti provengono direttamente dalla serie animata, ed ha come spunto il club dei supereroi già conosciuto in diverse puntate delle recenti stagioni. Stan, Kyle, Cartman e Kenny, dunque, oltre ai tantissimi coetanei, abbandonano le vesti medievali e fantasy del primo capitolo della saga per abbracciare i costumi tipici del mondo comics, tutti o quasi capitanati dal Procione – impersonato dallo stesso Eric. Come spesso accade, però, le diatribe dei 4 amiconi divideranno i supereroi in 2 fazioni agguerrite, con l’intento di portare sul piccolo schermo le proprie imprese sotto la licenza di una grande casa produttrice.

Se da una parte l’intera avventura dei ragazzini verrà guidata dalla loro infinita fantasia, dall’altra il punto forte di Scontri Di-Retti è ancora una volta il set di protagonisti e l’ambientazione. L’opera di Trey Parker e Matt Stone – che non ha partecipato alla stesura della sceneggiatura – fa praticamente il lavoro più difficile, permettendo ai fan della serie animata di calarsi completamente nell’avventura pad alla mano come se stessero guardando, e guidando, uno special TV dedicato alla comitiva. In Scontri Di-Retti, quindi, ritroviamo tutte le solite, stralunate, comparsate della serie che, tra una battuta e una parolaccia, presentano la storia del secondo nuovo arrivato in South Park, ovvero il nostro alter ego. Il nuovo bambino, ammutolitosi per via un trauma tutto da ridere, dovrà guadagnarsi la fiducia degli altri ragazzi a suon di mazzate, colpi bassi e superpoteri sulla falsariga del primo capitolo, fino a conquistare un proprio posto nella stramba cittadina del Colorado. Il tutto, ovviamente, in perfetto stile South Park.

Tocca a me!

Sebbene le competenze di sviluppo siano passate di consegna da Obisdian ad Ubisoft stessa, South Park: Scontri Di-Retti ripropone la stessa struttura del capitolo precedente. Il combat system, infatti, è nuovamente basato sui torni, con alcune variazioni in grado di modificare parzialmente l’esperienza di gioco. Tra quelle più interessanti, a mio avviso, la possibilità di muoversi sul campo di battaglia per raggiungere un determinato punto target – messo lì a scopo narrativo – rendendo il tutto meno statico. Il dinamismo dell’avventura è favorito anche dalla possibilità di scegliere il proprio team, pescando tra tutti i personaggi disponibili; ciascuno di essi, dotato di proprie skill, sarà in grado di contribuire in maniera diversa sul campo di battaglia, e ciò ci costringerà a studiare per bene ogni ragazzino al fine di sfruttarne al meglio le peculiarità belliche. Scontri Di-Retti, infatti, sebbene contraddistinto da un tono scherzoso e scanzonato, non vuole essere un titolo facile da giocare e banale. Tutt’altro. L’avventura di Ubisoft sa essere tosta e rigorosa nelle sue meccaniche, ed in grado di impegnare anche i giocatori più esperti.

Non a caso, per offrire totale libertà agli utenti, il team di sviluppo ha pensato di introdurre un buon sistema di personalizzazione per il protagonista della storia, che abbraccia sia gli elementi estetici – non decisivi sul campo – che quelli funzionali, contraddistinti da 4 classi da scegliere da un roster di 12 alternative. Niente male per un titolo che fa dell’umorismo e del brand le sue armi privilegiate! Nel calderone delle varie possibilità lasciate all’utente per avere la meglio sulla fazione avversaria, Ubisoft ha inserito qualche carta importante, come le boss fight, gli attacchi ad area, i QTE e il colpo speciale del protagonista, a cui si deve il titolo del gioco, ovvero il peto. La puzzetta, infatti, non verrà trasformata in una bomba – come lecito aspettarsi – bensì avrà il magico potere di rallentare il tempo o annullare l’ultimo turno. Tramite questo espediente, dopo aver padroneggiato uno scontro e aver conosciuto un po’ tutti i personaggi, riusciremo a capovolgere più facilmente le sorti di un match fino a quel momento in bilico.

Licenza virtuosa

Oltre al combat system, Ubisoft ha preferito mantenere intatta anche la struttura open world del titolo, che ci consentirà di interagire con i personaggi secondari della saga al fine di ottenere, e poi portare a termine, svariate quest secondarie per tutto l’arco dell’avventura. In un gioco composto all’incirca da 20 ore di puro gameplay, con Scontri Di-Retti il team francese si è sforzato di mettere sul fuoco quanta più carne possibile tra collezionabili, puzzle ed espedienti con cui allungare il brodo senza annoiare gli utenti. Le quest secondarie, infatti, fondamentali per salire di livello di livello e sbloccare nuovi contenuti da usare in battaglia, rappresentano solo un terzo delle varie opportunità da cogliere in South Park. Le altre due motivazioni per cui vale la pena spendere qualche ora sono infatti la raccolta dei follower con cui scattarsi una foto – poco utile nella pratica, ma divertente – e gli enigmi ambientali, che chiederanno l’ausilio di un compagno e del suo speciale colpo magico per poter essere portate a termine.

Come per il precedente capitolo, anche in Scontri Di-Retti Ubisoft ha deciso di utilizzare lo stesso stile grafico del cartone animato, comprensivo di animazioni, doppiaggio e direzione artistica. Il risultato di questo gran lavoro di trasposizione tecnica sta nella sensazione di gustarsi un maxi episodio di South Park in cui abbiamo il totale controllo degli eventi e degli altri personaggi. La cittadina del Colorado è stata presentata in maniera simile a quanto già visto nel capitolo d’esordio, così come i combattimenti possiedono all’incirca lo stesso set di animazioni, volutamente arronzato e grossolano. Gli effetti, però, e le percezioni lasciate agli utenti sono di gran livello, a testimonianza di come Ubisoft abbia a cuore una licenza così forte e, soprattutto, riesca a farla propria sfruttandone ogni sfaccettatura.

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VALUTAZIONE
8,5
Commento finale
South Park Scontri Di-Retti è un altro gran successo della fortunata serie animata che nonostante il passare degli anni risulta ancora all’avanguardia dal punto di vista della satira e della comicità sul piccolo schermo. Dal punto di vista videoludico, in futuro bisognerà rinnovare un po’ la formula, certo, ma per adesso ci accontentiamo: l’avventura di Cartman e compagni fila liscia fino ai titoli di coda, e saprà regalarvi tante risate e un po’ di sano schifo quando opportuno, perché i follower fanno bene all’autostima, ma vuoi mettere una puzzetta che rallenta il tempo?
PRO
Solito umorismo della serie animata
Comparto grafico fedele alla controparte televisiva
Qualche buona variazione di gameplay
CONTRO
Un po' ripetitivo