Elden Ring aveva già conquistato tutto quello che c’era da conquistare: Game of the Year, milioni di copie vendute, un’espansione da record con Shadow of the Erdtree. Eppure mancava ancora un tassello, e non proprio piccolo: una console Nintendo. FromSoftware colma quella lacuna quattro anni dopo il debutto originale, ma lo fa con un pacchetto che solleva più di una domanda su cosa stia realmente acquistando chi mette mano al portafoglio.

ELDEN RING Tarnished Edition – Recensione

Un arrivo atteso, con qualche compromesso di troppo

Bandai Namco e FromSoftware hanno annunciato Elden Ring Tarnished Edition durante il Nintendo Direct dell’aprile 2025, salvo poi rimandarne l’uscita di quasi un anno per lavorare sull’ottimizzazione. Il prodotto è arrivato infine il 28 agosto 2026 in esclusiva su Nintendo Switch 2, a prezzo pieno, comprendendo il gioco base del 2022 e l’espansione Shadow of the Erdtree del 2024. Per chi possiede già Elden Ring su PlayStation, Xbox o PC, i nuovi contenuti esclusivi di questa edizione sono acquistabili separatamente tramite il Tarnished Pack, un piccolo DLC a parte disponibile dalla stessa data.

Prima di procedere, è bene chiarire di cosa si tratta: non è un nuovo capitolo della saga, ma un pacchetto che riunisce tutto quello che già esisteva, aggiungendovi contenuti relativamente contenuti – due nuove classi di partenza, quattro nuovi set di armatura con relative armi, e opzioni di personalizzazione aggiuntive per Torrente, il destriero spettrale. Per chi si avvicina per la prima volta al gioco, però, la sostanza non cambia: resta lo stesso capolavoro che ha ridefinito il genere Soulslike aprendolo a un mondo open world.

Le Terre Intermedie, ancora una volta

La storia di Elden Ring non ha bisogno di grandi presentazioni per chi segue il genere: si veste i panni di un Senzaluce, chiamato a raccogliere i frammenti dell’Anello ancestrale e a diventare Lord Elden in un mondo plasmato dalla penna di George R. R. Martin e dalla direzione artistica di Hidetaka Miyazaki. Le Terre Intermedie restano una delle ambientazioni più dense e stratificate mai costruite in un videogioco, con Limgrave, la Palude dei Giganti, Caelid e Liurnia che offrono ciascuna un’identità visiva e narrativa fortissima, disseminata di lore che si scopre più tramite oggetti e ambientazioni che tramite dialoghi espliciti.

L’espansione Shadow of the Erdtree, inclusa in questa edizione, aggiunge la Terra dell’Ombra, un’area vastissima incentrata sul passato di Miquella, con nuovi boss, armi, Ceneri di Guerra e opzioni di build che hanno arricchito ulteriormente un endgame già enorme. Chi non ha mai toccato l’espansione si trova davanti a decine di ore aggiuntive di contenuto di altissimo livello, probabilmente la miglior espansione mai realizzata da FromSoftware. Le due nuove classi esclusive di questa edizione – il Cavaliere Pesante e il Cavaliere di Idus – offrono punti di partenza diversi in termini di equipaggiamento e statistiche, ma non introducono elementi narrativi propri: sono varianti meccaniche più che narrative, pensate per dare ai nuovi giocatori opzioni di approccio differenti fin dalle prime ore.

La stessa formula, la stessa profondità

Sul fronte del gameplay, Tarnished Edition non cambia una virgola rispetto a quanto già visto altrove: combattimento tattico e paziente, un sistema di progressione basato su livelli e statistiche distribuite liberamente, un arsenale di armi, incantesimi e Ceneri di Guerra che permette una libertà di build raramente eguagliata nel genere. Le due nuove classi si inseriscono bene in questo impianto, offrendo build orientate rispettivamente verso la resistenza fisica pura e un approccio più equilibrato tra fede e forza, ma restano comunque punti di partenza che qualsiasi giocatore esperto potrebbe replicare manualmente distribuendo i punti in modo simile con una classe già esistente.

Il vero valore aggiunto per chi già possiede il gioco altrove sta più nella portabilità che nei contenuti: poter esplorare le Terre Intermedie in mobilità, magari durante un viaggio, è un’esperienza diversa e per certi versi più intima rispetto al giocarci su un grande schermo. I combattimenti contro i boss più ostici restano impegnativi quanto sempre, e la struttura open world con la libertà di affrontare le aree nell’ordine che si preferisce resta uno degli elementi più riusciti dell’intera produzione. Non ci sono difetti di gameplay nuovi da segnalare rispetto alla versione originale: quello che funzionava continua a funzionare, quello che alcuni trovavano ostico – la curva di apprendimento ripida, la scarsità di indicazioni esplicite – resta tale.

Il prezzo della portabilità

Ed è qui che arriva il vero nodo della questione. Il motore di FromSoftware non supporta il DLSS, la tecnologia di upscaling che molti altri porting recenti su Switch 2 hanno sfruttato per ottenere risultati più convincenti, e questo si sente. Tarnished Edition gira a 1080p sia in modalità portatile che agganciata al dock, con un frame rate target di 30fps che non sale mai fino ai 60fps disponibili su PlayStation 5, Xbox Series X/S e PC. In modalità dock, l’immagine mostra una morbidezza percepibile, meno evidente invece quando si gioca in portatile, dove il target dei 30fps tiene meglio. Nei combattimenti più affollati o contro i boss più grandi, però, qualche calo sotto la soglia dei 30 fotogrammi al secondo resta presente in entrambe le modalità.

Va detto che il percorso fino a questo risultato non è stato semplice: le prime demo mostrate nel 2025 avevano fatto temere un disastro tecnico vero e proprio, con framerate che scendevano fino a livelli imbarazzanti. Il rinvio di quasi un anno ha permesso al team di ottimizzare sensibilmente le prestazioni, e il risultato finale, pur lontano dagli standard delle altre piattaforme, è pienamente giocabile e visivamente coerente con l’identità artistica della serie. Il gioco in multigiocatore online resta separato dalle altre piattaforme: chi gioca su Switch 2 non può incontrare giocatori su PS5, Xbox o PC.