L’alternanza di team di sviluppo nel brand Call of Duty ha portato la serie a mostrarsi sempre con una maschera diversa, perdendo l’identità che un brand così importante come quello Activision dovrebbe sempre avere. In ogni caso, l’alternarsi in cabina di regia e sviluppo tra Infinity Ward, Sledgehammer Games e Treyarch ha permesso ai videogiocatori di mettere le mani su uno sparatutto sempre diverso e in grado di proporre qualcosa di nuovo, in una sorta di concorrenza interna che, come ogni concorrenza sana, ha avuto il pregio di giovare alla saga portandola ai giorni d’oggi con tanta voglia di conquistare la nextgen ventura. Vediamo anche in quest’ottica la volontà di Infinity Ward, nuovamente al timone, di ripartire da zero con il ramo dei Modern Warfare, in una sorta di reboot che intende riconquistare il trono degli sparatutto senza trascurare né la proposta multiplayer, né quella in singolo giocatore.

Call of Duty: Modern Warfare – Recensione

Price, pensaci tu

Tra rivisitazioni di grandi guerre riprese dai libri di storia, e futuristici scenari di combattimenti tecnologici, la campagna single player di Call of Duty è sempre stata in grado di regalare forti emozioni, pur configurandosi a tutti gli effetti come un tutorial del fulcro della produzione, ovvero il multiplayer. È anche per questo che è stato inspiegabile non poterla giocare nel capitolo precedente, quando Activision ha deciso di pubblicare il primo e unico CoD senza campagna. Unico, appunto, perché dando voce ai fan la modalità storia è tornata più forte che mai con il capitano John Price in prima linea nel tentativo di fermare la minaccia proveniente dal Medio Oriente che incombe sull’America. Detta così sembra una nuova stagione di Homeland, ma è innegabile la forte vena patriottica che da sempre caratterizza l’opera Activision, e che vede il giocatore nei panni di eroi americani intenzionati a salvare la propria patria. Al di là di quanto ci aspettavamo che ci fosse, e c’è, con il solito mix di scene scriptate e cliché narrativi, la forza della campagna di Modern Warfare sta nel ritmo di gioco e nell’azione, nel susseguirsi di scene e location che danno spirito al copione e ne scandiscono i tempi, le battute e le comparsate dei vari personaggi in una sorta di fan service che funziona, il tutto per circa 6 ore di gioco.

La longevità della campagna non è certo impressionante, e ciò lascia un po’ l’amaro in bocca vista la qualità della sceneggiatura e delle missioni imbastite per l’occasione. Durante la storyline avremo modo di partecipare a queste volutamente molto varie, permettendoci di prendere confidenza con un po’ tutto l’equipaggiamento di punta della produzione. Inoltre, per come sono state realizzate le mappe, è evidente la volontà di Infinity Ward di predisporre un level design che portasse l’utente a sperimentare nuovi approcci al di là del solito spara-spara impazzito; volontà a cui, però, non fa eco l’IA dei nemici, ancorata a un livello davvero obsoleto.

Dopo aver terminato l’avventura, Modern Warfare sblocca le Spec Ops, speciali missioni che vanno a collocarsi esattamente a metà tra l’esperienza single player e quella multigiocatore, invitando l’utente a temporeggiare prima di buttarsi nella mischia online più selvaggia. Nelle Spec Ops, che in parte condividono la crescono del personaggio e quindi ne ereditano anche progressi ed equipment, sarà necessario collaborare con i propri compagni al fine di completare missioni a cascata in una mappa abbastanza ampia. Il gruppo è quindi invitato a decidere bene la miglior strategia da utilizzare contro i nemici, che useranno essenzialmente una tattica, la più scontata: attaccare a più non posso. Da parte di Activision sono arrivate rassicurazioni sul costante aggiornamento delle Spec Ops nel tempo, e la sensazione è che alla lunga potrà assumere sempre più importanza per staccare la spina con il multiplayer, vista la presenza di obiettivi concreti da portare a termine con un team.

