Abbiamo accolto con molto interesse l’annuncio del monitor Asus PB279Q, un 27” nativo in 4K pensato per videogiocatori e professionisti multimediali. Sebbene il mercato hardware non sia sufficientemente preparato a supportare adeguatamente la risoluzione Quad HD, se non con un esborso economico non indifferente, abbiamo comunque colto la palla al balzo per sfruttare questa recensione come un focus sul tema, ancora molto dibattuto soprattutto tra i videogiocatori.

Specifiche tecniche

Dimensione pannello 27”, wide-screen
Tipo pannello IPS
Risoluzione nativa 3840×2160 @60Hz (DisplayPort); 3840×2160 @30Hz (HDMI)
Luminosità max 300 cd/m2
Rapporto contrasto max 1000:1
Tempo di risposta 5ms
Colori 1.07 miliardi
Angolo di visuale 178° (H e V)
Altoparlanti 2Wx2 Stereo RMS
Interfaccia I/O HDMI/MHL x4, DisplayPort x1, Mini DisplayPort 1.2 x1Mini-Jack 3.5mm x2
Dimensioni (con stand) 624.96×407.76×220.06 mm
Peso 10kg

 

Presentazione del prodotto

IMG_1328.jpgL’Asus PB279Q si presenta come un monitor per videogiocatori e professionisti del mondo multimediale. Il pannello IPS da 27” wide-screen può essere facilmente montato su una parete o sullo stand incluso nella confezione, che permette al monitor di essere ruotato fino a 180°; oltre alla rotazione, è possibile regolare l’altezza del dispositivo al livello desiderato semplicemente spostando il monitor lungo l’asse dello stand. L’altezza massima raggiunta dalla regolazione è di circa 40cm, abbondante e rassicurante rispetto all’utilizzo comune – se pensiamo che, generalmente, il monitor viene semplicemente poggiato sulla scrivania.
Nativo 4K, il PB279Q mette a disposizione un’interfaccia I/O piuttosto flessibile: data la diffusione dell’HDMI, sono ben 4 gli ingressi pensati per questa tecnologia, ma ASUS ha pensato bene di aggiungere altre due porte fondamentali per il Quad HD: DisplayPort e Mini DisplayPort.
Per l’audio, invece, c’è una doppia possibilità di collegamento attraverso due ingressi da 3.5mm. A tal proposito, gli speaker stereo montati sul monitor non sono particolarmente potenti: 2W per altoparlante, sufficienti per riprodurre adeguatamente qualsiasi traccia audio, ma niente di eccezionale – tanto per il volume, quanto per la qualità della riproduzione.

Gli altoparlanti sono integrati nella carcassa del monitor, che si presenta piuttosto minimale: nessun LED esagerato, stampe e scritte ridotte al minimo, spessore sufficientemente stretto e colore classico in grigio scuro. La sobrietà del monitor non smentisce le intenzioni di Asus, che con il PB279Q ha pensato anche al lavoro d’ufficio, dove non sono desiderati linee aggressive e LED multicolore; al tempo stesso, la colorazione del prodotto ben si sposa con tutti gli ambienti di utilizzo, dal contesto lavorativo a quello domestico.
Le uniche stampe presenti sul monitor sono nella parte inferiore, dove troviamo anche i riferimenti ai 7 pulsanti fisici. L’interazione con il monitor per mezzo di questi tasti non è delle migliori: la mappatura tra il simbolo e il tasto stesso – riposto sul retro della carcassa – è precisa, ma l’interfaccia non aiuta particolarmente ad interagire con le varie funzioni.
Come è possibile vedere dalle due foto sottostanti, i comandi sono posti in direzione di ciascun pulsante, mentre il menu è sopra di essi; non potendo vedere direttamente i tasti, è spesso necessario scorrerli tutti con le dita o focalizzarsi sulla mappatura per interagire con le varie opzioni.

comandi.jpg

Questo sistema è piuttosto snervante, ed anche un semplice cambio sorgente – es. passare da PC a console – costringe ad una perdita di tempo un po’ eccessiva. Anche se il PB279Q non è un monitor TV, data la sua natura multi-sorgente e le numerose opzioni a disposizione, forse sarebbe stato il caso di progettare un comodo telecomando a supporto dell’interazione.

Mondo a 4K: non ci siamo

risoluzione.jpgCome detto ad inizio articolo, la realtà dei fatti impone di andarci piano con il 4K. Dal punto di vista prettamente software, Windows e compagnia non sono ancora pronti per supportare nativamente risoluzioni così elevate: le finestre risultano allungate e sproporzionate, mentre il testo è quasi illeggibile. Ho riscontrato problemi anche con la riproduzione di alcuni filmati in Full HD. Abbassare la risoluzione non è nemmeno tanto vantaggioso – e soprattutto, va contro l’idea di acquistare un monitor di questo tipo – ma forse è la scelta più utile per operare al meglio.
Questa considerazione è anche frutto dei limiti hardware delle macchine attuali. Nel mio caso, con un processore i5 2500K, 16GB RAM e ASUS R9 280X DirectCU II TOP, si notano rallentamenti anche aprendo finestre sul desktop. La situazione riguardo il mondo dei videogame non cambia radicalmente, anche se mi sarei aspettato di peggio.
Ho provato il 4K con diversi giochi, ma le scoperte più interessanti riguardano Fifa 15, Far Cry 4 e GTA V, per i quali ho messo a disposizione un file .zip contenente diversi screen.

