Non sarà la serie più famosa tra i giochi di ruolo di stampo fantasy proveniente dall’Oriente, ma l’ottima storia videoludica di Atelier Ryza è fuori discussione. Non a caso, il titolo Gust Co., pubblicato da Koei Tecmo e suddiviso in diverse serie, accompagna i giocatori fin dalla storia Playstation arrivando al debutto su Playstation 5 con la seconda iterazione dedicata alla serie “Secret”, dal titolo (come sempre lunghetto) Atelier Ryza 2 – Lost Legends & the Secret Fairy.

Atelier Ryza 2 – Lost Legends & the Secret Fairy

La tranquillità non fa per Ryza

Con Atelier Ryza 2, Gust ha deciso di fare uno strappo alla regola e, per dare maggiore continuità alla storia, ha ripreso dal primo capitolo della serie Secret sia la protagonista, Ryza, che buona parte del cast, tra comprimari e personaggi di secondo piano. L’avventura comincia a 3 anni di distanza dal precedente capitolo, riprendendo un po’ le scelte fatte dai protagonisti alla fine della scorsa avventura. La tranquillità di Ryza su Kurken viene bruscamente interrotta da una lettera recapitata alla bella protagonista da Tao, con l’invito ben accetto di recarsi nella capitale Ashra-am in favore di nuove, succulente, avventure. Il pretesto di partire per un nuovo viaggio viene colto immediatamente, ed è così che Ryza incontrerà man mano tutte le sue vecchie conoscenze, in un’avventura che porterà la giovane a farne di nuove, ovviamente, tra presenze positive ed inedite minacce. Se da una parte la continuità del racconto e dei personaggi giova all’avventura per restituire un senso di familiarità e coinvolgimento verso chi segue la saga, dall’altra stronca un po’ i medesimi aspetti nei confronti del videogiocatore che non ha avuto modo di provare il primo titolo della serie Secret. Complessivamente, la ritengo una scelta azzeccata oltre che funzionale all’avventura, che ha anche permesso al gruppo di sviluppo di approfondire un po’ tutte le sottotrame e le vicende personali che si innescano tra i vari personaggi, riprendendo anche vecchie storie, simpatie ed accadimenti.

La giovane alchimista

Le meccaniche del gioco non sono poi così cambiate rispetto al precedente capitolo, anche per via della poca distanza temporale che si ha con lo stesso. Le variazioni sul tema sono principalmente legate al combat system, che in Atelier Ryza 2 vede la possibilità di creare molti più composti alchemici sfruttando le meccaniche legate alle abilità Evolve Link ed Essence. Con la prima, Ryza può creare pozioni utili a diversi aspetti dell’avventura, mentre con la seconda si ha la possibilità di personalizzare l’elemento cardine di un intruglio per garantire effetti diversi (appunto basati sull’essenza utilizzata). Con l’evoluzione dei mezzi a disposizione, anche il gameplay di Atelier Ryza 2 ha beneficiato di un parziale ma gradito rinnovamento delle dinamiche esplorative. Il videogiocatore potrà infatti aumentare il range di esplorazione grazie ad una maggiore verticalità della mappa e sfruttando l’acqua circostante, utilizzata non solo per mettere in bella mostra gli abiti fradici della formosa avventuriera, ma anche per dare modo di ottenere nuovo equipaggiamento altrimenti introvabile in superficie. Da evidenziare il fatto che queste escursioni subacquee e verticali son circoscritte solo ad alcune aree della mappa: non è, quindi, una costante del gioco né risulta essenziale ai fini della crescita del personaggio o dell’esplorazione nel suo complesso, tuttavia si tratta di una dinamica nuova per la serie che qui viene introdotta a piccoli passi ma che nel futuro potrà essere certamente ampliata e migliorata.

L’esplorazione nel mondo imbastito per Atelier Ryza 2 durerà circa una trentina di ore senza andare troppo veloci, complice anche un basso livello di sfida. Detto che si tratta di un titolo esplicitamente a basso budget, non sorprende che il comparto tecnico di questa nuova avventura sia paragonabile al primo Secret in termini di asset e qualità generale. Notiamo, infatti, un estremo riciclo di texture e modelli poligonali, elementi realizzati a bassa risoluzione e scarsa attenzione per i dettagli ambientali e i personaggi – di contro, la protagonista e le sue forme sono realizzati con estrema cura, così come la chicca dei vestiti bagnati dopo un’immersione subacquea. Le linee di dialogo sono tante, soprattutto il quantitativo testuale, ma sfortunatamente ancora una volta il pubblico italiano non disporrà di alcuna localizzazione. Anche se è stata già annunciata una versione PS5, ci si aspetta soprattutto una maggiore stabilità del framerate, comunque buono anche su Playstation 4.

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VALUTAZIONE
8
Commento finale
Con Atelier Ryza 2 - Lost Legends & the Secret Fairy, Gust ha messo in piedi un primo tassello verso la nuova generazione, aprendo alla versione Playstation 5 con un upgrade. La narrazione va in continuità con il recente primo Secret, ereditando buona parte del cast e approfondendo le sfumature caratteriali e le varie sottotrame tra i comprimari. Con pochi mesi di sviluppo a disposizione, il gameplay e il comparto tecnico non hanno elementi distintivi di evoluzione, ma qualcosa di diverso c’è, a partire dalla maggiore libertà di esplorazione che sfrutta un’inedita verticalità delle location.
PRO
Continuità a livello narrativo
Mondo ancora più vasto ed esplorabile
Buone le novità
CONTRO
Poche evoluzioni rispetto al precedente capitolo

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