Il successo di Destiny nel corso dei suoi 3 anni di vita ha piegato ogni critica espressa in quel lontano 9 settembre 2014. Tra azzardati paragoni con Halo e strane, altissime, quasi irraggiungibili aspettative, il titolo Bungie è riuscito, nel tempo, ad entrare nel cuore di migliaia di fan, riducendo le medie degli aggregatori a numeri senza senso di fronte alle ore di gameplay effettivo sui server del gioco. L’arrivo di Destiny 2 è stato, quindi, accolto dal pubblico delle grandi occasioni, sicuramente più consapevole delle reali potenzialità del titolo, che oggi gode di spalle più larghe e di un gameplay ormai collaudato, con un fulcro di gioco totalmente incentrato sulla cooperazione.

Dal lancio del titolo, però, Activision ha deciso di escludere due delle modalità più attese, nonché centrali per l’esperienza online: Raid e Prove dei Nove, rispettivamente attesi per il 13 e il 15 settembre. Nonostante al day-one Destiny 2 risulti, quindi, disponibile con un package incompleto, l’opera di Bungie si fa apprezzare sotto tutti i punti di vista, migliorandosi anche negli aspetti più riusciti.

Destiny 2 – Recensione

Per riprendersi la Luce

Per tutta la durata della prova che mi ha portato alla recensione del gioco, ho percepito la voglia di Bungie di riprendere le fondamenta del primo capitolo e ricominciare da lì, senza l’intenzione di resettare completamente l’avventura. Il lavoro della software house canadese si traduce, quindi, in un’attenta pianificazione delle attività, mirata a migliorare l’esperienza di gioco laddove era evidente l’insoddisfazione degli utenti. La raccolta dei feedback, a conti fatti, è stata lunga, corposa e meticolosa, con interventi precisi e non banali al fine di innalzare l’esperienza di gioco. Il risultato è quasi perfetto, perlomeno rapportando l’avventura di 3 anni fa col suo seguito: Destiny 2 è, quindi, un titolo più coinvolgente fin dalla storyline della campagna, con un universo più curato e una sceneggiatura in grado di lasciarsi scoprire missione dopo missione senza risultare una perdita di tempo.

Sebbene in titoli come Destiny la campagna venga vissuta come un tutorial prima di lanciarsi nelle sfide multiplayer, Bungie ha voluto prestare la giusta attenzione alla scrittura del copione, provando a regalare agli utenti una buona esperienza narrativa, pur senza lasciare il segno. È per questo che, stavolta, avremo a che fare con tutta l’Avanguardia e con Dominus Ghaul, capo della Legione Rossa Cabal, aspirante dominatore della Luce e, soprattutto, artefice della cattura del Viaggiatore. Le motivazioni della campagna non rappresentano certo il punto forte della storia, che nel corso della sua generosa durata ci vedrà comunque procedere a passo spedito e senza troppe difficoltà verso i titoli di coda in circa 8 ore, piuttosto soddisfacenti: i tempi morti e noiosi del primo capitolo sono lontani, così come le scene di intermezzo poco intriganti e buttate lì quasi senza logica. In Destiny 2 si riesce a vivere una storia più curata e ricca di avvenimenti, supportata da un bel ritmo e tanta azione, anche se per tutta la durata dell’avventura non ho mai avuto modo di avvicinarmi ai personaggi e farli miei, vivendo tutto con un certo distacco. Manca ancora quel pizzico di poesia e ci siamo: forse è sbagliato pretendere un coinvolgimento forte da uno shooter, peggio se multiplayer, ma si poteva fare di più.

