Nell’eterna lotta tra Battlefield e Call of Duty ho quasi sempre preferito il primo. Lo dico senza giri di parole, perché, nel complesso, ho trovato la proposta Electronic Arts solitamente più completa, tanto dal punto di vista narrativo quanto dal lato prettamente dedicato al multiplayer. La storia, appunto, quella che per molti viene vissuta come una sorta di tutorial prima di lanciarsi nell’offerta multigiocatore, ha conosciuto personaggi carismatici ed espedienti narrativi intriganti ed azzeccati, soprattutto dal 2008 quando fece capolino per la prima volta l’estensione ironica Bad Company. Seppur forte dell’eccezionale successo ottenuto negli anni, l’ultimo triennio dell’opera targata DICE è stato probabilmente il più difficile, contraddistinto da due episodi non completamente convincenti – rispettivamente Battlefield 4, comunque un gran titolo, e Battlefield Hardline.

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Cosa aspettarsi da Battlefield 1? Anzitutto un ritorno al filone principale, con la Prima Guerra Mondiale a far da sfondo all’ennesimo risvolto bellico sfuggito ai libri di storia, con quel taglio narrativo che caratterizza le opere del team di sviluppo. Poi, è lecito aspettarsi un gameplay più fresco, meno ancorato ai prevedibili binari degli sparatutto, con mappe versatili ed obiettivi più imprevedibili. Infine, un buon Battlefield non può prescindere da un comparto multiplayer solido e dirompente, capace di tenere impegnato il videogiocatore per tutto l’anno – ed in questo caso molto dipenderà dai contenuti futuri.

Battlefield 1 – Recensione

Il fronte di guerra: i server

battlefield1_reveal_03-0Togliamoci subito il dente e parliamo del difetto principale del comparto multigiocatore di Battlefield 1, riscontrabile nelle poche novità di gameplay. Il multiplayer proposto da DICE non si discosta da quello a cui siamo abituati, frenetico ed iperattivo. In questa fase di lancio si nota la quasi totale assenza di strategia, il che rende le partite un mero pretesto per eliminare il più in fretta possibile gli avversari, fiondandosi verso il punto più caldo della mappa. Sebbene non riguardi strettamente gli sviluppatori quanto gli utenti, Battlefield 1 avrebbe comunque tutte le carte in regole per portare i match online verso vette mai raggiunte, forte di un buon livello di personalizzazione pre-partita che consente di scegliere tra un buon ventaglio di classi e veicoli. Ogni classe scelta per l’azione può essere personalizzata con 3 profili di gioco, ma il sistema di equipaggiamento soffre ancora della scala di progressione basata su ranking, una formula che forse converrebbe ringiovanire nel breve periodo.

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A fare da spartiacque durante i match ci penseranno soprattutto le 3 classi Elite, potenzialmente equipaggiabili in-game. Questi personaggi, come si intuisce dal nome, possiedono caratteristiche base più forti delle classi normali che, se accoppiate a una buona strategia d’azione, sono in grado di sovvertire le sorti di una partita. battlefield-1Sebbene le novità del comparto multiplayer riguardino essenzialmente parti di contorno dell’offerta, DICE ha pensato di variare leggermente il ventaglio modalità attraverso il rifacimento di Cattura la bandiera; la modalità finale è Piccioni di guerra, una sessione di gioco composta da due parti. Nella prima, i videogiocatori dovranno cercare all’interno della mappa un volatile a cui affidare un messaggio – rievocando un po’ le meccaniche legate alla comunicazione in quei tempi; in seconda istanza, la squadra avversaria dovrà cercare di abbattere il pennuto prima che diventi irraggiungibile dai proiettili, con conseguente punto a favore per il team. Piccioni di guerra è, insomma, una buona variazione sul tema che per ovvie ragioni non apporta alcuna vera modifica all’impianto di gioco delle modalità principali, sostanzialmente rimaste invariate.

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Un po’ come accaduto in Fifa 17 con The Journey, anche DICE ha pensato di introdurre una modalità di gioco vera e propria, ovviamente basata sul multiplayer. Questa nuova esperienza, Operazioni, permette ai videogiocatori di assaporare le dinamiche della conquista di un fronte o di un punto strategico in maniera più realistica rispetto a quanto avveniva in passato. Si tratta di una modalità su larga scala in grado di coinvolgere fino a 64 giocatori attraverso una serie di obiettivi dinamici in cui due squadre dovranno rispettivamente attaccare e difendere un punto di conquista in diverse mappe – tra cui due nostrane. Sebbene le missioni Operazioni non apportino grosse novità alla produzione, va detto che gli sviluppatori hanno cercato in tutti i modi di lasciare agli invasori quanta più libertà d’azione possibile, permettendo loro di usufruire di uno dei mezzi corazzati apprezzati durante la campagna promozionale – i cosiddetti super veicoli Behemoth: Airship L30, Dreadnought e Armored Train.

