La pubblicazione del DLC di Elden Ring, Shadow of the Erdtree, è stata seguita dalla comunità con un’attesa che si riserva solo ai titoli in grado di smuovere le masse. Non è un’esagerazione, ormai, considerare le produzioni FromSoftware dei veri e propri eventi in grado di cambiare le regole del mercato, considerando come il team di sviluppo sia riuscito in pochissimo tempo a determinare un sottogenere di videogame e a prendere letteralmente possesso di tutte le piattaforme di streaming. Un articolo su Shadow of the Erdtree è uno di quelli che si scrive praticamente da solo, e di cui magari non c’è neppure bisogno visto la mole di contenuti video a riguardo, tanto che la vera notizia la fa chi riesce a rimanere lontano da qualsiasi spoiler. L’estensione della storia narrata nel gioco base ha ancora una volta lo zampino di George R.R. Martin, confermando la naturalezza e la potenza del connubio con Hidetaka Miyazaki; pertanto, non stupisce constatare come critica e pubblico viaggino sulla stessa lunghezza d’onda nell’apprezzare i contenuti di questa espansione, che in questa sede proveremo a riassumere senza prestare il fianco ad eccessive esaltazioni.

Elden Ring: Shadow of the Erdtree – Recensione

La vendetta di Miquella

Ad oggi esistono innumerevoli interpretazioni della lore di Elden Ring, cosa, ovviamente, replicata fin dal primo trailer del DLC con una serie di speculazioni sui possibili eventi narrati dagli sceneggiatori che dal canto loro, come da tradizione, hanno mantenuto un alone di mistero privo di conferme che ci accompagnerà per sempre. Provando a dare una nostra versione alla trama, l’opera di Miyazaki ha il duplice compito di raccontare le origini del mito di Marika e della sua stirpe, ed al tempo stesso contribuire ad irrobustire il finale del gioco base, accendendo i riflettori su una serie di protagonisti fin qui secondari ma molto importanti per il passato ed il presente dell’Interregno. Tra questi troviamo Miquella il Gentile, il personaggio che, assieme alla Cavaliera dell’Ago Leda ci aprirà la strada verso la nuova, imponente, area di gioco, un NPC che nell’avventura principale viene spesso menzionato ma mai approfondito a dovere in termini di lore. Non è neppure un caso che l’apertura verso Shadow of the Erdtree si materializzi al Palazzo di Mohg, il secondo ed ultimo boss che è necessario sconfiggere per accedere ai contenuti dell’espansione, nonché reo di aver rapito lo stesso Miquella, attualmente chiuso di sua volontà in un bozzolo che alimenta l’Haligtree.

Da questi concetti preliminari e senza voler entrare in ulteriori approfondimenti, lo sforzo di Miyazaki nel legare il DLC alla trama principale, senza però vincolare l’uno all’altro, appare davvero evidente, magari anche ripensando al fatto che buona parte degli utenti di Elden Ring al day one non erano pronti a soddisfare i requisiti minimi per entrare nell’espansione, e che un’altra fetta degli stessi ci rinuncerà a prescindere. Pertanto, Shadow of the Erdtree rimane un contenuto assolutamente facoltativo e che, preso da solo, serve perlopiù a far luce su alcuni misteri della storia piuttosto che a riempire importanti buchi narrativi di Elden Ring, nemmeno leggendo minuziosamente la descrizione di ogni singolo oggetto recuperato in game – anche perché i contenuti di questa espansione sono decisamente tanti, a cominciare dalla vastità della mappa. L’area di gioco del DLC pensato da FromSoftware può a tutti gli effetti definirsi quella di un intero soulslike, così come la sua longevità, capace di tenere impegnati i giocatori per almeno 30 ore. Il sistema di orientamento nella Terra delle Ombre – questo è il nome ufficiale dell’area – è simile a quello del gioco base, ma stavolta dovremo seguire le gesta precedentemente compiute da Miquella per arrivare alla sua conclusione, prendendoci qualche giustissima pausa di riflessione tra i vari dungeon facoltativi. Tra nuove aree e sotterranei tutti da scoprire, Shadow of the Erdtree porta con sé ben cinque Legacy Dungeon, di cui almeno un paio realmente importanti – e scioccanti dal punto di vista artistico per l’incredibile qualità delle location proposte.

La terra dei misteri e delle ricompense

Dopo le prime ore passate nella nuova mappa, per nessuno sarà un sacrilegio ammettere che il DLC è, da un punto di vista di level design e scenografia, facilmente classificabile come un’evoluzione del gioco base, vuoi per la nuova verticalità delle aree di gioco, vuoi per gli scorci mozzafiato e artisticamente ben studiati che è in grado di regalare con maggiore frequenza. Il team di sviluppo si è davvero superato in tal senso, restituendo anche l’idea della puntualità nell’ascoltare i feedback degli utenti, dando un peso alle critiche dei fan nonostante l’incredibile successo ottenuto dal brand che, ad un livello tale, avrebbero accettato praticamente qualsiasi contenuto aggiuntivo pur di riprendere a fantasticare con build ed esplorazione.

