Dragon Quest Builders è lo spin-off rpg-sandbox di Dragon Quest, una delle serie di giochi di ruolo giapponesi più apprezzate dagli amanti del genere. Il gioco, che prende a piene mani meccaniche da un altro fenomeno degli ultimi anni, ovvero Minecraft, fonde in modo semplice e funzionale componenti di costruzione (e distruzione) con l’ossatura di un GDR fatta di quest, equipaggiamenti e parametri da controllare.

Dragon Quest Builders

Costruttore cercasi

Se avete giocato diversi Dragon Quest, il nome Alefgard non vi sarà sicuramente sconosciuto. Il mondo di gioco originario fa il suo ritorno in Dragon Quest Builders, ma questa volta seguendo una storyline diversa. Invece di aver sconfitto il malvagio Dragonlord, siamo stati ingannati e gli abbiamo permesso di estendere la sua coltre di oscurità su tutto il territorio. Per i pochi rimasti c’è ancora una speranza, noi! Non il classico eroe solo spada sguainata e fendenti, ma un costruttore, martello e cianografie alla mano pronto a ridar lustro ad altrettante note zone per la saga.

dqbIl nostro viaggio di ricostruzione ha inizio da una Cantlin diroccata, dove si intravedono ancora delle mura da cui partiremo per abbozzare quella che sarà la rinascita della città. Aiutati da alcuni personaggi, inizieremo a fare pratica delle meccaniche di costruzione completando le quest che ci verranno assegnate. Un’abbondante mezz’ora si mantiene piuttosto guidata. Anzi, diciamo che il gioco non ci lascia mai troppo soli fornendoci preziosi consigli semplicemente da una chiacchierata con gli NPC. Da un lato per i giocatori esperti può risultare fastidioso il continuo suggerirci strade da prendere, dall’altro permette a tutti di poter assimilare il funzionamento di crafting e building senza incorrere nel rischio di spaesamento che una libertà fin da subito smisurata potrebbe generare.

I poco pazienti che hanno abbandonato da subito Minecraft perché confusi sul da farsi, troveranno in Dragon Quest Builders un saldo punto d’inizio, soprattutto perché differisce dal gioco Mojang in un particolare chiave: le costruzioni vanno realizzate seguendo dei principi, altrimenti non si conquistano punti. In Minecraft potete realizzare ciò che volete senza dover seguire nessun canone; in Dragon Quest Builders anche, ma per poter proseguire nella storia e far aumentare il livello della base è necessario che gli edifici seguano delle regole.

Una stanza da letto sarà considerata tale solo se all’interno di un perimetro alto due blocchi inserirete anche un pagliericcio e una fonte di luce; una camera da letto privata necessiterà anche di un’anfora e di un cartello che indichi se il residente è maschio o femmina. Ogni edificio può essere ulteriormente abbellito a piacimento attraverso le decorazioni che non hanno altra funzione se non quella di farvi guadagnare punti e dare un tocco di stile.

Dragon Quest BuildersIn aggiunta alle ricette per le stanze esistono i progetti, delle particolari strutture realizzabili stendendo a terra il progetto e disponendo i materiali richiesti esattamente come appaiono nel modellino 3D. L’esempio è visualizzabile attraverso il touch del DualShock 4 e vi fornirà informazioni anche sui pezzi mancanti e su quelli già disposti, in modo da non poter in nessun modo sbagliare.

Come abbiamo detto in apertura, ricostruire le zone distrutte è il nostro obiettivo primario per continuare l’impresa. Migliorare e progettare nuovi edifici farà crescere il livello della nostra base ma attirerà anche nuovi abitanti (altri li recluteremo noi) e al contempo mostri pronti a minacciare i nostri risultati. La struttura del gioco ci imporrà in determinate fasi alcuni scontri in cui ondate di mostri cercheranno di penetrare le nostre difese, e si concluderanno con l’uccisione di boss di livello.

Mai saltare il pranzo!

Dragon Quest Builders non è però soltanto costruzioni, è anche un gioco di ruolo con tanto di doppie statistiche da tenere d’occhio, oggetti, equipaggiamenti e la loro durabilità, cicli di giorno e notte e nemici da sconfiggere. Attraverso dei portali che si sbloccheranno portando a termine le missioni principali della storia saremo in grado di spostarci su altre isole. Qui entreremo in contatto con diversi mostri e altrettanti materiali preziosi per migliorare gli edifici già esistenti o sbloccare nuove ricette e materiali ancora più resistenti e utili.

Dragon Quest BuildersPartire per un lungo viaggio però significa stare fuori per tempi piuttosto lunghi nel tentativo di esplorare le nuove zone. Più passa il tempo e più la nostra pancia si svuota. Se non riempita a dovere inizieremo letteralmente a morire di fame perdendo nel tempo punti vita. Oltre ad essere ottimi costruttori siamo anche bravissimi cuochi ed è fondamentale avere sempre dietro un pasto abilmente cucinato.

Più miglioreremo e andremo avanti, più saremo in grado di preparare piatti che non solo ci riempiono la pancia facendo salire l’indicatore di sazietà, ma ci conferiscono addirittura un bonus per le statistiche. Un semplice panino con hamburger ci potenzia l’attacco, una zuppa di velefunghi (diffidate dal nome, è buonissima!) aumenta le nostre difese.

Tenendo sempre sotto controllo la barra della salute e quella della sazietà e stando attenti ad equipaggiare sempre l’ultimo pezzo forgiato, è quasi impossibile che il gioco riesca a mettervi in seria difficoltà. Certo, ogni nuova zona porta con sé nuovi e più pericolosi nemici, ma nulla di insormontabile. Gli attacchi più dannosi arrivano di notte, dove i nemici sono più forti e aggressivi. In alcuni casi speciali è possibile apprendere tecniche di combattimento nemiche. Ad esempio il taglio circolare che si apprende per primo, è buono sia in battaglia che per raccogliere materiali più velocemente.

Dragon Quest Builders

Blocchetti ma con stile

Esteticamente lo stile di Dragon Quest Builders è inconfondibile. La mano del maestro Akira Toriyama è un tratto riconoscibile, così come la colonna sonora che farà sicuramente piacere ai fan della saga che hanno imparato ad apprezzarla in precedenza. I colori delle ambientazioni sono accesi e ogni cubo e il suo materiale sono curati e resi diversi l’uno dall’altro. L’unica pecca è la telecamera che non sempre ci facilita il compito di poter osservare ciò che abbiamo intorno negli spazi ristretti. Abbiamo dovuto centrare spesso la visuale per riuscire a riagganciarci a un punto di vista saldo. Anche la visuale dall’alto della mappa soffre un po’ della scelta di non farci avere una larga veduta regolabile. Il gioco si basa interamente su dialoghi, dove la traduzione italiana fa un ottimo lavoro per mantenere lo spirito scherzoso e goliardico con cui i personaggi non esitano a rivolgersi nei nostri confronti.