Chi vi scrive ha giocato con amore e passione a tutti i titoli Arkane Studios, un team ricco di idee ed in grado di fornire all’utenza esperienze di gioco praticamente senza pari. Ed il racconto di Deathloop, nuova gemma della squadra di Lione, passa attraverso l’esperienza maturata con Dishonored e Dishonored 2, opere richiamate a più riprese nella nuova avventura in uscita su PC e Playstation 5. Anche in questo caso, però, Arkane non si è accontentata di presentare meccaniche coinvolgenti attraverso un level design peculiare, ma ci ha messo nuovamente del suo, entrando nei paradossi dei loop temporali e con la morte messa a fattore comune in ogni ciclo, da cui il gioco trae spunto per il suo titolo.

Deathloop – Recensione

Un nuovo giorno…o quasi

Come ci ha ben abituati Arkane, anche in Deathloop ci troviamo in un contesto anacronistico: siamo sull’isola di Blackreef negli anni ’60, in un “normale” giorno che si ripeterà per tante, tante volte, frutto dell’esperimento dei Visionari, rinomati scienziati appartenenti al programma AEON che ha avuto l’obiettivo di regalare ai cittadini dell’isola la “vita eterna”. Nella promessa dell’infinito, il progetto AEON ripristina il giorno corrente alla mezzanotte, rendendolo nuovamente attuale e cancellando ogni evento e ricordo occorsi durante la giornata, permettendo così ai cittadini di Blackreef di continuare a vivere una festa letteralmente infinita.

E così, prendendo spunto da ogni racconto basato sui loop temporali, anche in Deathloop trovano spazio due personaggi immuni alla cancellazione della memoria, e dunque ben consci di ciò che accade sull’isola di Blackreef. Da una parte troveremo Colt Vahn, un uomo intenzionato a spezzare il loop, mentre dall’altra la sua nemesi, Julianna Blake, convinta a fermarlo. Il protagonista della storia sarà però il primo, e non avrà un compito semplice: l’unico modo per fermare il ciclo sarà eliminare gli 8 Visionari nell’arco della stessa giornata, in quanto possessori dei marchingegni che ripristinano il loop.

Un’impresa non facile, a cui Colt dovrà approcciare in modo incrementale, imparando le meccaniche della giornata e la routine di ogni personaggio, fino a scoprirne i segreti ed anticiparne le mosse. Insomma, Deathloop ci catapulta in una storia basata sui feedback, ben più di un semplice “prova e riprova”, in quanto i tentativi del protagonista porteranno sempre la storia ad avanzare attraverso nuove evidenze, rendendo il giocatore sempre più consapevole del contesto – ed è proprio questa l’arma a favore di una storia che altrimenti non avrebbe avuto un’evoluzione così piacevole, fortemente basata sul senso della scoperta.

Alba e tramonto a Blackreef

Procedere per incrementi sarà il vero leitmotiv dell’avventura in quanto avremo la necessità di scoprire tutti i dettagli dei Visionari da colpire, nonché le loro mosse ed i vari legami tra ciascuno di essi. Andare all’avanscoperta di Blackreef significherà muoversi tra 4 distretti nelle varie ore del giorno, considerando che in base alla fascia oraria cambieranno anche le opportunità per muoversi all’interno di un’area, avendo modo di entrare in nuovi edifici o superare le guardie con più o meno facilità. Deathloop è dunque un titolo da giocare con pazienza, alla continua scoperta dei punti deboli e delle piccole opportunità di approccio che lascia l’esperienza per arrivare a colpire un Visionario. Una volta atterrato uno dei target principali, avremo la possibilità di entrare in possesso di una speciale abilità che permetterà all’utente di muoversi in modo più efficiente o di colpire nell’ombra con più facilità, riprendendo in parte i poteri visti in Dishonored, più altre skill inedite. Non mancheranno nemmeno le opportunità di esplorazione libera, legata non soltanto alla cattura di informazioni utili a proseguire, ma anche alla raccolta del residuo, un particolare materiale che consentirà a Colt di conservare alcune armi legate al “giorno precedente”. Questa peculiarità del gioco, ripresa dai roguelike, si rende fondamentale per evitare di ricominciare l’avventura senza armi dopo la morte, dal solito punto di ripristino da cui ricominciare la giornata.

L’esplorazione in Deathloop fa luce sull’ottimo level design del titolo, aspetto molto caro al team di sviluppo. Anche questa volta, Arkane ha progettato una mappa variegata e ricca di percorsi alternativi ed abbastanza verticale, in cui potersi divertire facilmente andando alla ricerca di soluzioni sempre più articolate per arrivare – letteralmente – in fondo alla giornata. Fortunatamente, per come è strutturato l’avanzamento del giorno, il videogiocatore non viene messo davanti all’opprimente trascorrere del tempo: sarà l’utente stesso a decidere quando far avanzare le ore, sfruttando dei tunnel temporanei (qualcuno ha detto Dark?) che, oltre a cambiare il distretto dell’isola, serviranno proprio per passare ad una finestra oraria diversa. In contrapposizione ad un’intelligenza artificiale non così elaborata rispetto al gameplay, troviamo però una struttura di gioco solida e ricca, ripresa a piene mani da Dishonored ma comunque in grado di mantenere una propria identità. Tra gli elementi caratteristici troviamo un lato artistico nuovo, certamente più action, e la modalità multiplayer che consente le invasioni da parte di Julianna, fortunatamente attivabile a scelta dell’utente.

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VALUTAZIONE
8
Commento finale
L’attesa ha premiato, e con Deathloop Arkane si conferma ancora fonte di creatività ed innovazione tra le produzioni tripla A. Il nuovo titolo del team francese propone un’esperienza di gioco certamente peculiare, che strizza l’occhio alla saga Dishonored senza troppo nasconderlo, forte di un level design azzeccatissimo e di una formula di gioco votata alla scoperta sia della storia che dell’ambientazione. Riuscirete a spezzare il loop di morte e festa che caratterizza l’isola di Blackreef? Certamente il mio consiglio è di provarci.
PRO
Idea di gioco interessante, accompagnata da un ottimo level design
Buon sistema di crescita del personaggio
CONTRO
In generale, la sfida è tarata verso il basso

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