L’alternanza di sviluppi ed esperienze in Call of Duty porta Treyarch a pubblicare il suo nuovo Black Ops a quattro anni di distanza da Cold War. Siamo ormai giunti al sesto capitolo di questo filone e la Guerra Fredda è terminata con non pochi strascichi per l’umanità, ma non c’è nemmeno il tempo di distrarsi un attimo che davanti al team di Woods si palesa una nuova minaccia, stavolta da combattere in locale, anche se non mancheranno gli attesi colpi di scena dovuti al brand di Activision.
Call of Duty Black Ops 6 – Recensione
Bentornati al single player
Call of Duty Black Ops 6 riprende le vicende chiuse in Cold War cercando di creare una linea di continuità nel suo ottimo filone narrativo, che qui si arricchisce ulteriormente di personaggi secondari e nuove cospirazioni tutte da scoprire. Gli eventi che colpiranno il videogiocatore spingeranno la squadra di Woods all’allontanamento dalla CIA, cercando rifugio addirittura in Bulgaria, all’interno di un’area bellica ormai in disuso e dimenticata da tutti. La sede, così lontana da occhi indiscreti, servirà al gruppo come rifugio tranquillo per studiare il miglior modo per colpire la Pantheon, l’ennesima società losca e milionaria mossa da cattive e segrete intenzioni. Così come avvenuto nei capitoli precedenti della saga, le vicende vissute dal protagonista e dai suoi comprimari si intrecciano con gli eventi reali tramite menzioni più o meno indirette, rendendo il contesto più credibile.
In quest’ottica, lo sforzo di Treyarch nel costruire un arco narrativo complessivamente realistico, profondo e stratificato è davvero evidente. Call of Duty Black Ops 6 è, tra i titoli più recenti dell’IP Activision, quello che personalmente ho apprezzato di più sul fronte narrativo, nonché uno dei migliori dell’intera serie, aggiungendo ai classici eventi scriptati che storicamente rappresentano la campagna single player COD, un copione finalmente all’altezza delle aspettative, maturo e, per gran parte dell’avventura, per niente telefonato.
Le novità sul fronte narrativo non sono, però, fini a sé stesse, ma creano un legame diretto con le missioni. Tenendo beninteso che si tratta di un titolo completamente lineare, come da tradizione, Call of Duty Black Ops 6 propone missioni molto diverse tra loro, in cui l’approccio a viso aperto alla COD non sempre sarà il migliore per portare a compimento alcuni obiettivi. Durante la campagna single player di circa 10 ore, l’utente sarà portato ad affrontare le sfide più disparate, dal rimanere completamente nell’ombra all’assaltare tutte le truppe nemiche, passando per missioni ancor più particolari, quasi alla GTA, di cui è bene preservare spoiler. Rispetto agli anni precedenti, insomma, i tentativi di rendere la campagna quanto più varia e poco scontata sono molto evidenti, al punto da arrivare ai titoli di coda con la sensazione di volerne ancora di più, grazie ad un coinvolgimento ben più profondo rispetto al passato, quando, insomma, la storia single player di qualsiasi COD serviva solo come tutorial per il cuore del brand, ovvero il multiplayer.
Multigiocatore per tutti i gusti
Dal punto di vista del gameplay, Call of Duty Black Ops 6 non stravolge le logiche della serie, ma segna un buon passo evolutivo soprattutto nella gestione degli oggetti in tempo reale, grazie alla possibilità di richiamare item di vario tipo tramite una classica ruota istantanea, rendendo gli scontri decisamente più imprevedibili rispetto al passato. Grazie all’ottima varietà delle missioni e ad un focus maggiore sulla componente stealth, in quest’ultima iterazione Treyarch l’utente potrà addirittura affrontare diverse missioni con spunti e strategie differenti, aumentando non solo il grado di rigiocabilità della singola sfida, ma anche mettendo le mani su ricompense uniche che altrimenti non sarebbero ottenibili con un singolo playthrough della missione. Da questo punto di vista, è anche molto intrigante l’approccio multiplo, perché esisteranno compiti durante la campagna principale che, se affrontati in un certo modo, porteranno ad avvicendamenti differenti nonostante, poi, la convergenza verso il medesimo finale. Ad aiutare l’utente nello sperimentare i vari approcci ci pensano anche nuove abilità attive e passive del personaggio, soprattutto sul fronte stealth, con un immancabile, per quanto superficiale, ramo di crescita, e il sistema di “movimento assoluto” che consente al protagonista di spostarsi agilmente all’interno del contesto in cui è costretto a sopravvivere.
L’ottimo single player con il suo buon grado di rigiocabilità fa da giusto sparring partner a quello che rimane il cuore pulsante del titolo, ovvero il comparto multiplayer, arricchito non solo da una gran varietà di modalità – tutte già viste nella serie, con qualche dovuta variante – ma anche da diverse tipologie di mappe. Il fiore all’occhiello dell’online è rappresentato ovviamente dagli scontri 6 contro 6, in cui l’area degli scontri risulta abbondantemente grande e varia già dal lancio, ma che verrà ulteriormente allargata in termini di scelta con aggiunte future. Le mappe più piccole chiamate in causa con le modalità che passano da scontri ridotti, invece, risultano globalmente più curate e coinvolgenti, forse frutto del classico effetto nostalgia che attanaglia i giocatori di COD di vecchia data. A prescindere da quanto il singolo sia affezionato alla serie, però, non si possono non notare i pregi di questo Black Ops 6 sotto tutti i punti di vista, considerando la profondità di elementi come l’equipaggiamento, il sistema di classificazione e ricompense. La parola chiave in questo caso è quella più ricercata tra i multplayer competitivi, ovvero “bilanciamento”, aspetto che nel titolo Treyarch non delude affatto anche dopo svariate ore di uccisioni online. Infine, da evidenziare l’ottimo lavoro anche per quanto concerne la modalità Zombie: anche se un filo derivativa, si tratta di una piacevole presenza nel pacchetto di gioco, traboccante di oggetti e citazioni, e fatta apposta per chi cerca un’esperienza CODiana alternativa.
Non si può che apprezzare l’ottimo lavoro di Treyarch anche sul fronte tecnico, dove Call of Duty Black Ops 6 mostra un’eccellente stabilità sia in termini di mero framerate che di netcode. Che si giochi in single player o in multigiocatore, l’esperienza di questo nuovo capitolo della serie riesce a regalare un’esperienza solida, preservando il divertimento dell’utente grazie ad un’ottimizzazione generale che non delude in nessun momento del gioco, anche in virtù di un comparto grafico che non intende imporsi sul trono del realismo, ma svolge adeguatamente il suo dovere puntando sulle spettacolari cinematiche e sugli effetti particellari e di illuminazione, aspetti in cui la serie è sempre riuscita a distinguersi. Infine, ad accompagnare il videogiocatore soprattutto nella coinvolgente modalità storia ci pensa un comparto sonoro convincente e puntuale, in cui anche i semplici combattimenti a fuoco riescono a restituire le giuste emozioni.




