Il viaggio nel paradiso della tradizione norrena condotto con Assassin’s Creed Valhalla, ha permesso ad Ubisoft di esplorare un nuovo tipo di narrazione, abbandonando temporaneamente la tradizionale sceneggiatura da “racconto storico” per qualcosa di altrettanto suggestivo e misterioso, ma a noi lontano e meno conosciuto, come la mitologia nordica. Il racconto di Eivor è stato lungo, convincente ed avvincente, ed è anche per questo che il famoso produttore francese ha deciso di dare nuova linfa vitale alla sua ultima creazione, aprendo le porte all’evento di tutti gli eventi norreni, ovvero il Ragnarok. Pronti alla fine del mondo per l’inizio di una nuova Era?

Assassin’s Creed Valhalla: L’alba del Ragnarok – Recensione

Il Ragnarok comincia a Svartalfheim

Come potrebbe essere passare dalla Norvegia e dall’Inghilterra ad un Regno norreno come Svartalfheim? Chi già conosce la mitologia nordica saprà anche che il Regno in cui è ambientata l’espansione è la terra dei nani ed elfi oscuri, contrapposta ad Alfheimr, il mondo della luce e degli elfi chiari, ma non per questo necessariamente cupa e sinistra come rappresentata in altre opere ludiche e non. Infatti, la direzione artistica pensata per L’alba del Ragnarok vede Svartalfheim presentarsi al videogiocatore attraverso un’ambientazione molto ricca, scorci suggestivi ed un mix di personaggi che ben si alternano tra libere interpretazioni di personaggi derivanti dalla letteratura (e più o meno fedeli a quanto narrano i libri) e creature del tutto inedite.

Sapendo che L’alba del Ragnarok rappresenta un’espansione molto grande (è sostanzialmente un nuovo gioco all’interno di AC Valhalla), Ubisoft si è ingegnata con un sistema a 3 vie per permettere a qualsiasi videogiocatore di accedere ai contenuti dell’avventura, a prescindere dal livello corrente. Anche se la strada più corretta per intraprendere il viaggio nei panni di Havi resta quella demandata all’approccio alla quest a partire dal livello 340, il team di sviluppo ne ha concesso l’accesso sia a chi è fermo ad un livello sottostante, permettendo agli utenti di utilizzare equipaggiamento con bonus tali da poter competere con i nemici ad armi pari, sia a chi avvia il gioco per la prima volta, grazie ad una voce nel menu che porta l’utente direttamente a Svartalfheim senza passare dalla storyline principale. Come detto, però, nonostante si tratti di un espediente molto carino che aumenta l’accessibilità ai contenuti del Ragnarok, il consiglio è di approcciare al DLC con un playthrough naturale, ovvero quando il livello lo permetterà, soprattutto per poter intrecciare tra loro, e con cognizione di causa, gli avvenimenti precedenti e quelli futuri.

Il nuovo Odino

Questo perché L’alba del Ragnarok, per quanto grande e completo, rimane pur sempre un’espansione di un gioco bello e fatto (nonché piaciuto ai più) che non aggiunge nulla di realmente innovativo alla formula di gameplay. A partire dalla storia, divisa in capitoli, l’incedere di Havi rimane all’incirca lo stesso che avrete già tenuto con Eivor, alternando alla missione principale una serie di incarichi secondari molto simili. Analogamente, anche l’esplorazione della mappa e la caratterizzazione del level design sono i medesimi, per quanto Ubisoft abbia lavorato per marcare bene una certa distinzione tra l’ambientazione, i nemici e gli NPC visti nel filone principale da quelli disponibili nell’espansione. Sfruttando le caratteristiche di Havi, invece, il team di sviluppo è riuscito a mutare un po’ il combat system, ed in minima parte anche il sistema di esplorazione. Il protagonista, infatti, trattandosi di un alter ego di Odino, dispone di particolari poteri che consentono al videogiocatore di cambiare l’approccio al nemico e all’esplorazione dell’ambiente rispetto a quanto fatto con Eivor. Senza voler entrare nei dettagli di queste novità, dico solo che i poteri a disposizione di Havi servono sia da espediente per proporre qualcosa di nuovo, sia come potenziale base per l’evoluzione della saga, e riescono piuttosto bene ad allontanare la naturale stanchezza che si potrebbe percepire dopo le decine e decine di ore passate tra la Norvegia e l’Inghilterra.

 

Gli elementi che contornano l’avventura nel Regno dei nani sono stati pensati per aggiungere contenuti e qualità ai poteri dello stesso Havi, rendendo L’alba del Ragnarok un DLC a sé stante, costruendo un amalgama che funziona e ruota attorno al protagonista. Anche le missioni e l’esplorazione, come detto, sembrano plasmati ad hoc per sfruttare le potenzialità del personaggio, nonostante le limitazioni di gameplay dettate dall’essere sostanzialmente “solo” l’espansione di un gioco uscito un anno e mezzo fa. Grazie ai vari contenuti proposti, l’avventura porta l’utente ai titoli di coda in circa 25 ore comprensive delle varie missioni secondarie, che però non fanno molto per nascondere l’eccessivo andirivieni tra una location e l’altra, nonché la necessità di affrontare lunghi tragitti per quest che, alla fine, finiscono con il deludere le aspettative.

Partendo dalla solida base tecnica, artistica e sonora di Assassin’s Creed Valhalla, l’espansione L’alba del Ragnarok non fa che confermare le qualità tecniche a cui Ubisoft ci ha abituati, ma anche ai suoi difetti. Ad esempio, all’ottimo comparto grafico e alla notevole qualità delle animazioni che accompagnano i movimenti del protagonista (sempre fiore all’occhiello della produzione) si contrappongono i soliti problemi di compenetrazione e la necessità di eseguire il gioco ad una configurazione tale da permettere i 60 fps stabili (sotto tale soglia, l’esperienza perde efficacia e mordente, specie durante le fasi esplorative).

Ulteriori informazioni

Per rimanere aggiornato sulle ultime novità, continua a seguire la rete Social di Nextgentech.it, tramite la pagina Facebook.

CONDIVIDI SU:Share on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter

VALUTAZIONE
8
Commento finale
Ormai è difficile avere a che fare con espansioni degne di questo nome, e L’alba del Ragnarock rappresenta una piacevole eccezione al caso. I contenuti proposti dal DLC di Ubisoft non è un mix di elementi rimossi dalla storia principale e venduti separatamente solo per far cassa; anzi, rappresenta una storia a sé stante, piacevole e profonda al punto giusto, che accompagna il videogiocatore in un viaggio che a livello di gameplay potrebbe rappresentare un’evoluzione della saga.
PRO
Una nuova storyline appassionante
Novità di gameplay interessanti
CONTRO
Qualche problemino tecnico

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.