Chi non spara in compagnia…

In ottica multiplayer, il gameplay di Modern Warfare è stato messo letteralmente coi piedi per terra. Tutto quello che sapeva di futuristico è stato messo da parte riportando la serie alle origini, contando però sui dovuti accorgimenti già propri dei moderni sparatutto. Avendo messo da parte le arrampicate sui muri e super jump, ciò che resta di Call of Duty si rifà alle azioni contestuali che un umano può davvero fare, ampliando un po’ anche le possibilità di vivere e sfruttare la mappa. Parlo di due importanti soluzioni, che aggiungono tattica agli scontri soprattutto a chi ha più consapevolezza del contesto: le appostazioni e le piattaforme di secondo livello. Con la prima opzione è possibile poggiare l’arma su ripiani per sfruttare una posizione di vantaggio, magari un angolo poco isolato con vista sui nemici, in una sorta di “camperaggio” concesso dal gioco stesso. Il secondo invece contribuisce alla verticalità della mappa, permettendo al soldato di raggiungere piattaforme sopraelevate sfruttando cassonetti o quant’altro raggiungibile con un salto o arrampicandosi su di essi. Considerate assieme, entrambe queste nuove possibilità contribuiscono ad abbassare il ritmo di gioco, facendo di Call of Duty: Modern Warfare uno sparatutto meno frenetico rispetto al passato, pur sempre però contraddistinto dall’inevitabile frenesia imposta dal genere. A pensarci, queste modifiche sono frutto dei feedback ricevuti dagli utenti, ed è la stessa chiave di lettura da usare per leggere il ritorno della mini-mappa nella beta che ha preceduto la pubblicazione del titolo, che idealmente avrebbe dovuto essere essente anche nella versione finale del gioco portando gli utenti a sviluppare una nuova consapevolezza del nemico nell’area di gioco attraverso il caos acustico delle armi.

Passando invece alla struttura del multiplayer, Call of Duty: Modern Warfare allontana il maggior nemico degli sparatutto online più moderni, ovvero il pay to win in tutte le sue forme. Pur abbracciando un sistema stagionale e con eventi a cadenza giornaliera o settimanale, il titolo Activision ha lasciato la caccia al loot e agli elementi a pagamento solo agli utenti che intendono personalizzare i propri soldati, o ottenere equipaggiamento più in fretta – ma non armi esclusive o quant’altro possa sbilanciare le partite online. Insomma, pagando non si ottiene alcun reale beneficio rispetto agli altri giocatori, e il sistema di crescita del personaggio è semplicemente meritocratico: il soldato progredisce ottenendo esperienza da spendere per le abilità, così come le armi, che possono essere invece potenziate con mod che contrappongono agli effetti positivi alcuni malus da considerare prima di ogni change. In più, ci sono utility e gadget che abbiamo avuto già modo di conoscere, per un concentrato di variabili davvero profondo, in grado di diversificare un po’ tutto il bacino d’utenza, dando vita a partite online sempre varie. Addirittura, per alcuni utenti Modern Warfare potrebbe risultare “fin troppo meritocratico”, perché giocando molto e scalando i livelli del personaggio, si arrivano a sbloccare skill per certi versi troppo sbilanciate, che potrebbero scoraggiare quegli utenti non in grado di tenere il ritmo di gioco dei fan più accaniti. Si tratta, tuttavia, di un difetto ben mascherato che in un certo senso non esiste, perché nell’ottica di un gioco che durerà almeno un anno abbondante, la stratificazione del bacino d’utenza è una conseguenza semplice da prevedere e che fa parte delle regole non scritte di ogni videogame focalizzato sulla componente online. In ogni caso, con queste mosse Activision ha fatto un deciso passo verso la community, premiata anche dalla certezza di poter ricevere gratuitamente pure le mappe aggiuntive che verranno rilasciate più avanti.

