Dynasty Warriors Origins segna un ritorno trionfale per la celebre serie di giochi d’azione sviluppata da Omega Force e pubblicata da Koei Tecmo. Dopo il controverso Dynasty Warriors 9, che ha tentato di rivoluzionare la formula con un mondo aperto ma ha ricevuto critiche miste, Origins riporta il focus sulle battaglie su larga scala che hanno reso famosa la serie. Disponibile su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC, il gioco promette di offrire un’esperienza rinnovata e avvincente per i fan di lunga data e i nuovi arrivati. Il team di sviluppo ha lavorato duramente per creare un titolo che non solo rispetti le radici della serie, ma che introduca anche nuove meccaniche e miglioramenti tecnici. La storia si concentra sui primi anni del periodo dei Tre Regni, offrendo una prospettiva fresca e dettagliata sugli eventi storici e sui personaggi leggendari. Con una campagna che dura circa 45 ore, Origins offre una narrazione coinvolgente e un gameplay ricco di azione.
Dynasty Warrior Origins – Recensione
La guerra dei Tre Regni
Dynasty Warriors Origins si svolge durante il tumultuoso periodo dei Tre Regni, un’epoca di guerra e intrighi politici nella Cina antica. Il gioco inizia con la Ribellione dei Turbanti Gialli e culmina nella battaglia decisiva di Chibi. L’ambientazione è ricca di dettagli storici e culturali, con paesaggi che spaziano dalle vaste pianure alle città fortificate. Il protagonista del gioco è un vagabondo, un guerriero amnesico che si trova coinvolto negli eventi storici e interagisce con figure leggendarie come Guan Yu, Dong Zhuo e Lü Bu. Questa scelta narrativa permette di esplorare gli eventi storici da una prospettiva unica e di approfondire la caratterizzazione dei personaggi. Il vagabondo è un personaggio versatile, capace di utilizzare una vasta gamma di armi e abilità, il che lo rende adatto a diverse situazioni di combattimento. Uno degli aspetti più interessanti di Dynasty Warriors Origins è la presenza di numerosi personaggi storici, ciascuno con le proprie abilità e caratteristiche uniche. Tra i personaggi principali troviamo Cao Cao, Sun Jian e Liu Bei, ciascuno con un proprio esercito a fare la voce grossa nella guerriglia, e con le proprie caratteristiche da leader. Oltre a questi capogruppo, il gioco presenta anche numerosi altri personaggi giocabili, ciascuno con le proprie abilità e armi uniche. Ad esempio, Guan Yu, uno dei generali più fedeli di Liu Bei, è noto per la sua abilità con la lama a mezzaluna, mentre Lü Bu, un guerriero temuto per la sua forza sovrumana, utilizza una lancia devastante. La trama di Dynasty Warriors Origins è arricchita da numerosi eventi storici e battaglie epiche, che permettono ai giocatori di rivivere i momenti più significativi del periodo dei Tre Regni, ma non mancano linee narrative e finali alternativi, a seconda delle scelte fatte dal giocatore e delle fazioni supportate, che garantiscono profondità e rigiocabilità al titolo come mai prima d’ora.
Insieme per la gloria
Il gameplay di Origins riprende la formula classica della serie, con il giocatore che controlla un guerriero capace di affrontare centinaia di nemici contemporaneamente, introducendo anche alcune novità interessanti. Il sistema di combattimento è stato migliorato rispetto ai titoli precedenti, con l’introduzione di nuove mosse speciali e combo che rendono le battaglie ancora più spettacolari. Ogni personaggio ha un set unico di abilità che può essere potenziato man mano che si avanza nel gioco. Inoltre, è possibile personalizzare l’equipaggiamento e le armi del proprio guerriero, aggiungendo un ulteriore livello di strategia al gameplay. Il sistema di progressione è molto simile a concept derivanti da altri titoli action RPG, e si rifà anzitutto alle affinità con le armi. Migliorando l’abilità con un certo strumento di guerra, il protagonista potrà attivare un’arte di battaglia, una mossa devastante che potrà essere padroneggiata ed utilizzata con costanza solo ai più alti livelli di maestria con il combat system. Il sistema che alimenta queste arti è la barra del coraggio, a sua volta da incrementare tramite un sapiente uso di attacchi base, veloci o potenti. Si tratta, in buona sostanza, di un implicito invito da parte degli sviluppatori ad attaccare di continuo e a non fermarsi mai, tenendo alti il coinvolgimento, l’adrenalina e il livello di attenzione nel marasma generale che deriva dalla battaglia in corso. A seconda della progressione nella storia, il protagonista avrà anche la possibilità di attivare l’attacco Musou, fino alla versione “ultimate” che coinvolge anche gli ufficiali dell’esercito richiamabili durante la battaglia, una volta sbloccata la specifica skill. Trattandosi, in buona sostanza, di un “uno contro tutti”, non pensate di non dover mai ricorrere alle abilità di difesa, che in Origins si contraddistinguono con l’evasione (a cui fa seguito l’evasione perfetta col giusto tempismo), il blocco ed il parry.
