Sempre più produttori di fama mondiale continuano ad interessarsi di domotica, intelligenza artificiale e IoT. I controlli smart da remoto sono alla base di un sistema IoT che intende, in futuro, lasciare sempre più iniziativa agli agenti attraverso il verificarsi di alcune condizioni specifiche e personalizzate, plasmate sulle esigenze degli agenti. L’automazione dei processi a bordo dei primi dispositivi intelligenti tra le mura domestiche è ancora molto lontana, ma le soluzioni presenti sul mercato odierno riescono nell’intento, richiedendo all’utente davvero poche interazioni per sentirsi all’interno di un contesto più moderno. In questo articolo analizziamo un tangibile esempio di IoT alla portata di tutti: Philips Hue, il sistema wireless di Philips per gestire l’illuminazione domestica in maniera un po’ meno scontata del solito.

Philips Hue – Recensione

Specifiche tecniche

Lampadina

Attacco Singolo contatto E27 base avvitabile media
Dimensioni A19
Durata 15.000  ore
Emissione luminosa 16 milioni di colori
Angolazione del raggio – 160° +- 20°
Intensità regolabile solo tramite dispositivo smart
Da colore bianco caldo a colore bianco freddo
Luce bianca funzionale
Voltaggio 230 V
Consumo energ. in attivo 9 W
Consumo energ. in standby 0,45 W
Accensione Luminosità istantanea al 100%

Confezione e progettazione

Philips Hue (2)Lo Starter Kit di Philips Hue contiene anzitutto ciò che ti aspetti per illuminare una stanza: un set di 2 lampadine A19 con attacco classico E27 (base media). Ciò che salta all’occhio è invece la presenza di un hub, la centralina, che Philips chiama Bridge, che permette alle lampadine di comunicare con la rete wireless domestica. A corredo di Bridge e lampadine troviamo cavo ethernet e di alimentazione, e i controlli a muro che permettono di gestire la luce in modo tradizionale per mezzo di 4 pulsanti.

La scelta di design è, nella sua semplicità, quella più azzeccata. Per rimarcare la modernità del kit, Philips Hue segue un design minimalista in tutte le sue componenti, scegliendo un layout completamente bianco lucido, LED in tonalità fredda e angoli smussati per Bridge e controlli.
Al di là di quanto presente nello Starter Kit, Philips mette a disposizione nell’ecosistema Hue un buon numero di alternative tra lampadine con diverso attacco, forma, colore e voltaggio, strisce LED e lampade portatili.

Esperienza utente

Collegare il kit alla rete elettrica e a quella wireless è un gioco da ragazzi. Possiamo riassumere gli step come segue:

  1. Cambio lampadina/e
  2. Collegamento del Bridge al router
  3. Accoppiamento di ogni lampadina al Bridge (come un dispositivo wireless/Bluetooth qualsiasi)

Philips Hue (5)Si tratta anzitutto di cambiare una lampadina – e fin qui non c’è problema, perchè la filettatura E27 è quella classica, dunque la compatibilità con i lampadari comuni è assicurata a meno di non utilizzare specifici faretti. Dopo si passa al collegamento del Bridge, che segue quello di un qualsiasi dispositivo che si attacca alla rete domestica per mezzo di un cavo Ethernet: basta connettere il cavo al retro del router, ed aspettare che il device completi l’accensione e la prima configurazione.
Infine, tocca al pairing tra le lampadine e il Bridge, che avviene sulla falsariga di wearable e auricolari Bluetooth utilizzando l’apposita applicazione disponibile per Android e iOS. Il Bridge supporta fino a 50 lampadine, numero decisamente alto che vi permetterà di gestire anche un edificio più grande del normale.

app_hue_2Dopo aver configurato il tutto, è finalmente possibile apprezzare le potenzialità dell’app Hue, tramite cui gestire ogni stanza. L’applicazione permette di scegliere il colore (tramite una palette RGB) e la temperatura della tonalità, spaziando tra qualche Scena predefinitita – ovvero un setting di default o memorizzato dall’utente. In termini di User Experience è stato fatto tutto il possibile per garantire il massimo dell’esperienza d’uso: è possibile interagire con i comandi tramite switch o slider, e la risposta ai comandi di ciascuna lampadina è pressochè immediata.
Per chi pretende un minimo di automazione, con l’app di Hue è anche possibile accendere e spegnere le luci automaticamente seguendo una programmazione oraria definita dall’utente, o tramite localizzazione GPS che agisce sull’ON/OFF delle lampadine quando lo smartphone – e quindi il consumatore – si allontana dal Bridge dopo un certo raggio.

Il lato negativo di tutto ciò si traduce nella necessità di dover interagire con il telefono per poter comandare le luci, pratica decisamente scomoda nell’uso quotidiano. Pertanto, la presenza dello switch è ancora irrinunciabile e rimane di gran lunga la via più pratica, permettendo all’utente di gestire l’illuminazione di più stanze nel modo più classico sebbene meno “accattivante”. Tra l’altro, lo switch è anche portatile e può essere usato come telecomando mobile. Tuttavia, collegando 2 lampadine allo stesso lampadario, l’interruttore interviene sull’intera coppia, cancellando la possibilità di accendere una singola luce anzichè entrambe – analogamente, si ha lo stesso effetto con l’intensità e la personalizzazione. Per ovviare a questa limitazione è necessario censire sull’applicazione ciascuna lampadina su una diversa stanza.

Out of the box

app_hue_5L’analisi dello Starter Kit finisce qui, ma se siete interessati a Philips Hue c’è ancora tanta carne al fuoco. Oltre alla gran varietà di lampadine, strisce e lampade portatili, Philips mette a disposizione altri 2 oggetti interessanti da collegare all’ecosistema Hue. Il primo è Hue Tap, un controller remoto alternativo allo switch classico, che prevede la possibilità di settare a piacimento fino a 3 pulsanti. Il secondo dispositivo aggiunge più automatismi: si tratta del Motion Sensor, in grado di accendere le luci al passaggio e di spegnerle dopo un certo periodo di tempo in cui non ha rilevato movimenti.

Trattandosi di una tra le soluzioni più sofisticate per gestire l’illuminazione domestica, Philips Hue è ufficialmente riconosciuto dalle altre tecnologie emergenti in ambito IoT, tra cui gli assistenti Alexa e Google Home, Samsung SmartThings e IFTTT, permettendo la gestione delle lampadine anche tramite controlli vocali o gestione di regole ed eventi.

Ulteriori informazioni

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VALUTAZIONE
Commento finale
Philips Hue è interessante, soprattutto se seguite da vicino l’evoluzione tecnologica e siete aperti a nuove modalità di interazione per gestire la vostra routine quotidiana. Al netto di importanti personalizzazioni e del gran potenziale dell’ecosistema Hue, ciò che necessita di miglioramenti riguarda gli aspetti legati all’interazione e al comfort utente, che ad oggi devono passare attraverso device di supporto non particolarmente comodi e intuitivi. Altro ostacolo alla diffusione di Philips Hue è il prezzo dei singoli item: per una lampadina è necessario sborsare anche più di 50€, costo poco intrigante che non aiuterà i più scettici ad avvicinarsi a questa tecnologia, nonostante il potenziale.
7
Progettazione e materiali 8 User Experience 7 Comfort 6,5
PRO
Interessante e moderno
Grandi potenzialità
CONTRO
Prezzo unitario piuttosto alto
Necessita di miglioramenti in termini di immediatezza