L’ingresso nel mondo videoludico di Death Stranding ha scosso non poco (e non per poco) l’opinione pubblica riguardo il cosa voglia dire avere tra le mani un capolavoro. L’opera più rischiosa ed azzardata di Kojima, al debutto lontano da Konami, si è vista giudicare in tutti i modi, passando dai perfect score di alcuni critici alle dure insufficienze di molti utenti. Certo, tutto si può dire di Death Stranding tranne che sia un gioco banale, ed è proprio questo aspetto a portare alla divisione della critica, tra chi ancora oggi è pronto a celebrarne il genio e chi, invece, ci vede un solo un “walking simulator”. Se diamo uno sguardo al Metacritic, l’opera d Kojima si attesta attorno ad uno score di circa 8/10 tra i punteggi raccolti dai media e quelli degli utenti: una valutazione certamente importante, che ha spinto Kojima Productions e Sony a lanciare la Director’s Cut, con l’obiettivo di scuotere pesantemente il mercato Playstation 5 e migliorare ulteriormente l’esperienza di gioco.

Death Stranding Director’s Cut – Recensione

Un viaggio più consapevole

La Director’s Cut di Death Stranding è disponibile solo per Playstation 5, lasciando agli utenti la possibilità di acquistare interamente il titolo o effettuare un upgrade a pagamento da PS4. Una mossa azzardata da parte di Sony, seppur giustificata da un insieme di contenuti inediti decisamente coerente con il costo dell’aggiornamento. Vale la pena precisare che nonostante le novità, che in parte impattano la main quest, la natura di Death Stranding non è stata minimamente intaccata: se avete amato il capitolo originale, di certo amerete – ancor di più – anche la sua Director’s Cut.

Le introduzioni in fatto di storyline risiedono in diversi dettagli extra che vanno ad approfondire la storia dei personaggi, aumentando ancor di più la profondità del background narrativo, non solo rispetto a Sam Porter Bridges, il protagonista dell’avventura, ma alla totalità della produzione stessa. Chi ha già giocato il titolo Kojima Productions troverà dunque nuovi stimoli nel rimettersi i container sulla spalla, avendo modo di apprendere nuovi dettagli circa un universo di gioco che già prima della pandemia che ci ha colpito appariva attuale e concreto. L’isolamento a cui siamo stati obbligati per quasi due anni trova oggi un riscontro tangibile nel viaggio di Sam, spingendoci ad approcciare l’avventura con un piglio diverso, ben più consapevole di cosa voglia dire stare lontano dai propri cari e vivere un rumorosissimo strano silenzio. Oggi guardiamo con un occhio diverso anche cosa voglia dire portare approvvigionamenti a chi ne ha bisogno, costruire assieme ad altri volontari dei cammini più sicuri e vivere quella nuova definizione di “comunità virtuale” che Kojima, al tempo, voleva già farci capire.

Bilanciamento

Le novità introdotte con la versione Director’s Cut non risiedono soltanto in alcuni spunti narrativi aggiuntivi, ma vanno chiaramente ad integrare i contenuti anche in termini di gameplay. Le prime informazioni trapelate su questa nuova versione hanno generato il timore nei fan di un’avventura resa un po’ più semplice dai nuovi strumenti, ma una volta provati ci si accorge che ogni singolo item aggiunto all’inventario di Sam possiede determinati “contro” da non sottovalutare. La chiave di questa Director’s Cut sta nel bilanciamento: i nuovi oggetti aumentano il numero dei possibili approcci, nonché la varietà di gioco in generale, ma non abbassano né la curva di apprendimento (che, anzi, potrebbe risultare ancor più insidiosa) né la difficoltà. Rispetto al titolo originale, Sam potrà contare su 3 elementi in più: un fucile stordente, una moto e un ponte da craftare all’occorrenza. Se il primo è stato progettato per essere utile soprattutto nelle fasi iniziali del gioco, gli altri due troveranno ripiego durante tutta l’avventura nelle situazioni più disparate, tenendo conto dei già citati “contro” a cui potremo andare letteralmente a sbattere. Ad esempio, sapendo che Death Stranding è un gioco in cui l’equilibrio, la distribuzione dei pesi e la simulazione della camminata e della risposta fisica rappresentano il core del gameplay, non potremo certo pensare di utilizzare la moto come in Days Gone (per citare un altro titolo caro a Sony), così come il ponte, dai primi utilizzi, mostrerà il fianco ad alcune debolezze che vi lascio scoprire.

È chiara ed evidente l’intenzione del team di sviluppo di andare ad integrare e raffinare l’esperienza di gioco al fine di donare alla produzione uno spessore ancora più generoso, volto soprattutto a garantire all’utente più scelta nell’approccio da adottare in base alle circostanze, andando un po’ a smantellare il vero punto debole della produzione, ovvero la ripetitività. Messe da parte le novità più importanti portate dalla Director’s Cut, la nuova versione di Death Stranding viene rimpolpata da altri oggetti di secondo piano, utili soprattutto a personalizzare il viaggio di Sam, ma poco incisivi in termini di esperienza ludica. Il vero pregio dell’edizione PS5 sta in un bilanciamento delle meccaniche rivisto in meglio, che ha portato il titolo a mostrarsi più vario, ricco e divertente, integrando all’interno dell’offerta alcune attività secondarie che meritano quantomeno una prova anche da chi ha già terminato l’avventura.

Ulteriori informazioni

Per rimanere aggiornato sulle ultime novità, continua a seguire la rete Social di Nextgentech.it, tramite la pagina Facebook.

CONDIVIDI SU:Share on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter

VALUTAZIONE
9
Commento finale
Non era per niente facile migliorare un’opera così completa ed evocativa come Death Stranding, soprattutto considerando quanto sia recente la produzione. Non potendo eseguire un aggiornamento vero sul comparto tecnico, il team Kojima Productions ha preferito evitare un copia-incolla del capitolo originale, giustificando la versione per Playstation 5 con l’introduzione di diversi contenuti, sia narrativi che di gameplay. Oltre a poter attivare nuove missioni, il viaggio di Sam Porter Bridges si arricchisce di nuovi oggetti ed altre meccaniche utili ad aumentare le alternative per portare a terminare una quest, riuscendo a non intaccare minimamente il bilanciamento generale dell’avventura.
PRO
Miglioramento di un'esperienza evocativa
I nuovi elementi di gameplay aumentano le possibilità lasciate all'utente
CONTRO
Non tutti i contenuti potrebbero stimolare una nuova run