Non soltanto proiettili e fucili

xk5n4rtC’è tanto che contraddistingue la campagna in singolo dalle modalità multiplayer, il più delle volte piatte e frenetiche. Quello proposto da Battlefield 1 è un tour di 6 diverse esperienze sul fronte, una sorta di documentario della Prima Guerra Mondiale raccontato attraverso modalità e occhi differenti. Il titolo DICE ci metterà nei panni di 6 protagonisti che vivranno la guerra attraverso una propria prospettiva sulla cronistoria dello scontro. Non si tratterà, dunque, soltanto dell’ennesimo soldato sul fronte – inesperto o veterano – che venderà cara la pelle, bensì avremo a che fare con storie ed obiettivi personali sempre diversi, background narrativi dinamici e meno scontati del solito. La formula narrativa proposta da DICE non può che farmi piacere, in quanto rappresenta l’ennesimo tentativo del team di differenziarsi dalla concorrenza, cercando di proporre qualcosa di nuovo e, al tempo stesso, focalizzando l’attenzione sul raggiungimento del massimo coinvolgimento emotivo.
battlefield1_reveal_07-0D’altronde, come specificato in apertura, personalmente credo che DICE sia sempre riuscita in questo intento da Bad Company in poi, e questa variazione sul tema narrativo non fa altro che rendere più dinamico il single player anche dal punto di vista del gameplay, in quanto ogni personaggio dovrà confrontarsi con realtà diverse, lasciando spazio prima ai veicoli poi alla sopravvivenza forzata contro ondate di nemici, e così via. Per molti resterà il solito tutorial in vista del multiplayer, ma, obiettivamente, è difficile trovare, ad oggi, una proposta narrativa qualitativamente equiparabile a quella disponibile in Battlefield 1.

Dagli aerei ai cavalli

battlefield1_reveal_05-0DICE ha sempre avuto un debole per il fotorealismo, tanto che, per i videogiocatori PC, ad ogni nuovo capitolo della serie corrisponde, quasi sempre, un buon aggiornamento hardware. Scrivere di Battlefield 1 in termini grafici è un po’ fine a sé stesso, perché il livello qualitativo raggiunto dalle produzioni del team di sviluppo, ormai in piena sintonia col Frostbite Engine, rappresenta costantemente un nuovo step grafico per la concorrenza. Ciò che più sorprende di Battlefield 1 è il rifacimento dell’equipaggiamento, solitamente relegato a ruolo di comparsa; spendere tempo nel rifare ogni singola bocca da fuoco equivale a ringiovanire il gameplay con nuove impostazioni a livello fisico in grado di restituire un nuovo feeling con le armi equipaggiate.
qg8sdupIn tutto ciò, vanno poi considerate le inedite variabili da adattare all’ambiente di gioco – nello specifico, veicoli e cavalli – che hanno richiesto al team di sviluppo una buona variazione in termini di location da visitare. In tal senso, la campagna in singolo giocatore – e quindi le mappe multiplayer – risultano piuttosto varie e curate, seppur non eccessivamente grandi. Considerando qualche problema tecnico qua e là e un netcode ancora da rivedere – soprattutto per ciò che concerne le hitbox – Battlefield 1 dà il meglio di sé soprattutto con le fasi più concitate del single player, attraverso sequenze scriptate azzeccate e un buon uso delle condizioni ambientali.

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VALUTAZIONE
8,8
Commento finale
Aspettarsi tante novità da un titolo come Battlefield 1 potrebbe considerarsi una sfida persa in partenza, eppure DICE ce l’ha messa tutta nel rinnovare la formula di gameplay in singolo e multigiocatore. Il risultato del rifacimento tecnico è davvero entusiasmante, ma è soltanto la punta dell’iceberg: è tangibile la forte volontà del team di sviluppo nel voler donare al titolo un’anima più profonda, che ha tradotto in nuove modalità di gioco ad ampio respiro. Al netto di qualche difetto tecnico e delle normali dinamiche online, l’esperienza complessiva è ottima, ricca di contenuti e più imprevedibile. Una risposta convincente alle critiche del passato recente.
PRO
Ottima modalità single player
Comparto tecnico come sempre ai massimi livelli
Anima multiplayer rivista e migliorata
CONTRO
Piccoli problemi tecnici, comunque trascurabili
Netcode da rivedere

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