La strada intrapresa da TellTale sembra ormai indirizzata verso il mondo delle Game Series, un genere videoludico partorito proprio dal team californiano con Back to the future, che tenta di emulare la struttura delle serie tv attraverso capitoli divisi in episodi e scelte che possono cambiare il corso degli eventi principali. A onor del vero, dopo l’eccezionale The Walking Dead: Season 1 e la conferma ottenuta con The Wolf Among Us, i successivi lavori di TellTale hanno in parte tradito le aspettative, un po’ perché gli episodi hanno subito un taglio a livello di longevità, un po’ perché, evidentemente, gli sviluppatori hanno implicitamente tirato i remi in barca, vivendo di rendita.


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The Walking Dead: Michonne

Il team californiano avrà così pensato di provare a tornare ai fasti del passato cavalcando la fama del filone più solido, The Walking Dead, senza toccare la storia principale basata sul personaggio di Clementine costruito nell’arco delle prime due stagioni. Ecco, dunque, arrivare lo spin-off con protagonista uno dei personaggi più carismatici del fumetto e della serie tv, The Walking Dead: Michonne. Il titolo, da molti visto come una pura mossa di marketing, si propone come una miniserie del tutto scollegata dalle vicende di Clementine e fine a sé stessa, senza alcun potenziale seguito – salvo ripensamenti.

Questione di fiducia

walkingdeadmichonne-2016-08-21-14-18-56-75The Walking Dead: Michonne, sviluppato in collaborazione con Skybound Entertainment, riprende il solito dilemma esistenziale che accompagna i sopravvissuti di Robert Kirkman, costantemente in bilico tra il farsi i fatti propri e rischiare la propria vita per salvare quella degli altri.
La storia si apre con un flashback che ci mostra una Michonne psicologicamente debole ed instabile, in lotta con i fantasmi del passato ed incapace di sopravvivere senza rimorsi.

Le vicende narrate nello spin-off sono, quindi, da considerarsi come una sorta di prologo agli eventi proposti con fumetti e serie tv, accompagnandoci per 3 episodi verso una storia coinvolgente ma povera di idee, piuttosto ancorata ai soliti canoni del filone principale.
Di fatto, in The Walking Dead: Michonne non c’è assolutamente nulla di nuovo rispetto a quanto già visto: c’è un cattivo, c’è qualche personaggio da salvare e c’è il solito mix di paura, ingiustizia e vendetta tipico della letteratura di Kirkman.

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Per Michonne

walkingdeadmichonne-2016-08-21-15-00-33-70L’aspetto più interessante della miniserie è la caratterizzazione di Michonne. TellTale e Skybound hanno cercato di approfondire il background del personaggio proponendoci una propria visione dei fatti, contribuendo, dunque, a completare il profilo della ragazza con nuove informazioni. Al di là della storia principale, l’obiettivo di The Walking Dead: Michonne è proprio quello di scavare negli eventi che hanno scosso la vita della donna negli attimi in cui è partita l’apocalisse. Avremo modo di scoprire qualche dettaglio in più sulla sua famiglia e come è stata costretta ad allontanarsi dalle figlie, il tutto proposto con un racconto molto più oscuro e drammatico del passato.

Il profilo del personaggio è fortunatamente rimasto immutato, ed è questo uno dei punti di forza della miniserie. Le conversazioni che è possibile ricreare sono piuttosto credibili, così come le espressioni facciali della protagonista e le azioni da compiere, con un combat system completamente incentrato sull’utilizzo del machete. Rispetto al filone narrativo principale, in The Walking Dead: Michonne non vengono proposte grosse scelte morali, rendendo la storia molto più lineare del solito.

Miniserie da mezza giornata

Per quanto breve, potremmo definire The Walking Dead: Michonne una miniserie di una miniserie. Il titolo dura circa 3 ore scarse, praticamente 5€ ad ora di gioco, e raggiunge il suo picco massimo di longevità ad episodio durante l’ultimo atto. Considerando che non dovrebbe ottenere alcun seguito, si tratta di una spesa che consiglierei esclusivamente agli amanti dell’universo di Kirkman e delle opere TellTale, ben sapendo che le vicende trattate non contribuiscono in alcun modo ai filoni narrativi correlati. Longevità a parte, la miniserie sembra essere stata sviluppata piuttosto frettolosamente, con problemi tecnici e grafici che finiscono col rovinare parzialmente l’esperienza di gioco, tra cui cali di framerate e crash dell’applicazione – personalmente ho dovuto eseguirlo in finestra ad una risoluzione inferiore a quella del mio monitor.
Anche stavolta il titolo non dispone della traduzione in italiano, ma il gruppo Super Game, come al solito, ha già provveduto ad offrire alla comunità la propria traduzione.

Ulteriori informazioni

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VALUTAZIONE
6,5
Commento finale
The Walking Dead: Michonne sembra a tutti gli effetti un estremo tentativo per alzare un po’ la media valutazioni ottenute nel 2016, ma il risultato è comunque accettabile. L’unico motivo per cui vale la pena acquistare il titolo è la storia, capace di scavare nel passato di Michonne per poi coinvolgere l’utente intrecciando i binari dei ricordi con gli eventi correnti. Il resto, dal comparto tecnico alla longevità, è un mix di compromessi che solo i fedeli di Kirkman e TellTale potranno accettare.
PRO
Solita atmosfera da The Walking Dead
Scava (bene) nel passato di Michonne
CONTRO
Scarso rapporto longevità-prezzo
Qualche problema tecnico