Non è facile entrare in un segmento dominato dai soliti nomi e publisher, ma con The Crew, 4 anni fa Ubisoft è riuscita a definire una solita base da cui partire nel mondo dei racing, raccogliendo un buon bacino d’utenza nonostante i piccoli grandi difetti che affliggevano il titolo. Più che per qualche sbavatura a livello di gameplay, The Crew perdeva il confronto diretto con i competitor a causa di alcune scelte di marketing allora troppo avventate per essere recepite con la giusta prospettiva, come l’always online. A 4 anni di distanza e dopo aver nuovamente studiato il mercato, la squadra torna in pista con The Crew 2, un’evoluzione completa del primo titolo che non accetta compromessi nè vincoli.

The Crew 2 – Recensione

A tavoletta

Nella piena evoluzione dei free roaming, con mappe sempre più grandi – anche se spesso poco sfruttate – Ivory Tower ha deciso di rispondere con la realizzazione completa e fedela degli Stati Uniti, permettendo al videogiocatore di esplorare in lungo e in largo, e con qualsiasi mezzo, le bellezze paesaggistiche del territorio americano. Dalla costa all’entroterra su 4 ruote, in volo e addirittura in mare, The Crew 2 propone un’esperienza racing totale, come mai prima d’ora, contraddistinta da un’ambientazione scelta appositamente per evidenziare il cambiamento morfologico e meteorologico. Prima di addentrarci nell’analisi tecnica e della mappa, però, passiamo dalla vera novità del titolo, già anticipata, ovvero la possibilità di guidare mezzi diversi dalle solite auto, per un parco veicoli che supera le 200 unità. Le opzioni relative a ciascun mezzo sono quelle tipiche dei racing, permettendo all’utente di personalizzare ciascun bolide nell’estetica e di aumentarne le prestazioni attraverso diversi interventi mirati sulla meccanica.

The Crew 2 incita allo spettacolo, lasciando da parte l’aspetto simulativo di un racing che, volutamente e senza troppo nasconderlo, non intende simulare assolutamente nulla. Al contrario, i margini di follia lasciati da Ivory Towr, e grazie a cui è possibile divertirsi con i vari bolidi senza preoccuparsi troppo delle conseguenze, sono piuttosto larghi e rassicuranti per chi ha intenzione di godere appieno della libertà e del cazzeggio fruibili col titolo. Nel periodo in cui i Social Network vengono inseriti con ogni debole pretesto all’interno delle moderne produzioni – vedi Fifa 18 o lo stesso South Park targato Ubisoft – The Crew 2 ne fa il motivo principale che muove l’intera sceneggiatura del titolo, puntando sull’incremento dei follower a suon di medaglie ed imprese.

Il numero 1

Per diventare il più seguito e amato dagli appassionati di corse automobilistiche e non, l’utente dovrà inevitabilmente passare per il miglioramento dei propri veicoli. La progressione, in tal senso, è lenta e guidata, a favore della curva di apprendimento: inizialmente non avremo grossa libertà di manovra ed investimento, costringendoci ad uno stile di guida più prudente a causa dell’impianto basilare dei primi veicoli. Tuttavia, all’aumentare della confidenza di guida, e dunque del numero di vittorie di prestigio, The Crew 2 comincerà a mettere sul piatto interesanti percorsi di personalizzazione, sfoggiando un gameplay profondo e da scoprire. Quasi inutile sottolineare come l’ampliamento del numero e dei tipi di veicoli a disposizione contribuiscano in maniera decisiva a delineare un’esperienza di gioco longeva e sfidante, in cui non mancano, ovviamente, ore da spendere nello studio degli upgrade.

Il livello di sfida tra le varie gare è stato studiato affinchè anche nelle fasi iniziali il gioco non risultasse troppo scomodo e sfidante, ma l’IA che muove i nemici non lascerà spazio a più di un paio di errori importanti. Qualche sbavatura durante le gare è permessa, quindi, ma l’impressione che si ha durante la gara è quella di non poter commettere errori grossolani e di distrazione, pena l’immediato recupero degli avversari. Per rendere l’esperienza il più variegata possibile, la scalata alla vetta dei Social Network avviene non solo attraverso gare ufficiali, ma anche sfruttando diversi eventi occasionali che si attivano nella zona di passaggio: i compiti da portare a termine in questi frangenti sono i più disparati, e con praticamente ogni mezzo a disposizione nel gioco, simulando un po’ quanto avviene nei free roaming.