In realtà, rispetto al passato Dynasty Warrior Origins introduce anche una serie di elementi per rendere più viva e coinvolgente la coesistenza e la collaborazione all’interno dell’esercito, attraverso la gestione del morale che a seconda di alcune azioni intraprese durante la battaglia, o obiettivi raggiunti o mancati, si alzerà o abbasserà, influenzando direttamente la difficoltà dello scontro. Rispetto ai titoli precedenti della saga, in questo nuovo capitolo Omega Force ha concentrato molte delle sue idee nella gestione della battaglia in tempo reale, al punto da ricreare mappe molto varie in cui è quasi sempre sconsigliato muoversi liberamente affrontando i nemici come un eroe solitario, bensì è caldamente suggerito agire come vero e proprio leader, spostandosi con l’esercito appoggiato e sconfiggendo i nemici strategicamente più forti per portare il morale e gli equilibri dello scontro dalla propria parte.
Segui il flusso
Nonostante questi aspetti positivi, il gameplay di Origins non è privo di difetti. Uno dei principali problemi è la ripetitività delle missioni. Anche se le battaglie sono spettacolari e coinvolgenti, dopo alcune ore di gioco si può avvertire una certa monotonia. Le missioni tendono a seguire schemi simili, con obiettivi che spesso si riducono a sconfiggere un certo numero di nemici o a conquistare specifiche aree della mappa. Questo può rendere l’esperienza di gioco meno varia e stimolante nel lungo periodo. Un altro difetto riguarda l’intelligenza artificiale dei nemici. Sebbene il gioco offra un’ampia varietà di avversari, molti di essi tendono a comportarsi in modo prevedibile e poco reattivo. Questo può ridurre la sfida e l’interesse nelle battaglie, soprattutto per i giocatori più esperti. Inoltre, la gestione delle truppe alleate non è sempre ottimale, con compagni che a volte si comportano in modo inefficace o che richiedono un costante intervento da parte del giocatore. Le missioni secondarie, sebbene numerose, non sempre offrono una varietà sufficiente per mantenere alto l’interesse. Spesso si tratta di incarichi ripetitivi che non aggiungono molto alla trama principale. Tuttavia, completarle può essere utile per ottenere ricompense e potenziamenti che facilitano il progresso nel gioco.
Dal punto di vista tecnico, Dynasty Warriors Origins offre un comparto grafico di buon livello, con modelli dei personaggi dettagliati e ambientazioni suggestive. Le battaglie su larga scala sono rese in modo spettacolare, con effetti visivi che esaltano l’azione frenetica e il caos del campo di battaglia. Ovviamente sono gli effetti particellari a farla da padrone, ed Omega Force non delude le aspettative, proponendo continuamente momenti “gasatissimi”, con alcuni picchi raggiunti in alcune boss fight. Non mancano i difetti di ottimizzazione tipici del genere, come piccoli cali di framerate in situazioni ricche di personaggi a schermo, ma questi problemini sono molto più rari rispetto al passato. Il comparto audio è altrettanto curato, con una colonna sonora puntuale e profonda che accompagna le battaglie e dialoghi ben doppiati.