Una conferma

L’offerta ludica più interessante risiede ovviamente nel comparto multiplayer, dove la narrazione si defila lasciando il posto al ritmo incalzante della corposa collezione di eventi e missioni online. Destiny 2 ritrova le componenti più attuali dei moderni titoli di stampo multigiocatore, come gli Eventi pubblici (piccoli compiti casuali da soddisfare entro un certo tempo) affiancati a modalità tipiche dell’universo Bungie, atte a permettere al giocatore un level-up ricco di ricompense ed equipaggiamento di spessore. La proposta spazia dall’esplorazione dei dungeon, da liberare sconfiggendo il boss di turno, alle Avventure, missioni più lunghe e corpose da portare a termine su Io, Nessus, Terran e Titano, ovvero i pianeti presenti nel gioco. Rispetto alla prima avventura, l’esplorazione di queste terre interstellari è facilitata dai viaggi rapidi e dalle porzioni della mappa globale, ora più user-friendly e intuitiva. Poter andare in avanscoperta con più facilità non è certamente la modifica più palpabile dell’esperienza online, che trova la giusta combinazione di spettacolo e azione soprattutto durante gli Assalti, un altro pacchetto di quest con cui poter salire di livello ed ottenere equipaggiamento. Nonostante il titolo permetta di confrontarsi con un bel numero di sfide e opzioni, Destiny 2 non è certamente lo shooter multiplayer più bilanciato che ci sia, anzi: le scappatoie per un level-up rapido e d’impatto ci sono, così come sono presenti particolari sfide in grado di rilasciare equipaggiamento un po’ fuori media, come le Pietre Miliari.

La difficoltà degli scontri online e della campagna non può che andare di pari passo con le proprie abilità pad alla mano. Da questo punto di vista, il già ottimo gunplay del primo capitolo è stato ulteriormente raffinato in alcuni aspetti, proponendo agli utenti una base shooter non troppo distante da quella originale, ma sensibilmente migliorata e, soprattutto, più ragionata nel Crogiolo. Per dare questo tocco di bilanciamento, Bungie ha deciso di modificare il set di armi con cui è possibile equipaggiare gli eroi, passando a due slot di armi principali (differenti nella natura dei colpi e negli effetti) e ad un terzo dedicato alle armi più potenti. Questa leggera ma sostanziale modifica all’equipaggiamento sposta gli equilibri strategici dei match online, premiando soprattutto chi riuscirà a gestire al meglio il proprio armamento.

Scontri vista spazio

Una volta preso possesso del rinnovato gunplay e aver testato a dovere l’equipaggiamento, diverrà spontaneo soffermarsi ad ammirare il lato artistico di Destiny 2. Dal punto di vista tecnico, il titolo Bungie, che già si presentava solido 3 anni fa, non fatica a mostrare la propria brillantezza in termini di effetti, animazioni e texture. L’evoluzione dell’impianto grafico passa inevitabilmente dai vantaggi dell’esplorazione, adesso più immediata, come detto, che permette all’utente di godere appieno delle sfaccettature dei pianeti e della relativa rappresentazione tecnica.

A ciò va aggiunto il supporto dell’ottima colonna sonora della campagna, vero fiore all’occhiello del comparto tecnico del titolo Bungie. Il livello qualitativo generale viene però abbassato, seppur di poco, dal design delle mappe e dalla scarsa ispirazione delle location, un po’ sottotono rispetto al resto del pacchetto. I pianeti visitabili godono comunque di un’identità ben definita, in grado di alimentare la voglia di esplorazione e strategia durante gli scontri a fuoco.

Ulteriori informazioni

Per rimanere aggiornato sulle ultime novità, continua a seguire la rete Social di Nextgentech.it, tramite la pagina Facebook.

CONDIVIDI SU:Share on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter

VALUTAZIONE
8,5
Commento finale
Destiny 2 è riuscito a confermare quanto di buono si era visto col primo capitolo della saga. Nato come prodotto innovativo con un’identità propria, e poi fonte di ispirazione per nuove produzioni multiplayer, il titolo Bungie adesso non sorprende per l’elevata qualità del gameplay e il bel passo in avanti compiuto con questa nuova iterazione. Le modifiche all’impianto di gioco sono poche ma funzionali e strategiche, e soprattutto vicine ai desideri degli utenti. Pertanto, se siete già fan della saga vi attenderanno decine di ore a sparare in compagnia; al contrario, date pure una possibilità al titolo: potrebbe sorprendervi.
PRO
Poche modifiche da buone
Maggiore libertà esplorativa
Combattimenti più bilanciati
CONTRO
Pacchetto modalità incompleto al lancio

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.