Se da una parte i souls-like continuano ad invadere il mercato videoludico, dall’altra le proposte realmente interessanti si contano sulle dita di una mano. Costruire un action rpg punitivo e dalla progressione lenta non è poi così semplice, non basta ricreare un personaggio dalle spalle larghe e con in mano uno spadone da 2 tonnellate; nella miscela, devono essere presenti ingredienti di qualità e tocchi di genio degni dei migliori creative producer. È probabile che col mezzo passo falso di Lords of the Fallen, Deck13 debba averlo capito in ritardo, tanto da riprovarci con una formula del tutto innovativa, perlomeno in termini di concept e setting: diamo il benvenuto a The Surge, un titolo che non vuole cambiare le carte in tavola, ma nemmeno accontentarsi della sufficienza.

The Surge – Recensione

Vivere un incubo

Con The Surge, la software house tedesca ci porta in un mondo ricco di tecnologia, dunque diametralmente opposto al setting tipico del souls-like. Abbandonate le vesti medievali, i villaggi in rovina e i mostri tipici del mondo fantasy, il viaggio di quest’ultimo eroe comincia nella classica multinazionale che opera su impianti supertecnologici. Si parla della CREO, un’azienda specializzata in esoscheletri meccanici che diverrebbe, nelle intenzioni del protagonista, un’opportunità non soltanto di lavoro, ma anche – e soprattutto – di vita e questioni personali. La sceneggiatura che ruota attorno all’avventura è, però, tutt’altro che indimenticabile e profonda, ricca di clichè e troppo superficiale, affidata perlopiù a log e audio che lasciano al videogiocatore la possibilità di studiare la storia senza, però, proporre spunti e curiosità degni di un titolo tripla A.

Come conseguenza di una trama piatta e lineare, il videogiocatore si ritroverà ad affrontare tematiche già conosciute e molto prevedibili, a cominciare dal pretesto con cui dare il via alla parte nuda e cruda del combat system. A poco servono, dunque, tentativi idealmente interessanti per rinfrescare il genere, come dialoghi a scelta multipla e una costante presenza di NPC con cui interagire, soprattutto nella prima parte. La trama e la progressione resteranno comunque lineari, facilmente ipotizzabili e poco profondi, restituendo come immagine un gioco pensato e programmato esclusivamente per condurre l’utente alla morte più e più volte nell’arco di una run.

Artigianato

Al di là della natura prettamente try-die-repeat del titolo, The Surge mette in pista un particolare ed intelligente sistema di cratfting, che permette agli utenti di creare da zero un proprio esoscheletro sempre più potente in grado di rispecchiare l’approccio seguito durante i combattimenti. In una sorta di modalità SPAV ereditata da Fallout, il videogiocatore potrà colpire gli avversari direttamente a un arto fino a reciderlo, ottenendo, così, i pezzi e il blueprint necessario per ricreare quella porzione di esoscheletro. La tuta completa, dunque, andrà costruita pezzo per pezzo “rubando” ogni parte agli avversari e racimolando scarti tecnologici a più non posso. In termini meramente pratici, ciò significa dover continuare ad insistere per ore sul crafting del proprio esoscheletro senza avanzare con la storyline, al fine di prepararsi al meglio per la prossima macroarea.

L’esplorazione, infatti, non è tanto riconducibile a un Souls quanto a un Bioshock, con aree a cui accedere in cascata dopo aver raggiunto un certo livello o aver sbloccato una particolare porzione di trama. Si tratta, comunque, di un incedere molto lineare che lascia poco spazio ad aree segrete e al classico level design volutamente caotico tipico dei souls-like.

Per fortuna, ad allontanare il rischio di annoiarsi provocato da un sistema di crafting decisamente poco reattivo, ci pensa il combat system. In questo caso, l’impianto di gioco si presenta molto fedele al genere, con una curva di apprendimento dei comandi decisamente abbordabile per chi ha familiarità con titoli simili – e anche con lo stesso Lords of the Fallen. La scelta dell’equipaggiamento, tra l’altro molto vasto, andrà ad incidere in maniera pesantissima sul modo di condurre gli scontri, portando l’utente ad eseguire combo rapide o lente a seconda delle esigenze. Presa confidenza con i colpi e i set di azioni peculiari di ogni arma, sarà possibile spingersi verso l’utilizzo dell’energia accumulata durante i combattimenti, che potrà essere spesa per ricaricare la salute o eseguire un colpo critico. Sebbene i tempi di scontro e le meccaniche generali possono essere padroneggiati nel giro di poche ore, The Surge resta comunque un souls-like, dunque sarà lecito aspettarsi un gran numero di cadute sul campo e qualche boss finale.

Mettendo da parte le ore dedicate al farming – decisamente un gran numero per i completisti – per essere un action RPG il titolo Deck13 lascia l’amaro in bocca in termini di contenuti secondari e longevità off-storyline, arrivando ai titoli di coda in meno di 20 ore. Il setting del gioco contribuisce in maniera decisiva a rendere il titolo quantomeno unico nel suo genere, nonostante la struttura già conosciuta e poco innovativa. Il level design, quindi, usufruisce di un’ambientazione sci-fi particolare ed intrigante, soprattutto nelle prime ore di gioco, prima di perdersi in corridoi vuoti, pattern ambientali riciclati e modelli molto simili tra di loro. In termini qualitativi, però, il lavoro svolto da Deck13 è ottimo, con un buon numero di dettagli e un framerate solido su console, che si conferma altrettanto robusto anche sulle ultime configurazioni hardware del mondo PC. Buono, anche, il campionamento audio e tutti gli effetti a corredo dell’avventura, in grado di restituire finalmente qualcosa di nuovo agli amanti del genere.

Ulteriori informazioni

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VALUTAZIONE
7,0
Commento finale
Con The Surge, Deck13 ha dimostrato di aver ascoltato i feedback degli utenti e di volerci riprovare con un setting tutto nuovo. Le idee per dare una bella rinfrescata ai souls-like ci sono, ma il loro impiego non è stato ottimale, disperdendo un grosso potenziale che potrebbe far comodo alle nuove produzioni. Nonostante i difetti e la piattezza di alcuni contenuti, il titolo resta godibile e interessante, soprattutto con la venuta del caldo e la mancanza di reali alternative di spicco nel prossimo periodo videoludico.
PRO
Setting interessante
Alcune scelte di gameplay rinfrescano il genere
CONTRO
Troppo lineare
Tanto potenziale impiegato male