Download SAMPLE 4K

Anzitutto, tutti i giochi provati prima in Full HD e poi in 4K hanno evidenziato differenze in termini grafici più o meno tangibili, a seconda della natura del gioco.
Infatti, per quanto riguarda il calcistico targato EA Sports, le differenze ci sono, ma quasi impercettibili perché non è stato pensato per il 4K: si notano modelli poligonali più precisi, ma soprattutto un manto erboso molto più corposo e definito, complice sicuramente la maggiore densità di pixel. La differenza sostanziale la si nota soprattutto con le scritte sulla maglia, più leggibili in 4K. Con v-sync attivo, il gioco gira a 30 FPS bloccati – disattivando il v-sync il tearing diventa insopportabile.
Le cose cambiano quasi radicalmente con Far Cry 4, che in Quad HD propone una vegetazione mai così definita e perfetta. Anche le armi risultano più definite: negli screen di esempio, l’arma in Full HD è parzialmente sfocata. Con tutti i settaggi ad ULTRA ad eccezione dell’occlusione ambientale impostata a SSBC (penultimo livello) e v-sync disabilitato, il gioco gira a 22 FPS stabili.
Infine, abbiamo provato il 4K con l’eccellente GTA V, ottimizzato alla grandissima da Rockstar. Anche in questo caso, i settaggi sono quasi completamente al massimo, eccezion fatta per l’MSAA ad OFF, ma con v-sync attivo: il gioco è bloccato a 25 FPS in città, e scende attorno ai 19 FPS nelle zone boschive. A causa di problemi di adattamento della finestra, abbiamo confrontato il 4K con la risoluzione 1920×1200. Nello screen a, possiamo notare due differenze in particolare: la definizione del marciapiede a sinistra, e quella del logo della macchina blu. Nello screen b, sono le insegne dei negozi ad evidenziare le maggiori differenze. I due screen in piena vegetazione, c e d, denotano una maggiore definizione di fondo a favore del 4K.

Le potenzialità del PB279Q

Lasciando da parte l’ambiente videoludico, l’Asus PB279Q ha ancora altro da offrire ai propri utenti, a cominciare dall’angolo di visuale di 178°, che permette di godersi un film praticamente da qualsiasi angolazione possibile senza perdere la reale tonalità dell’immagine.
Per il multitasking a livello aziendale/lavorativo – o enthusiastic  – Asus ha introdotto due particolari funzioni: Picture-by-Picture consente agli utenti di sfruttare 4 input differenti simultaneamente, posizionando ciascuna sorgente in una propria finestra; Picture-in-Picture permette di settare 2 sorgenti, tenendo la seconda in un angolo dello schermo, un po’ come funziona con Youtube in background su dispositivi Android.
Infine, il pannello propone anche le funzioni Splendid, ovvero settings predefiniti dell’immagine che ritroviamo anche su Zenfone 2: standard, scenario, teatro, gioco, ecc…

 

NOTA: Le fotografie della gallery nel presente articolo sono state scattate con la Canon EOS 100D + OB. 18-55 IS STM

Ulteriori informazioni

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VALUTAZIONE
Commento finale
PB279Q sembra voler anticipare i tempi. Sebbene il 4K porti qualche vantaggio, ad oggi il mondo della tecnologia non è ancora pronto per supportarlo a dovere. Il settore videoludico sta provando ad adattarsi, ma quello hardware è ancora un po’ indietro - una volta tanto - e soltanto una fetta piccolissima degli utenti può permettersi SLI o CrossFire di schede video high-end capaci di gestire a dovere il 3840x2160. Inoltre, per portarsi a casa il PB279Q è necessaria una spesa di oltre 720€, un prezzo difficile da digerire anche in relazione alla dimensione del display, un po’ troppo piccolo per chi ambisce alle soluzioni estreme che propone il mercato. Insomma: l’unico vero difetto del monitor è quello di arrivare un po' troppo presto. Ma chi vuole sperimentare, oggi può farlo.
8
Qualità 8,5 Progettazione e materiali 8 Interfaccia I/O 8,5 Design 7,5
PRO
Diverse funzionalità interessanti
Eccellente angolo di visuale
Si presta bene a diversi contesti di utilizzo
CONTRO
Comandi poco intuitivi
Il prezzo è da enthusiastic, la dimensione del display no