L’alternanza dei capitoli che caratterizza ormai da tempo il brand Call of Duty ci ha permesso di godere di variazioni al tema e spunti di gameplay sempre molto coinvolgenti, tanto che non c’è da stupirsi se ormai la saga sia arrivata alla 17esima iterazione, spin-off e remastered escluse. La caratterizzazione della serie imbastita da Activision pare dunque funzionare, soprattutto perché in grado di accontentare sia i fan rivoluzionari e meno conservativi con il filone del Modern Warfare, sia i nostalgici tradizionalisti della Guerra Fredda e delle Guerre Mondiali con il ramo Black Ops. Ecco quindi approdare, proprio agli spiccioli della generazione PS4 e Xbox One, l’ultima opera di Treyarch, caratterizzata da obiettivi non semplici: mantenere alto il buon nome della saga anche in questo periodo di transizione, e preparare il terreno per il primo Call Of Duty concepito interamente per le nuove console – ricordo che Black Ops Cold War è stato pubblicato anche per PS5 e Xbox Series X.

Call of Duty Black Ops Cold War – Recensione

In cerca di verità

Da sempre incupita da una nuvola tossica di politica e in continua lotta tra ciò che è sbagliato e ciò che lo è meno, Treyarch ci riporta negli anni della Guerra Fredda, come suggerisce il nome del titolo, ovviamente tra le fila americane in quello che si rivela uno sparattutto fortemente a stelle e strisce ma non per questo poco obiettivo. Anzi, con l’espediente della trama non lineare e di diversi dialoghi che incoraggiano la riflessione, il team di sviluppo è riuscito a mettere in piedi un copione credibile nonostante la trama romanzata e spinta a favore ludico.

Nella squadra americana il protagonista è un classico soldato come gli altri, a tal punto da poterne definire il profilo attraverso un editor che ci permetterà di scegliere anche il genere e le attitudini. Se la scelta del sesso non influirà poi molto sul gioco, le skill rappresenteranno invece dei veri e propri bonus per determinati aspetti del combat system, permettendoci di essere più efficaci nei parametri desiderati. A dispetto del protagonista senza nome, attorno si sviluppa un contesto ben chiaro che ci vede nel 1981 invischiati con la CIA in un’operazione di gestione degli ostaggi in Iran. Da questi presupposti nasce ed evolve un copione ricco di giochi sporchi, cospirazioni, programmi segreti e scelte morali che ci porteranno nell’arco di circa 5 ore ai titoli di coda, pienamente soddisfatti di quanto vissuto. L’opera Treyarch si configura a tutti gli effetti come un titolo che pesca a piene mani dai precedenti Bkack Ops, col tentativo di recuperarne gli elementi più rilevanti e migliorare la proposta complessiva. Nonostante la scarsa longevità della campagna principale, fortunatamente chi ama divertirsi con l’offline può aumentare il quantitativo di ore in PvE con qualche missione secondaria concettualmente molto semplice e, comunque, poco interessante.

Le operazioni speciali fanno cinquina

Per il quinto capitolo del filone Black Ops, Treyarch ha cercato di non farsi mancare nulla, costruendo una storyline da pellicola cinematografica degna delle migliori prime visioni, in cui accade praticamente di tutto. In particolare, se le scene di intermezzo ormai non stupiscono più per la grande cura con cui sono state realizzate, ciò che risalta subito all’attenzione dei fan della serie è la grande capacità del team di sviluppo nell’ideare un level design versatile, capace di accogliere un buon numero di approcci e alternative. Potendo contare su questa dinamicità, anche la natura stessa delle singole missioni di Cold War lascia pienamente soddisfatto chi è alla ricerca di un andamento meno lineare e più eclatante, ricco di colpi di scena e di ottime variazioni cromatiche del gameplay.

Chiamata al raduno

Passando invece al cuore pulsante della produzione, ovvero il comparto multiplayer, sono molte le novità portate in gioco da Call of Duty Black Ops Cold War. In termini di multigiocatore con impianto massivo si segnalano 2 modalità Squadre d’assalto, in cui è possibile sfidarsi fino a 40 player contemporaneamente. In particolare, da una parte abbiamo Bomba Sporca che ha l’obiettivo di contrapporre 4 squadre alla ricerca e alla gestione di esplosivi radioattivi sparsi in tutta la mappa; dall’altra troviamo Armi Combinate, più vicina alla classica sfida di conquista del punto di interesse. Tra le novità trova spazio anche Scorta VIP, nuova modalità 6 contro 6 in cui una delle 2 squadre ha il compito di accompagnare e salvaguardare un personaggio, mentre l’altra ha, per ovvie ragioni, l’obiettivo diametralmente opposto. In mezzo alle novità trova spazio anche il gradito ritorno della modalità Zombie, in 3 diverse declinazioni: storyline, Carneficina e Dead Ops Arcade 3.

