I tempi in cui Daedalic Entertainment si faceva promotore delle avventure grafiche (vuoi in sviluppo, vuoi in publishing) sono ormai un lontano e nostalgico ricordo, ma dopo un periodo di forte flessione il produttore tedesco sta cercando di tornare ad alti livelli appoggiandosi soprattutto alla creatività di team emergenti. Tra i vari titoli di interesse che il publisher ha rilasciato nel nuovo anno c’è Hidden Deep, opera di Cogwheel Software al momento in accesso anticipato, che ci mette nei panni di un gruppo di ricercatori intenzionati a far luce su strane anomalie rilevate nel sottosuolo.

Hidden Deep – Analisi

Colonnine di sacrificati

Come ci suggerisce il titolo del gioco, Hidden Deep ci porta nelle profondità più recondite di cave e sotterranei, allo scopo di investigare strane anomalie rilevate dalle sonde di un gruppo di ricerca scomparso. L’avventura si sviluppa su un impianto 2D a scorrimento orizzontale e verticale in cui il videogiocatore dovrà impersonare, uno per volta, i membri che compongono la squadra di ricerca, cercando semplicemente di sopravvivere alle avversità nemiche e ambientali. Infatti, quello che inizialmente sembra essere un titolo di esplorazione, si rivela, già dopo pochi passi, un survival sci-fi che punta forte sulla tensione e sull’atmosfera, spingendo l’utente a muoversi con estrema cautela nelle silenziose e oscure cave in cui è costretto lentamente ad addentrarsi e strisciare.

La modalità di gioco è molto semplice ma efficace: l’utente deve guidare un singolo personaggio (provvisto di un tot di respawn) verso uno specifico obiettivo al fine di soddisfare un qualsiasi requisito (es. piazzare una bomba, salvare un membro dell’equipaggio, arrivare ad un ascensore, ecc…) cercando di evitare la morte, in un susseguirsi di livelli di circa 30-40 minuti – la durata effettiva di un capitolo dipende dal grado di bravura e propensione al rischio di ciascun videogiocatore. Mancando di un sistema di salvataggio “sul posto”, l’avanzamento della storia arriverà col superamento del livello, mentre il game over si concretizzerà dopo aver bruciato tutti i cloni del respawn a disposizione nel singolo capitolo.

Sebbene la mancanza di un sistema di salvataggio in un punto qualsiasi del livello rappresenti già un pesante punto debole di Hidden Deep, purtroppo il vero problema del titolo Cogwheel è il sistema di controllo. Affidandosi totalmente alla tastiera, Hidden Deep possiede controlli che definire “obsoleti e scomodi” è davvero poco, fatti di scorciatoie e comandi poco intuitivi che consentono di accedere agli strumenti a disposizione del personaggio, come sonde volanti, dinamite ed armi. Se da una parte dovremo preoccuparci costantemente delle strane creature che popolano le cave, anche spostarsi nelle profondità delle caverne nasconderà più di un pericolo tra buche, voragini e rischio di fare rovinose cadute al suolo da altezze proibitive (per non parlare di scivoloni sul sangue che causano morti tanto inaspettate quanto disastrose). Evitando di correre se non per tornare indietro e scampare agli attacchi nemici, dunque, bisognerà procedere con estrema cautela, puntando la luce su tutti gli angoli della schermata al fine di mettere in risalto sia i pericoli ambientali che i nidi dei nemici, pronti a farci la pelle non appena ci vedranno o sentiranno. Anche i rumori, infatti, rappresentano un elemento importante di gioco: correre o colpire le rocce con il rampino metterà in allerta i nemici nelle vicinanze, per non parlare dei colpi di pistola o delle bombe, spesso necessarie per avanzare. Anche solo il calarsi da una piattaforma richiederà al videogiocatore di prendere le misure per scendere nel modo adeguato: una disattenzione, ed il personaggio potrà dire addio alle ginocchia.

Esploratori perduti

Prima di fare qualcosa di rischioso, impareremo presto a lanciare una sonda volante per scoprire i pericoli nelle vicinanze, o usare altri strumenti per individuare presenze e rumori nell’area. La cautela necessaria per avanzare viene incentivata dalla possibilità di equipaggiare la torcia anche calandosi dalla corda del rampino o strisciando negli angusti spazi delle cave, venendo ulteriormente incoraggiata dal complicato sistema di mira delle armi e dalla scarsità delle munizioni presenti in zona. Una volta presa dimestichezza con le basi del gameplay, Hidden Deep aggiunge un ulteriore strato di gioco, introducendo altre meccaniche. A seconda del livello da giocare, infatti, il videogiocatore potrà controllare più di 1 personaggio nello stesso capitolo (switchando tra le figure) ciascuno con proprie abilità; ad esempio, gli esploratori avranno a disposizione strumenti ed armi più adatti per analizzare e ripulire le cave, mentre i macchinisti potranno controllare le scavatrici per eseguire azioni specifiche. Per rendere il gioco più godibile, è anche possibile usufruire della modalità co-op locale, con split-screen: la cosa funziona a metà, considerando che diverse sezioni del gioco non sono pensate per 2.

Il level design delle cave di Hidden Deep è piuttosto interessante e ragionato. Gli esploratori potranno utilizzare il già citato rampino per raggiungere una piattaforma (calandosi o salando per una corda, oppure costruendo un ponte con la corda) o far scoppiare un ordigno per creare un varco sotterraneo. Queste opportunità portano ciascun livello di gioco a sfruttare lo spazio tanto in orizzontale quanto in verticale, risultando coinvolgente nell’esplorazione – anche al costo di rimanerci secchi per aver attirato uno sciame di mostri alati. A livello tecnico, però, il titolo mostra tutte le debolezze di un’opera low budget, sfruttando la pixel-art per camuffare le lacune.

Ulteriori informazioni

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VALUTAZIONE
Commento finale
Trattandosi di un titolo in corso di sviluppo, Hidden Deep ha ancora tempo per migliorarsi e porre rimedio ad alcuni dei difetti più importanti che ne minano il divertimento, a partire dallo scomodo sistema di controlli, finendo sul discutibile metodo di salvataggio – bloccare un utente per circa 30-40 minuti costringendolo a terminare il livello per poter salvare i progressi non è il massimo per gli standard attuali. Tuttavia, nelle oscure cave che tra passi incerti muoveremo nel titolo, ci imbatteremo in tante belle idee che vale la pena approfondire e continuare a migliorare, ed è per questo che vi invito a tenere sotto la lente questo gioco, perché la versione finale potrebbe davvero meritarsi un bel posto nel vostro scaffale virtuale.