La catastrofe di Chernobyl ha cambiato molti aspetti della gestione nucleare nel mondo, mettendo fine alla vita di molte vite umane nell’immediato e condizionando quella degli anni a venire. La storia, raccontata in numerosi documentari, libri e in diversi film (e per ultima, almeno per ora, in una miniserie di successo) ha ancora molte ombre tra le sue righe, ma la visione globale dei fatti non può che gettare nello sconforto i più. Il disastro della centrale rimane ancora una delle pagine più buie dell’ultimo secolo, ancora fortemente attiva sul fronte delle suggestioni ed opere creative ad essa collegate. Una di queste è Chernobylite, ambizioso progetto sviluppato e pubblicato da The Farm 51, riuscito a farsi strada dall’accesso anticipato a suon di premi ed ottime recensioni. E, da luglio 2021, disponibile nella sua versione definitiva per PC e console oldgen.

Chernobylite – Recensione

Una luce nel buio

Partendo da una base fedele alla realtà, quello del disastro nucleare di Chernobyl, gli sceneggiatori hanno imbastito un copione romanzato, in cui il tormentato protagonista avrà il duplice compito di ritrovare sua moglie, misteriosamente scomparsa, e di far emergere tutta la verità sulla catastrofe che ha colpito la centrale e sull’operato della misteriosa NAR, fortemente attiva nella zona. Quella che propone Chernobylite è una storia che tenta di fare letteralmente luce nel buio di Chernobyl, sfruttando due filoni narrativi che si intrecciano a più riprese e una licenza creativa che poggia sulla desolazione dell’ormai ex cittadina ucraina.

Sfruttando le sue doti tecniche ed ingegneristiche da ex dipendente della centrale, nonché alla sua voglia di arrivare alla verità circa gli eventi accaduti, il protagonista di Chernobylite avrà le competenze per costruirsi un vero e proprio di centro di sopravvivenza nella zona contaminata, con tanto di strutture in grado di aumentare il livello di vivibilità nell’area e del morale dei propri alleati. Già, perché fin dalle prime ore di gioco, sarà nostro compito reclutare altri sopravvissuti per andare alla ricerca di risorse e materiali per la sopravvivenza, cercando di non farli morire nel mentre. Ciò che propone il titolo The Farm 51 è quindi un mix di elementi survival, gestionali e ruolistici, in cui non solo dovremo, in prima persona, farci strada tra i nemici ed esplorare l’ambientazione alla ricerca di risorse utili a migliorare l’attrezzatura, ma avremo perfino il compito di mettere in piedi una squadra di seguaci, gestendo i vari parametri associati ad ogni membro della stessa.

In un contesto in cui tutti sono costretti a vivere (e sopravvivere) per sé, il nostro compito sarà quello di sfruttare i piccoli aiuti che arriveranno dall’esterno per perseguire i nostri obiettivi e far luce sulla vicenda. Il tutto, da ripetersi più o meno con continuità tra missioni principali e secondarie, condite mezze verità lasciate trapelare da personaggi alquanto loschi o da messaggi radio, senza quasi mai darci l’illusione di non essere soli.

Libertà e costrizioni

In questa ricca commistione di generi, Chernobylite non riesce a ritagliarsi una vera e propria identità. Il videogiocatore viene costantemente sollecitato a compiere determinate azioni di gestione, dal team alle risorse, risultando in una esecuzione meccanica dei compiti pur di sopravvivere. Il rischio è di non godersi appieno le meccaniche di gioco per stare dietro a risorse e parametri di gruppo, per quanto, al contrario, il titolo possieda una buona componente ruolistica in cui è possibile far progredire le caratteristiche del personaggio potenziando alcune abilità chiave.

Chernobylite lascia anche ampio spazio di manovra riguardo il come affrontare le missioni. Oltre al classico “fuoco aperto vs stealth”, è possibile provare a mixare i due approcci in base all’andamento delle cose. Ogni contatto con le strane creature che vivono nell’area, ed ogni uccisione, destabilizzerà la serenità del protagonista oltre al rischio di far cadere vertiginosamente le risorse mediche e le munizioni; tuttavia, in diverse circostanze non sarà possibile scivolare dietro ai nemici per uccisioni furtive, obbligando l’utente a ragionare in corso d’opera su ogni possibilità a disposizione. Quando ci si pareranno dinnanzi le creature, alimentate proprio dal Chernobylite, una strana sostanza presente nella zona, le cose si faranno più difficili: questi mostri avranno facoltà di aprire portali, attaccandoci da più lati, ma con una buona dose di pazienza ed attenzione sarà possibile stanarli senza perdere troppe risorse. In tal senso, il vero livello di sfida non è tanto rappresentato dai nemici, caratterizzati da un’IA un po’ semplice (lo stealth vecchio stampo va più che bene per abbattere tutti) quanto dalla necessità di dover star dietro a tutti i parametri (vitali, gestionali e di umore) che propone il gioco, col rischio, come detto, di sentirsi obbligati e poco stimolati.

Dal punto di vista tecnico, il titolo The Farm 51 non ha affatto le sembianze di un low budget. Partito come titolo dalle alte aspettative anche per via di un ottimo comparto tecnico, la versione definitiva di Chernobylite si difende egregiamente, limando qua e là i difetti emersi dalla fase in early access, arrivando alla build finale (al netto di patch future e DLC) in grande forma. Si rivela artisticamente ispirato, con una palette di colori in grado di colpire, ed anche con un buon comparto audio. Ciò che stride con il resto è la ripetitività dell’ambientazione, che spesso ripropone location poco varie e dettagli ambientali spesso riciclati.

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VALUTAZIONE
8
Commento finale
Chernobylite è un titolo ambizioso, nonché certamente interessante soprattutto se in futuro riuscirà a valorizzarsi limando qualche spigolo di troppo. La volontà degli sviluppatori nel cercare di proporre un titolo completo in cui c’è tanto da fare e tanto da tenere sotto controllo va certamente premiata, ma come risultato finale ha prodotto un gioco fin troppo task-based, che costringe l’utente a monitorare costantemente i parametri gestionali anziché lasciargli il giusto tempo libero per affrontare le missioni. È forse questo il difetto maggiore di un titolo completo, che potrà tenervi occupati per davvero molto tempo.
PRO
Ottima ambientazione
Meccaniche di gioco ricche e complete
Progetto ambizioso
CONTRO
Un po' ripetitivo
Tanti task da seguire con costanza che rubano tempo alle missioni principali

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