Con la saga Saints Row, Volition pare sia riuscita a ricucirsi una propria fetta di utenti affezionati, quella, cioè, più vicina allo spirito fancazzista dei vecchi open world. Con un plot leggero e un gameplay frenetico e scanzonato, votato all’umorismo e alle situazioni paradossali, il free roaming americano ha messo in saccoccia 4 capitoli principali tra il 2006 e il 2013, fino all’ultimo spin-off del 2015 – Saints Row: Gat out of Hell – in attesa di un nuovo, succulento, progetto che vede la luce in questi ultimi scampoli di estate 2017: Agents of Mayhem. Con questa nuova opera, Volition cambia registro spostandosi dal puro free roaming tanto caro a Rockstar – diretta concorrente dei Saints – a un tipo di videogame votato allo shooting in terza persona, pur sempre all’interno di un mondo aperto e single player.

Agents of Mayhem – Recensione

Nuovi supereroi in arrivo

Alzi la mano chi non ha mai sognato di diventare un supereroe o non è cresciuto a pane e nutella davanti la televisione subito dopo scuola. Agents of Mayhem basa tutto il suo confezionamento tecnico, artistico e narrativo, in un contesto hero volutamente esagerato e stereotipato. I protagonisti del surreale “racconto” Volition appartengono a un roster di 12 eroi molto diversi tra loro per caratteristiche estetiche e funzionali, dotati, cioè, di abilità e statistiche differenti.

Per tutto l’arco dell’avventura, il videogiocatore è chiamato a selezionare un proprio party composto da 3 eroi con cui affrontare decine e decine di nemici all’interno di un contesto dinamico e hi-tech fatto di esplosioni, salti tripli e raffiche di proiettili provenienti da ogni angolo dello schermo. Il tutto è praticamente slegato da ogni forma di strategia e gestione – a parte la scelta del team – e volutamente indirizzato verso un’esperienza di gioco divertente e adrenalinica, fruibile immediatamente da qualsiasi utente.

Agents all’attacco

L’universo su cui si basa Agents of Mayhem è preso in prestito dai cugini Saints, ma la componente free roaming e l’utilizzo della mappa sono pressochè limitati a una struttura standard che ci vedrà inizialmente all’Ark per scegliere e modificare il team, e poi in azione tra i vicoli della futuristica Seul, la metropoli scelta per ospitare le vicende. La base degli Agents, l’Ark, svolge un ruolo chiave anche dal punto di vista strategico e meramente ruolistico, seppur tale componente di gestione sia limitata a giusto un paio di funzioni di corredo volte ad ottenere nuovo equipaggiamento o bonus. Tra queste, segnalo le opzioni lasciate dal Conflitto Globale, una sorta di mappa galattica con cui coordinare operazioni di secondo piano volte a raccogliere informazioni in giro per il mondo di gioco – un po’ come visto negli ultimi titoli Bioware.

Il videogiocatore più esperto non ci metterà molto a scoprire i difetti dell’avventura Volition, tutti correlati alla struttura di gioco pressochè standard e canonica, che non lascia spazio ad eventi inattesi: eccoci, dunque, a dover fronteggiare le orde di nemici per attivare qualche dispositivo, oppure invadere una base Legion – la fazione avversaria. Tutte le missioni, principali e facoltative, permetteranno agli agenti di ottenere punti abilità attraverso un level-up abbastanza profondo che ci guiderà tra gadget e skill attive e passive. A questi colpi speciali vanno poi aggiunte abilità uniche dell’agente impersonato, tra cui il devastante attacco Mayhem associato a una specifica barra da riempire abbattendo i soldati nemici.

Grazie al roster variegato e all’ottima diversificazione degli agenti, nonostante la semplicità di fondo Agents of Mayhem si dimostra un titolo in grado di allietare il videogiocatore a suon di colpi proibiti e combo; in tal senso, il titolo Volition permette di mettere in serie attacchi potenti ed esteticamente avvincenti, che tra salti, scivolate e animazioni rendono il gameplay frenetico e allo stesso tempo caotico, in grado di farsi apprezzare soprattutto alle difficoltà più alte – e in questo caso, potremo scegliere una delle molteplici difficoltà tra quelle disponibili per affrontare ogni missione al giusto livello di sfida.

Non aspettatevi, comunque, un comportamento realistico degli npc, sia per quanto riguarda gli avversari, sia per i cittadini che incontrerete tra i vicoli di Seul. Agents of Mayhem, in tal senso, ricalca la linea di sviluppo storica di Volition, abituata a realizzare produzioni tozze e grossolane sotto alcuni aspetti, in favore di un’immersione di gioco immediata e divertente. Largo, dunque, a nemici che attaccano senza un minimo accenno di strategia nel fuoco incrociato, mentre il nostro eroe sarà sempre al centro dell’arena di combattimento a farsi strada a suon di pallettoni ed esplosivi. In tutto ciò, la città non mostrerà mai alcuna ruotine quotidiana, tanto che i vari cittadini della metropoli e le innumerevoli vetture futuristiche che passano tra le strade, sembrano più funzionali al caos e all’utente anziché alla caratterizzazione della città.

Seul illuminata

Il lato artistico, per fortuna, mette qualche pezza ad un contesto un po’ troppo prevedibile, regalando una metropoli dalla caratterizzazione decisamente riuscita. Anche in questo caso agli sviluppatori non interessava minimamente replicare in maniera fedele la capitale della Corea del Sud, bensì mettere tra le mani del videogiocatore un agglomerato di edifici, ponteggi e tetti funzionali al gameplay. L’area in cui scontrarsi con i nemici è quindi costantemente ricca di piattaforme e piuttosto generosa in termini di larghezza, permettendo all’utente l’utilizzo di tutte le abilità specifiche degli eroi. Vista la buona caratterizzazione della mappa, è un peccato non poter usufruire di alcuna forma di gameplay multigiocatore, anche solo in cooperativa.

Il festival di neon e colori freddi della Seul targata Volition lascia qua e là bug più o meno invasivi e fastidiosi, che spesso finiscono col danneggiare l’esperienza utente e la buona riuscita delle missioni. La situazione diventa particolarmente a rischio quando è in corso un combattimento, momenti in cui Agents of Mayhem si trasforma in una festa di effetti particellari ed animazioni. Il framerate non si discosta dai 30 FPS costanti, ma non è raro incontrare npc immobili, auto bloccate contro pali invisibili e hotspot che non rispondono.