Guerra e modalità

Per un Call of Duty che ha intenzione di rinnovarsi e abbracciare nuovi utenti, l’offerta multigiocatore non poteva che essere più ricca che in passato, nonostante da sempre risulti la colonna portante della produzione. Ebbene, Modern Warfare risulta a conti fatti un capitolo eccellente da questo punto di vista, avendo dalla sua un numero esagerato di modalità con cui divertirsi con amici o giocatori online. E di inedito, nell’esperienza multigiocatore, c’è davvero tanto. A cominciare dalla Guerra Terrestre, la risposta Activision alla concorrenza su mappa e azioni di larghe vedute. In Guerra Terrestre il giocatore può usare i mezzi ed esplorare edifici, ricreando su misura un combattimento lungo e ricco di giocatori, appassionante e molto coinvolgente. È la modalità sicuramente meno adatta a chi cerca una partitella veloce, perché richiede a ciascun giocatore di sentirsi parte del proprio team e di agire secondo regole di squadra al fine di portare a casa la vittoria. Al contrario, che preferisce giocare e sparare senza fare i conti con elaborati tatticismi, può lanciarsi in una partita di Gunfight, in cui 4 giocatori, suddivisi in squadre da 2, devono darsi battaglia con equipaggiamento casuale in mappe di dimensioni piuttosto ridotte. In questo caso più che il senso tattico e strategico di ogni player, a vincerla sono soprattutto qualità come precisione, rapidità e riflessi. Nell’elenco delle opzioni multigiocatore c’è anche Cyber Attack, da giocare rigorosamente al buio e senza alcun aiuto dall’interfaccia; in questo caso, mirare e sparare rivelerà la vostra posizione, configurandosi come una modalità adatta allo stratega più paziente.

Dal punto di vista tecnico, l’opera di Activision non ha mai deluso le aspettative se non per qualche mappa riciclata – soprattutto tra capitoli diversi della serie. Le novità sul piano dell’offerta multiplayer e della giocabilità, hanno però spinto il team di sviluppo a dover rivalutare un po’ i vari cardini del level design costruito fino al capitolo precedente, e per questo Modern Warfare si presenta più nuovo che mai, con location studiate ad hoc per risultare congrue alla modalità per le quali sono state concepite. Non ci si può lamentare nemmeno del comparto luci e texture, con tanti piccoli dettagli enfatizzati dal crafting, e la solita vena artistica dedita alle “americanate” che contraddistingue da sempre la saga Activision. Il tutto, poi, gira a framerate costante su qualunque piattaforma, e non dovrete nemmeno preoccuparvi di acquistare la stessa versione dei vostri amici data la disponibilità del cross-play online che vi assicura partite multigiocatore anche su piattaforme di gioco differenti. L’unico requisito è che i player giochino con un pad, per garantire un certo equilibrio coi controlli.

Ulteriori informazioni

Per rimanere aggiornato sulle ultime novità, continua a seguire la rete Social di Nextgentech.it, tramite la pagina Facebook.

CONDIVIDI SU:Share on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter

VALUTAZIONE
9
Commento finale
Call of Duty Modern Warfare è un riuscitissimo reboot che non teme la concorrenza. In termini tecnici e di gameplay, Infinity Ward ha fatto un ottimo lavoro, proponendo diverse migliorie all’esperienza di gioco votate all’abbassamento del ritmo e all’aumento proporzionale della strategia. Non vi sono stravolgimenti, però: il titolo mantiene intatta la natura della saga, e la colonna portante dell’edizione resta ancora una volta il multiplayer, mai così traboccante di contenuti e ricco di variabili. Il gradito ritorno della campagna in singolo abbraccia anche le prepotenti Spec Ops, che alla lunga potrebbero regalare più di una soddisfazione per rompere il ritmo del multiplayer “casuale” in favore di missioni puntuali e gratificanti. In più, da sottolineare l’intelligente colpo di Activision che non si è piegata al pay to win, dando modo a tutti gli utenti di progredire con il personaggio nel massimo rispetto dell’esperienza accumulata durante il gioco.
PRO
Multiplayer corposo e ricco di modalità, a cui aggiungere le Spec Ops
Non pay to win
Ottima storyline
CONTRO
Al gradito ritorno della campagna, si contrappone la solita, bassissima, longevità

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.