Tutte le modalità di gioco multiplayer, vecchie e nuove, si prestano davvero bene a ragionamenti strategici tra squadre e individuali, complice un level design generale che premia l’impronta Call of Duty vecchio stampo, con un ritmo frenetico e incessante e un buon bilanciamento delle uccisioni. In tal senso, trovo intelligente il ritorno dell’indicatore di salute, che gioca appunto un ruolo strategico piuttosto rilevante, con tanto di opzionalità per accontentare anche chi non è d’accordo con il reintegro di questa feature. Anche la presenza dello scorestreak aumenta sensibilmente l’attenzione riposta nella collaborazione, dato che non va a premiare soltanto le uccisioni in serie, ma anche contributi verso gli altri membri della squadra. In contrapposizione con il progressivo indebolimento delle meccaniche di camping (adesso non è più possibile imbastire una postazione offensiva montando una grossa automatica) i cecchini rimangono ancora molto efficaci e, in generale, parte dell’equipaggiamento tende ad essere preferito ad altri un po’ da tutti i player. Mai come in Cold War, però, la gestione del proprio armamentario risulterà importante prima di lanciarsi nella sfida con altri giocatori, complice anche la complessità del sistema, che ci vede impegnati a scegliere tra molte opzioni interessanti, ed appunto la vasta scelta messa a disposizione da Treyarch, che non si limita solo alle armi principali la chiave del successo.

Passando all’aspetto tecnico, è necessario precisare le tante differenze rispetto alla piattaforma d’utilizzo. Anzitutto, su PC l’opera Treyarch mostra una serie di opzioni scalabili che rendono l’avventura fruibile a 60 FPS anche alle configurazioni meno recenti. Al netto delle feature qualitativamente più avanzate, come il ray tracing e il DLSS, il risultato ottenuto per i giocatori PC con o senza risoluzione 4K è impressionante: Call of Duty Black Ops Cold War colpisce per la qualità dei contenuti, le animazioni, la credibilità delle scene di intermezzo ma soprattutto l’eccezionale lavoro sull’effettistica, da sempre encomiabile. Su console la personalizzazione ovviamente si stabilizza e viene limitata, garantendo su qualsiasi lido ludico un framerate che non mostra il fianco durante le fasi all’aperto, quelle più ricche di elementi in movimento. In questo periodo di transizione tra vecchia e nuova generazione, Activision ha optato per una linea abbastanza flessibile, che vede la presenza di almeno 2 modalità di acquisto: la versione nextgen e quella “upgradabile” (acquistando il cross-gen bundle).

Tra le note tecniche, da segnalare la compatibilità cross-platform per sfidare che giocano su altre console, incluso il ponte tra vecchia e nuova generazione. Peccato, invece, per l’IA dei nemici e il time-to-kill: se gli avversari negli scontri a fuoco non riescono a brillare per intelligenza, in PVP il time-to-kill appare troppo generoso, anche se ciò gioca molto a vantaggio della componente strategica – come detto, un aspetto chiave del nuovo comparto di rete.

Ulteriori informazioni

Per rimanere aggiornato sulle ultime novità, continua a seguire la rete Social di Nextgentech.it, tramite la pagina Facebook.

CONDIVIDI SU:Share on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter

VALUTAZIONE
8,5
Commento finale
Call of Duty Black Ops Cold War è un concentrato di contenuti, forte di una campagna singolo giocatore decisamente coinvolgente, seppur breve. Il lavoro di Treyarch nel garantire una convergenza con i primi 2 capitoli di Black Ops è evidente, e ciò gioca a favore di quest’ultima iterazione della saga, che si candida come una delle migliori esperienze proposte dalla produzione, anche sul piano multigiocatore, dove tra nuove modalità e una progressione sempre decisa e ricca, il titolo riesce a dare il meglio di sé. Per concludere in bellezza, da segnalare il pieno supporto di Activision per nuovi contenuti - stagionali - da rilasciare nel corso dell’anno.
PRO
Tantissimi contenuti
Multiplayer esteso e perfezionato
Caratteristiche tecniche molto scalabili su PC
Tecnicamente ottimo
CONTRO
Intelligenza Artificiale da migliorare
Bilanciamento multigiocatore non perfetto

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.