Terza e ultima parte dei videogiochi migliori del 2017 secondo le valutazioni di NextGenTech. Nella parte prima abbiamo parlato di videogiochi di ruolo e open world, mentre nella parte seconda abbiamo visto gli sparatutto e gli strategici più meritevoli. Oggi vediamo come se la sono cavata gli adventure games (avventure grafiche, punta e clicca o walking simulator che dir si voglia) e gli horror.

NextGenTech Reviews Recap: i migliori videogiochi del 2017 – Parte Terza

Migliori Adventure Games del 2017

Giant Sparrow sa come toccare l’animo delle persone. Già nel 2012 con The Unfinished Swan era riuscita a confezionare una fiaba in grado di lasciare il segno, proponendo al tempo stesso un gameplay efficace e incastrato alla perfezione all’interno della narrazione. What Remains of Edith Finch è un’opera più matura, che affronta temi legati al lutto, la superstizione e la vita stessa e vi invitiamo caldamente a provarlo di prima persona. La durata può sembrarvi davvero esigua, all’incirca in due ore avrete modo di ricostruire gli eventi che hanno caratterizzato la famiglia Finch. La narrazione è il punto centrale del gioco ed è gestita in forma diaristica, secondo le sensibilità dei membri della famiglia in questione. Passa alla recensione.

Gli amanti delle avventure grafiche trovano in The Wardrobe un concentrato di ironia e citazionismo che unito alla possibilità di interagire con un buon numero di azioni vi faranno passare 3-4 ore folli e all’insegna del divertimento. Come può nascondersi all’occhio umano uno scheletro e camminare indisturbato per le strade? Ovviamente durante la pittoresca festa di Halloween che aiuta a rendere ulteriormente colorato e sopra le righe The Wardrobe. Abbiamo apprezzato gli enigmi, da risolvere “pensando fuori dalla scatola” combinando diversi elementi all’interno dell’inventario e il ritmo che il gioco mantiene, espandendosi mano a mano in scenari sempre più variopinti. Leggi la recensione completa.

Vi segnaliamo anche Detention un’avventura 2D ambientata nella Taiwan degli anni sessanta. La menzione speciale va a Night in the Woods. All’apparenza è gioco dalle estetiche graziose, popolato da animali antropomorfi, ma ben presto si riscoprono temi familiari come la paura di crescere e il passaggio a una vita adulta, accompagnati da personaggi che nelle loro fragilità e insicurezze appaiono più umani di quanto il loro aspetto non suggerisca.

Chiudiamo la lista dei migliori videogiochi del 2017 con i due horror protagonisti delle nostre pagine: Resident Evil 7 e The Evil Within.

Migliori videogiochi horror del 2017

Il reboot di Resident Evil si configura come un “riavvio a metà” conservando la numerazione ma mutando la formula di gameplay. L’opera di Capcom nasconde uno spavento dietro l’altro, rendendo l’atmosfera piena di tensione. L’ansia è un elemento costante: anche quando non succede nulla è percepibile e ci accompagna. Resident Evil 7 mantiene il sistema di controllo meccanico e poco flessibile, mostrandosi ancora ben ancorato ai capitoli più datati nonostante la proposta di svecchiamento e l’adozione della realtà virtuale. Vai alla recensione.

The Evil Within 2 chiude quanto iniziato nel capitolo d’esordio passando per una serie di conflitti interiori che toccheranno da vicino il povero detective Sebastian Castellanos. Il secondo capitolo è più lineare, eliminando così le incertezze narrative del primo capitolo che procedeva invece in modo più confusionario. Tuttavia a tratti sembra mancare quel senso opprimente e di pesantezza che era uno dei punti di forza nel precedente, restituito però dal level design e soprattutto dall’ottimo comparto sonoro. Approfondisci con la recensione.

La menzione speciale va a observer_, l’horror cyberpunk sviluppato da Bloober Team, i creatori di Layers of Fear. Nei panni del detective Daniel Lazarski dovremo far luce su una serie di omicidi. La particolarità è che in quanto “osservatore” Lazarski può connettersi a un’interfaccia neurale presente nelle teste dei cittadini. Durante questa modalità possiamo rivivere i ricordi dei criminali e delle vittime, per lo più punteremo lo sguardo su versioni allucinatorie degli stessi. Le ambientazioni alla “Blade Runner”, il buon comparto grafico e sonoro, le modalità di investigazione lo rendono un titolo interessante che potrebbe esservi sfuggito essendo passato alquanto in sordina.

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