La storia di Wolfenstein è lunga ormai quasi 40 anni. Da quel lontano ’81, quando venne pubblicato per la prima volta, per poi fare il botto nel ’92 con Wolfenstein 3D e ancora 9 anni più tardi con Return to Castle Wolfenstein, la storia di William “B. J.” Blazkowicz contro i nazisti è riuscita a ritagliarsi una grossa fetta di mercato, imponendosi come una delle serie più interessanti di quel periodo storico. Gli affezionati del nudo e crudo FPS, genere storicamente denso di titoli, negli ultimi tempi stanno paradossalmente subendo un periodo di magra – complice l’estensione a macchia d’olio degli open world – ma Wolfenstein 2: The New Colossus sembra proprio arrivare in loro soccorso. Ciò non vuole dire che il titolo pubblicato da Bethesda non sia in grado di rinnovarsi o di proporre qualcosa di nuovo, ma perché cambiare le carte in tavola se i fan sono contenti? Ed infatti, The New Colossus fa centro, come tutti gli altri capitoli della saga, a suon di proiettili e anacronismo.

Wolfenstein 2: The New Colossus – Recensione

Presente oscuro

The New Colossus va a formare una trilogia tutta particolare, partita con The New Order, basata su un finale alternativo della Seconda Guerra Mondiale in cui è il regime nazista a trionfare sulle altre superpotenze. B.J. è sopravvissuto all’epilogo del capitolo precedente, ma è piuttosto malconcio e ridotto su una sedia a rotelle quando i nazisti faranno capolino nella stazione per tentare di assassinarlo. Senza entrare voler entrare troppo nei dettagli, l’incipit dell’avventura ci vedrà cominciare a sparare ai nazisti direttamente dalla sedia, recuperando qualche fucile e un po’ di munizioni dai vari soldati, amici e nemici, caduti prima della nostra venuta. In un clima così surreale, The New Colossus mette subito le cose in chiaro: qui si spara. Non si esplora, non ci si potenzia da un skill tree: qui si spara. E si spara benissimo, a chiunque tenterà di ostacolarci.

In un contesto così difficile, in cui gli alleati non sono mai stati così deboli di fronte al potere nazista, ricco di spietati generali e di antagonisti carismatici e intelligenti, l’avventura di B.J. assumerà un andamento sempre più epico fino a raggiungere un capitolo finale davvero denso di avvenimenti. Sebbene si tratti di una nuova storia surreale e squisitamente ricca di clichè e personaggi stereotipati, e seppur il tutto sia miscelato in un universo come sempre molto incoerente e anacronista, The Ne Colossus fa della narrazione uno dei suoi punti forti, come storicamente riesce a garantire questa saga. Il punto di forza della trama non è tanto il copione, quanto le scene utilizzate per raccontare la vicenda e le varie svolte narrative, messe in piedi con un’ottima sceneggiatura.

Vecchia scuola

Il cuore del gameplay è, come anticipato, quello di qualsiasi shooter puro, ovvero uccidere qualcosa cosa in movimento all’interno dell’area. Ciò significherà vedersi arrivare truppe di nemici armate di tutto punto o, al contrario, dover andare incontro ai soldati nazisti per raggiungere l’obiettivo della missione. Nel caso in cui saremo noi a dover fare breccia tra le mura nemiche, The New Colossus presenta delle meccaniche stealth migliorate, soprattutto grazie all’efficacia del level design delle mappe, decisamente più strategico per quanto riguarda l’approccio silenzioso. In realtà, questo modo di fare così pulito stona abbastanza con la frenesia del titolo, pertanto vi consiglio di imbracciare il vostro fucile più efficace e farvi largo tra i soldati sparando all’impazzata. Per avere la meglio alle difficoltà più alte sarà comunque necessario sfruttare sia l’ambiente circostante – e dunque i vari ripari di fortuna nell’area – che gli oggetti nei dintorni, come elementi per rinvigorire saluto e armatura.

Per stare al passo coi tempi, anche in Wolfenstein sono arrivate le quest principali e secondarie; queste ultime serviranno principalmente per raccogliere i collezionabili sparsi nel gioco o per continuare dopo i titoli di coda a fare strage di nazisti. Ad un certo punto dell’avventura, The New Colossus apre – leggermente – le proprie porte a un sistema di personalizzazione del personaggio. Questa timida apertura alla customizzazione riguarda la possibilità di installare una mod tecnologica in B.J. utile per ottenere un beneficio di un certo tipo, che andrà a garantire maggior efficacia sulla strategia utilizzata per farsi largo tra i nemici.

Kill them all

Per quanto riguarda l’armamentario, invece, l’arsenale a disposizione dell’utente è piuttosto corposo e spazia tra armi classiche – che è possibile equipaggiare combinare – e bocche di fuoco pesanti, da raccogliere come usa e getta direttamente sul campo di battaglia. All’innesto tecnologico del protagonista vengono affiancate semplici meccaniche di potenziamento delle armi. Rispetto all’estrema fantasia con cui è imbastita la storyline, l’area di upgrade dell’equipaggiamento risulta abbastanza standard, tanto da trovarci modifiche basilari come il sempre caro silenziatore, utile per rimanere nella penombra cominciando a fare piazza pulita dei soldati solitari. In tal senso, non aspettatevi un’IA nemica brillante, ma reattiva, sì: le regole che muovono i soldati sono semplici e rispettano in piena regola ciò che ti aspetteresti da uno sparatutto, dunque al fuoco risponderanno con altro fuoco, e così via.

Come anticipato, sono soprattutto le scene di intermezzo a brillare dell’intero comparto tecnico di Wolfestein 2: The New Colossus, perché contraddistinte da una bella regia e soprattutto da azioni decise e coinvolgenti. Ciò non significa, però, che il resto della parte grafica sia stata sottovalutata; tutt’altro, il lavoro del team di sviluppo è stato certosino tanto nella rappresentazione degli ambienti, quanto nella scelta del level design e dell’architettura artistica. La regola che vede Wolfenstein come uno degli FPS più curati ed interessanti in termini tecnici non è stata smentita, dunque, nemmeno per questo capitolo della serie. In maniera analoga, anche il comparto audio fa la sua bella figura, soprattutto in virtù della buona soundtrack di cui è dotato il titolo e del doppiaggio italiano.

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VALUTAZIONE
8,5
Commento finale
Buona anche questa. Con The New Colossus, Wolfenstein si conferma un cavallo di successo, uno su cui non si sbaglia mai nemmeno durante piccole evoluzioni del tracciato. Nonostante Blazkowicz avrà la possibilità di godere di qualche piccola chicca utilizzata da altri colleghi di altri brand, il titolo resta uno sparatutto nudo e crudo, che riesce a fare bene il suo lavoro senza strafare in termini di innovazione. Qualche piccola novità c’è, ovviamente, ma nulla di eccessivo: l’anima FPS è rimasta intatta, e va benissimo così.
PRO
Sceneggiatura convincente
Bel level design
Gameplay con qualche novità ma sempre immediato
CONTRO
Intelligenza Artificiale basilare