Quest’anno è nato un acceso dibattito tra i videogiochi che puntano tutto sulla campagna a giocatore singolo e i giochi che invece puntano massicciamente su una componente online (i vari battle royale che si stanno diffondendo nell’ultimo periodo o i team shooter alla Overwatch). Si è più volte decretata la fine del singleplayer, additato come un modello che non sembra più garantire i giusti introiti e vede prodotti di qualità arrancare sul mercato. Nel mirino sono finiti titoli come Prey o Dishonored.

Una descrizione del mercato in questi termini è banalmente semplicistica, sono molteplici i fattori che determinano il successo o meno di un gioco e iniziano ancora prima della produzione e proseguono fino e oltre la promozione.  Non è tuttavia questo il focus del nostro del nostro articolo, che vuole invece proporvi quelli che sono stati i migliori videogiochi del 2017 per NextGenTech. Nella prima parte abbiamo parlato di giochi di ruolo e giochi d’azione / open world, mentre in questa seconda parte esploreremo gli sparatutto e i giochi di strategia.

È proprio Prey, l’FPS di Arkane Studio citato in apertura, ad inaugurare questa seconda raccolta dei titoli per noi meritevoli della vostra attenzione!

NextGenTech Reviews Recap: i migliori videogiochi del 2017 – Parte Seconda

Migliori videogiochi sparatutto

Prey è molto più di un FPS, è una commistione di generi e impostazioni provenienti da diverse opere videoludiche. Il gioco ricorda in parte Deus Ex, ma anche Bioshock. Da Dishonored, altro titolo sviluppato da Arkane, riprende le modalità di approccio: anche con Morgan Yu sarà possibile affrontare il gioco secondo stealth o l’azione. Oltre ai rami delle abilità di chiara derivazione rpg, trova interessante spazio la meccanica del crafting che permette di creare armi, munizioni, granate e Neuromod, trasformando tutto ciò che non serve più in oggetti essenziali alla sopravvivenza. Prey ha una storia che ti cattura inizialmente grazie a un tocco di mistero che mano a mano si amplifica per lasciare spazio a grandi dilemmi. Approfondisci con la recensione completa.

Wolfenstein II: The New Colossus è una delle migliori ucronie del 2017, impreziosita da una bella regia. Si tratta infatti di una riscrittura degli eventi storici: al termine della Seconda Guerra Mondiale è il regime nazista a trionfare sulle altre superpotenze. Il protagonista William “B.J.” Blazkowicz è sopravvissuto al capitolo precedente ed è sempre pronto a crivellare di colpi i nazisti. Questa volta potrà imbracciare due armi o potrà arricchire il suo arsenale dotandosi di potenziamenti. Wolfenstein è uno sparatutto nudo e crudo: si va dritti al sodo sparando. Certo, si potranno anche tentare approcci più soft grazie a riviste opzioni di furtività, ma con tutte le bocche di fuoco a disposizione o la possibilità di folgorare i nemici o darli alle fiamme, l’approccio più soddisfacente è quello diretto. Leggi la recensione.

Tra i titoli del 2017 segnaliamo anche Call of Duty: WWII che abbandona il setting futuristico per tornare a sparare con i piedi per terra, in una campagna dal taglio molto cinematografico. Un titolo “sparatutto” atipico da segnalare è Nex Machina, si tratta in realtà di un twin stick shooter dagli autori di Resogun. Ve lo consigliamo anche perché Housemarque ha dichiarato che esplorerà nuovi generi, rendendo orfani gli amanti degli sparatutto arcade di nuovi eccellenti titoli.

La menzione speciale va invece a Splatoon 2. lo sviluppo di Splatoon è stata una mossa intelligente da parte di Nintendo che così messo lo zampino negli sparatutto a squadre in modo del tutto originale, peccato che l’insuccesso di Wii U non abbia reso del tutto giustizia a un titolo così colorato e divertente. Splatoon 2 non si discosta più di tanto dal suo predecessore ma si amplia nell’offerta: singleplayer, multigiocatore competitivo e coop. L’aspetto centrale restano gli scontri competitivi a colpi di vernice e se amate questo genere di giochi non potete non possederlo sul vostro Switch.

Migliori videogiochi di strategia e gestione

Incoroniamo miglior strategico del 2017 Total War: Warhammer II. Creative Assembly ha fatto tesoro di quanto imparato con il capitolo precedente e ciò ha permesso di imbastire una nuova campagna con un grande obiettivo centrale, tante quest ed equilibri sempre in bilico. A un giocatore esperto di Total War possono forse sembrare poche le 4 fazioni giocabili, ma la loro diversità è stata studiata e realizzata in modo minuzioso da far emergere i pregi e le strategie di ogni esercito. Le leggende e le particolarità di ogni razza e fazione sono fedeli al Fantasy targato Games Workshop, tanto che abbiamo considerato Total War: Warhammer II un buon punto di inizio per chi volesse affacciarsi a un intero nuovo mondo che si esprime anche in libri, giochi da tavolo e miniature. Vai alla recensione.

Football Manager è un gestionale… con le palle! Tante novità per gli aspiranti Guardiola, tra le quali migliorate fasi di scouting in ambito di calciomercato. Spazio alla possibilità di assegnare un budget e a report di fine osservazione più completi da dove tenere sott’occhio anche il carattere dei giocatori. Importanti i piedi nel calcio, ma anche la testa sulle spalle e le dinamiche di spogliatoio rivestono un ruolo importantissimo sia fuori che dentro al campo. Sul manto erboso gli infortuni sono sempre dietro l’angolo e grazie al nuovo centro medico del club si potranno monitorare sia lo stato infortuni dell’intera rosa, ma anche le probabilità di stop fisico dovuti a sovraccarico da allenamento. Approfondisci con la recensione.

Il genere gestionale o strategico sembra ad occhio un genere che dà il suo meglio su PC ma anche su console non se la cava male: Halo Wars 2 è disponibile con la formula  Xbox Play Anywhere così da poterlo giocare su entrambe le piattaforme. Menzione speciale a Mario + Rabbids Kingdom Battle, di cui abbiamo potuto scrivere un’anteprima. Ne abbiamo lodato la semplicità nella presentazione degli obiettivi e delle meccaniche che combinate tra vari personaggi, modalità di gioco e mappe diverse assume una profondità che non ha nulla da invidiare a strategici che all’apparenza possono apparire più seri.

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