Inaugurare la sezione dedicata ai videogame con la recensione di Call of Duty Black Ops 3 vuol dire amare il rischio. Nonostante i circa 7 mesi dalla data di rilascio, lo sparatutto Activision, sviluppato da Treyarch, non ha certo smesso di far parlare di sé. Il controverso episodio della serie vede campeggiare sulla pagina Metacritic (PS4) un dignitoso 81, segno dell’inequivocabile soddisfazione dei colleghi alle prese col titolo; in tutta risposta, per gli utenti la storia è leggermente diversa: una disastrosa insufficienza.
Qual è la verità? In genere è a metà strada tra i due litiganti. Da allora, il titolo è stato arricchito di 2 espansioni: Awekening ed Eclipse, quest’ultimo atteso anche su PC e Xbox One.
Cosa possiamo dire, oggi, di Black Ops 3? Fare una recensione classica a distanza di 6 mesi dal lancio è praticamente inutile, quindi proviamo a tirare le somme con 5 motivi in pillole che potrebbero spingervi a (ri)prendere in mano lo sparatuttto Treyarch.

1. Back to the future

cod4La campagna principale di Call of Duty è stata sempre considerata una sorta di tutorial per il vero divertimento, ovvero il comparto multigiocatore. Black Ops 3 non fa affatto eccezione alla regola, presentando una storia confusa e superficiale ambientata circa 40 anni dopo gli eventi di BO 2 (e dunque nel 2065). Tra conflitti morali ed etici e soldati potenziati a dovere, il videogiocatore viene lasciato in balia degli eventi senza alcun antagonista di spessore e con un gruppo di “colleghi” piatti, ligi al dovere per la salvaguardia del Paese.
Insomma, Call of Duty non ha mai impressionato per la profondità e la cura della sceneggiatura, ma ha basato il proprio successo sulla formula di gameplay e sul (quasi sempre) solido comparto multigocatore: Black Ops 3 conferma la tendenza.
D’altro canto, la serie è caratterizzata da scene scriptate votate all’azione, tra l’altro realizzate benissimo, con la consueta sceneggiatura hollywoodiana a favore di esplosioni e caos.
E poi giocata in solitario è anche un po’ impegnativa, proponendosi come un’ottima palestra prima di entrare in multiplayer.

2. Be zombie!

cod_zombieLa modalità zombie presente nel titolo Treyarch ci pone alla guida di un team di altri 3 sopravvissuti, minacciati da ondate di non morti. In questo universo parallelo, dettato da una difficoltà di gioco leggermente più alto rispetto alla campagna, il videogiocatore potrà addirittura assumere esso stesso le sembianze di un mostro, ottenendo una potenza superiore alla media. Per avere la meglio contro i walkers sarà necessario collaborare con il resto del team, caratteristica quasi del tutto inedita per la serie – sebbene il gioco di squadra sia di fatto fondamentale negli sparatutto con una forte componente online.
Insomma, del co-op in salsa zombie come va di moda adesso, il tutto proposto nel setting dello sparatutto più amato (o del secondo sparatutto più amato, no game wars qui!).
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VALUTAZIONE
8,0
Commento finale
A distanza di pochi giorni dall’annuncio di Battlefield 1, Call of Duty Black Ops 3 mi ha dimostrato che le cartucce nel suo fucile non sono ancora finite. I 6 mesi dalla data di uscita non hanno minimamente scalfito la severa community, e i pack content rilasciati costantemente non fanno altro che confermare come la guerra sia solo all’inizio. Niente bandiera bianca, insomma, da parte del vecchio COD.
PRO
Trabocca di contenuti
Community attivissima
C'è stato lo sforzo di rinnovare il gameplay
CONTRO
Pochi elementi realmente originali

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