Shadow of the Erdtree non si limita solamente ad aprire nuovi orizzonti narrativi e quindi esplorativi, ma apporta cambiamenti radicali anche sotto il profilo del gameplay, una colonna portante dell’intera esperienza che di per sé non necessitava di raffinamenti. Eppure, FromSoftware è riuscita a trovare alcuni elementi da introdurre nel combat system che non solo vanno a beneficio del DLC, ma che rappresentano succulente novità anche per i prossimi titoli della software house, nonché un rimedio ai punti deboli del gioco base. Con gli oggetti portati da Shadow of the Erdtree l’equipaggiamento dei Senzaluce verrà allargato a dismisura, arrivando ad acquisire addirittura otto nuove categorie di armi che aumentano le possibilità offensive soprattutto verso gli attacchi a distanza, senza armi e con katana, ovvero quegli aspetti delle build un po’ più trascurati nel gioco base. Allo stesso modo, adesso troveremo molte più armi potenti di tipo quality, e tante nuove stregonerie da aggiungere al devastante parco magie ottenuto durante il gioco base. Nonostante le novità sembrano indirizzarsi verso soluzioni meno rappresentate in Elden Ring, a beneficio di una maggiore varietà di build, ogni giocatore, con le proprie caratteristiche di abilità ed equipaggiamento, riuscirà a trovare nuovi elementi per cambiare o variare un po’ l’approccio al gioco, donando freschezza al proprio personaggio. Grazie a queste introduzioni, guardando l’espansione da una prospettiva più alta ci si accorge facilmente che Elden Ring e Shadow of the Erdtree sono arrivati in momenti differenti dell’opera, con quest’ultima pronta a svolgere un ruolo di perfezionamento e completezza del gioco base.

No, non sarai OP

Trattandosi di un’espansione da giocare almeno a ridosso dell’endgame e portando in dote tante nuove armi e possibilità per build altamente distruttive, senza opportuni ragionamenti sul bilanciamento generale Shadow of the Erdtree avrebbe rischiato di compromettere definitivamente l’equilibrio del gioco, già rotto dalle decine di build che è possibile trovare in rete su elementi come sanguinamento e intelligenza. Per evitare ciò, FromSoftware ha scelto una strada tanto ovvia quanto rischiosa: aumentare la difficoltà generale, dai nemici comuni ai boss di zona. E per “aumentare la difficoltà” intendo aumentarla a dismisura, tanto che a meno di non possedere un personaggio di livello 150 o inferiore ma particolarmente efficace, sarà possibile essere one-shottati praticamente da qualunque essere vivente della Terre delle Ombre. Per non parlare dei boss veri e propri che, oltre a possedere una generosa salute e a fare danni stratosferici, possiedono pattern di attacco meno prevedibili rispetto ai nemici del gioco base, in virtù di movimenti più articolati. Se già alcuni combattimenti di Elden Ring sono in grado di raggiungere vette altamente complesse per via di attacchi multipli, salti e colpi speciali, in Shadow of the Erdtree bisognerà prepararsi all’idea di affrontare boss che possiedono nel loro arsenale attacchi ancor più ricercati, in grado di produrre mix di effetti esagerati con brevissime finestre di vulnerabilità.

Giustificare l’aumento di difficoltà come una naturale contromisura al rischio di rompere l’equilibrio del DLC già dopo le prime ore lascia il tempo che trova, così come la presenza di nuovi potenziamenti che incrementano in percentuale salute ed attacco del personaggio (in quanto dal livello 150 si tende a raggiungere un cap tale per cui non fa più alcuna differenza aumentare gli attributi primari). Scoprendo le carte in tavola, si tratta perlopiù di un escamotage comodo e semplice per evitare un ribilanciamento complessivo, che ha prodotto quanto già ampiamente prevedibile: review bombing e prima patch di depotenziamento dei nemici. Ma qui si aprirebbe una parentesi piuttosto complessa circa la difficoltà dei giochi di FromSoftware, dove spesso si cammina sul sottilissimo filo che separa la soddisfazione dalla frustrazione.

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VALUTAZIONE
9
Commento finale
Shadow of the Erdtree è un’espansione che supera di gran lunga le aspettative, tanto dal punto di vista dei contenuti, quanto dal lato tecnico ed artistico. Il lavoro di FromSoftware dimostra attenzione verso i feedback e i bisogni degli utenti, ed anche se alcune sfaccettature non sono pienamente riuscite, è uno dei rari esempi di come i DLC dovrebbero essere.
PRO
Artisticamente incredibile
Tanti nuovi contenuti intesi a cambiare l'approccio di gioco e le build
Dal punto di vista narrativo aggiunge ottimi tasselli al puzzle
CONTRO
Qualche problema di ottimizzazione ereditato dal gioco base
La difficoltà non è ben calibrata