A spasso negli Stati Uniti

Per spostarsi nella grande mappa messa a disposizione, sarà possibile sfruttare il classico teletrasporto, croce e delizia del titolo: da un lato, teletrasportarsi da un estremo all’altro della mappa toglie la bellezza di gustarsi i paesaggi e gli eventi casuali; dall’altra, però, permette di non scontrarsi con alcuni fastidiosi limiti tecnici. Rispetto al primo The Crew, Ivory Tower è riuscita ad aumentare la densità di contenuti della mappa e dotare il gioco di una serie di effetti utili ad evidenziare il dinamismo dell’azione. Il gioco, che approda su tutte le piattaforme nextgen e su PC, fa uso massiccio dell’effetto sfocatura e porta la risoluzione al massimo supportato da ciascuna console. Su PC, ovviamente, il limite è imposto dalla configurazione hardware che, al netto di un sistema top di gamma, vi permetterà di godere dell’avventura fino al massimo livello di qualità e senza cali di framerate. La riproduzione dello scenario ambientale è supportata egregiamente dall’ottimo ciclo giorno-notte e dalla gestione delle condizioni meteorologiche, in grado di rendere le gare appaganti anche grazie agli effetti di luce ed ombra: fortunatamente non mancheranno le occasioni per mettersi sulla griglia di partenza all’alba, al tramonto, sotto un diluvio, o in notturna, consentendo all’utente di apprezzare al meglio il lavoro svolto sotto questo punto di vista.

La nota stonata del comparto tecnico è, però, tutto l’aspetto dedicato alla gestione della fisica, soprattutto relativa alle collisioni. Dagli impatti contro le altre vetture, allo scontro verso elementi dello scenario, The Crew 2 mette in evidenza lacune importanti che potevano essere gestite diversamente. Su tutto, bisognava riporre maggiore attenzione nelle compenetrazioni poligonali e nell’omogeneità dei modelli distruttibili e non, al fine di rendere l’utente più consapevole nello schiantarsi – volontariamente – contro qualcosa. Nonostante queste sbavature, l’esperienza con The Crew 2 non viene realmente penalizzata, perchè di carne al fuoco ce n’è tanta. Il parco veicoli allestito dal team di sviluppo è solo apparentemente ridondante, perchè grazie all’ampia scelta è stato possibile aggiungere un altro paio di modalità e competizioni specifiche per i nuovi mezzi. Sta poi all’utente, in base al grado di divertimento ricevuto con ogni mezzo e al feeling di guida, trovare i propri veicoli preferiti e di conseguenza le modalità da approfondire. Nonostante le innumerevoli sfide proposte durante la campagna principale e gli eventi di secondo piano, The Crew 2 mette a disposizione anche un comparto multiplayer, al momento però privo di quasi tutte le modalità inizialmente previste dagli sviluppatori. Al dayone, infatti, l’unica possibilità lasciata al giocatore sta nell’unirsi ad un gruppo e sfidarsi a suon di record, ma nei prossimi mesi sono attesi importanti aggiornamenti che porteranno, tra le altre cose, il PvP e nuove modalità multigiocatore.

Ulteriori informazioni

Per rimanere aggiornato sulle ultime novità, continua a seguire la rete Social di Nextgentech.it, tramite i canali Facebook, Twitter, Youtube e Google+.


VALUTAZIONE
7,5
Commento finale
The Crew 2 conferma ed estende la proposta originale, piazzando nel segmento dei racing games un prodotto vastissimo e in grado di tenere impegnato il giocatore per un gran numero di ore. A partire dall’eccezionale parco mezzi, passando per la mappa ricca di contenuti e ben realizzata, il gioco targato Ivory Tower non delude le aspettative confermandosi come un’esperienza divertente e libera da vincoli. La curva di difficoltà è dolce e ben studiata, il che permette anche ai player meno esperti di prendere confidenza con i comandi ed i vari veicoli prima di avere facoltà di spendere in upgrade importanti. Tante e ben caratterizzate sono anche le varie specializzazioni che avremo modo di approfondire durante la campagna, tra un evento e l’altro esplorando gli Stati Uniti.
PRO
Tanti eventi a cui poter partecipare
Parco vetture importante
CONTRO
Multiplayer scarno al dayone
Alcuni difetti tecnici