Per la serie Ubisoft, Assassin’s Creed Rogue è stato un capitolo di transizione e, in quanto tale, di difficile collocazione gerarchico e temporale. L’avventura con protagonista Shay Patrick Cormac è stata infatti penalizzata anzitutto dalla concorrenza interna – in virtù del capitolo principale, Unity, rilasciato praticamente in concomitanza – e poi dalla limitata distribuzione, che ha visto Rogue atterrare solo su console oldgen. Le idee buone e il gameplay saldamente ancorato alla tradizione, hanno fatto di questa iterazione un prodotto che, globalmente, è riuscito ad ottenere un discreto 72/100 di Metascore, certamente da non buttare via con troppa facilità. Per questo, oltre che per dare ai fan della serie un’opportunità più fresca, oggi ci troviamo di fronte alla versione Remastered pensata per le nuove console, con un posizionamento, stavolta, strategicamente lontano dalla major release della saga – seppur a pochi giorni dall’avvento di Far Cry 5, altro tripla A del publisher francese

Assassin’s Creed Rogue Remastered – Recensione

Shay il Templare

Le basi di partenza di Assassin’s Creed Rogue sono molto importanti per la saga Ubisoft. Shay è infatti il primo protagonista della serie ad indossare i panni degli antichi rivali Templari tradendo la Confraternita per via di un conflitto interiore tra i propri ideali e quelli del Credo. L’avventura, in questo settimo capitolo che sà che di spin-off e tradimento, si mostra quindi coraggiosa fin dai primi minuti di gioco, forte di un impatto non banale sui capitoli precedenti e di nuovi, importanti, risvolti futuri…perlomeno sulla carta. Il difetto maggiore di Rogue è infatti basato sul più classico del “ciò che poteva essere, ma non è stato”, soprattutto per via dell’ottima caratterizzazione di Shay che si perde nel tempo. Il contesto tutto nuovo, inoltre, avrebbe permesso ad Ubisoft di scatenare la fantasia e proporre qualcosa di diverso che in qualche modo avrebbe potuto lasciare il segno per i capitoli a venire. Peccato, quindi, aver preso atto di quanto Rogue sia molto simile ad Assassin’s Creed Black Flag, da cui ha ereditato gran parte del gameplay e delle idee, risultando un capitolo poco innovativo. Con Assassins’ Creed Rogue Remastered, Ubisoft viene incontro agli utenti che non hanno avuto modo di salpare con la Morrigan già a fine 2014, magari perchè impegnati con le scalate francesi in Unity, e che oggi hanno voglia di intraprendere un’avventura a mare aperto dopo aver esplorato in lungo e in largo le lande egizie di Origins.

Remastered

Ormai conosciamo così bene le Remastered da aver capito che da queste riedizioni non è possibile aspettarsi miracoli a livello tecnico nè un’esperienza di gioco rimessa a nuovo. Rogue non si sottrae alla regola, evidenziando una struttura di gameplay ormai obsoleta non tanto riguardo la storia della saga, quanto in termini di evoluzione del genere open world. Il titolo Ubisoft, infatti, come tutti i free roaming di 4 anni fa, manca di alcuni elementi recenti in grado di migliorare l’esperienza rendendola più intrigante soprattutto nel medio-lungo periodo.

L’elemento più riuscito del gameplay è la Morrigan, di certo l’aspetto anche più intrigante e pubblicizzato, con meccaniche proprie di una prospettiva ancora nuova per la saga, immersive ed incoraggianti che permettono all’utente di esplorare e di cimentarsi in avventure piratesche colme di tesori ed epici scontri navali. La struttura di base del titolo Ubisoft è però quella classica a cui siamo già abituati, mutuata, come detto, da Black Flag. Le novità fuori dalla Morrigan sono dunque risicate e se confrontiamo l’avventura con l’ultimo capitolo ufficiale della saga balzano all’occhio lacune tecniche e di gioco piuttosto importanti. È la mancanza di stimoli a poter colpire in maniera determinante questa riedizione, che in termini di Remastered apporta le più classiche delle migliorie tecniche senza strafare. Parliamo del supporto al 4K per PS4 Pro e Xbox One X, modelli poligonali rivisti e ombre meglio definite, ma è palpabile la sensazione di trovarsi davanti ad un titolo non più così recente, aggrappato solo alla parte narrativa.

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VALUTAZIONE
7,5
Commento finale
Al netto delle correzioni all’engine, seppur limitato tecnicamente da alcuni difetti propri del motore stesso, Assassin’s Creed Rogue Remastered permette di rivivere l’esperienza nei panni di Shay sotto una luce diversa, soprattutto per via del periodo in cui viene pubblicato. Ben lontano dal release day di Origins, salpare oggi verso l’orizzonte si rivela un’avventura ben più immersiva e divertente che in passato, un cambio di ambientazione netto che aiuta l’utente a vivere l’esperienza nel modo più chiaro e pulito possibile. Le speranze di un filone narrativo nuovo basato su Rogue non si perdono del tutto nel mare esplorato con Shay, e questa Remastered potrebbe essere una bella mossa per riaccendere i riflettori su una storia messa da parte troppo in fretta.
PRO
Prezzo interessante
Buona occasione per recuperare il titolo sulle nuove console
CONTRO
Permangono alcuni difetti tecnici riscontrati nella versione originale

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