Eternal Strands è il nuovo titolo action-adventure sviluppato e pubblicato da Yellow Brick Games, un team di veterani dell’industria videoludica. Il gioco è disponibile dal 28 gennaio 2025 per PlayStation 5, Windows e Xbox Series X/S. Questo debutto promette di portare una ventata di freschezza nel genere, grazie a un mix di magia, combattimenti e un’ambientazione affascinante attraverso un comparto grafico che non passa inosservato per via del brillante uso dei colori. La missione di Eternal Strands è quella di creare un’esperienza di gioco coinvolgente e innovativa, capace di catturare l’immaginazione dei giocatori attraverso un combat system che mescola sapientemente vari generi, in cui i giocatori vestiranno i panni di Brynn, una giovane e coraggiosa Weaver determinata a recuperare la casa culturale del suo popolo. Con un arsenale di abilità magiche e armi potenti, Brynn dovrà affrontare nemici di ogni tipo, dai costrutti umanoidi a bestie gigantesche, utilizzando l’ambiente e le condizioni climatiche a suo vantaggio.
Eternal Strands – Recensione
Battaglie elementali
Eternal Strands si svolge nell’Enclave, un regno mistico un tempo centro di avanzamento magico, ora in rovina dopo un cataclisma ancora poco compreso che ha annientato gran parte della popolazione e circondato il mondo con un velo letale. Le motivazioni che spingono la protagonista, Brynn, e il suo gruppo di amici, sono quindi molto semplici: determinare la rovina dell’universo e, una volta capita, distruggerla per riportare il mondo al suo stato originale. Nulla di nuovo sotto al sole, ma anche se l’incipit lascia presagire che si tratterà del “solito” action RPG, in realtà muovendo i primi passi in Eternal Strands ci renderemo conto che il titolo realizzato da Yellow Brick Games è ben più profondo di quanto ipotizzato. Ad onor del vero, è bene chiarire fin da subito che la vera profondità sta soprattutto nel combat system, in quanto, pur disponendo di un buon sistema di dialoghi a scelta multipla, l’arco narrativo del titolo è presentato al videogiocatore in un contesto assolutamente lineare, in cui la risposta scelta dall’utente non influenza più di un paio di battute con l’interlocutore. In linea di massima, al netto del nostro alter ego, la versatile maga Brynn, Eternal Strands propone un insieme di personaggi principali presi di peso dal mondo fantasy, come maghi, guerrieri e mercenari, per un totale di almeno quattro comprimari tutti ben caratterizzati e delineati, ciascuno utile alla trama e alla protagonista attraverso un suo modo preciso – sì, anche in termini di crafting ed equipaggiamento.
Passando, quindi, al succo vero e proprio, il gameplay di Eternal Strands è incentrato sull’uso della magia e delle abilità di combattimento di Brynn, in modo da poter dare effetto a combinazioni di attacchi corpo a corpo o con elementi magici, anche mescolati tra loro per ottenere combo devastanti con l’ausilio dell’ambiente circostante. Trattandosi della punta di diamante della produzione, il combat system è presentato nella sua – quasi – interezza fin dalle battute iniziali del titolo, che vedono Brynn recarsi all’area sicura della mappa, che fungerà da hub in cui interagire con gli alleati. Durante questo percorso, l’utente imparerà da subito a poter switchare le modalità di attacco con le armi, spada e arco, e le possibilità di difesa, che vedono la protagonista utilizzare lo scudo o schivare i fendenti nemici. Padroneggiare l’alternanza di queste possibilità inciderà solo in parte nell’ecosistema dei combattimenti, in quanto attraverso un secondo menu radiale avremo la possibilità di cambiare la magia “equipaggiata” in quel momento. Le abilità magiche di Brynn spaziano, infatti, dalla comune telecinesi alla piromanzia e la criogenia, passando per attacchi che sfruttano gli elementi elettrici e di terra. Controllare gli elementi del mondo consente alla maga particolari combinazioni da utilizzare a proprio vantaggio non solo contro i nemici, ma anche nell’ambiente circostante, da impiegare per risolvere semplici puzzle che di tanto in tanto si pareranno dinnanzi alla maga o per facilitare l’esplorazione della mappa. Alcune combinazioni, molto intuitive, vedono la generazione di cristalli di ghiaccio per bloccare i nemici più fastidiosi, concedendoci la possibilità di attaccarli con la spada; con la telecinesi potremo spostare sassi ed esplosivi contro elementi ambientali o nemici. Partendo da questi semplici effetti combinati, il videogiocatore è in un certo senso stimolato a trovare nuove combinazioni e modi intelligenti per ferire gli avversari o esplorare aree altrimenti irraggiungibili, ad esempio creando ponti di ghiaccio, il che risulta particolarmente coinvolgente soprattutto contro le boss fight che consentono a Brynn di assorbire potenziamenti per le proprie skill. Un sistema di progressione molto interessante che, alla fin fine, avrebbe potuto essere anche un pelo più coraggioso.
Un action RPG atipico
A corredo del combat system, Eternal Strands propone un sistema di gioco in perfetto stile action RPG, in cui figurano, come già detto, personaggi secondari che oltre a svolgere un ruolo più o meno centrato sulla trama, aiutano Brynn in termini di crafting e di equipaggiamento, aspetti utili a dare il classico senso di avanzamento per ciò che concerne le abilità e la “carrozzeria” del personaggio controllato. Parliamo della possibilità di migliorare armi e armature attraverso la raccolta di specifici minerali reperiti durante l’esplorazione del gioco, che possono addirittura essere influenzati dai poteri utilizzati per ottenerli. Il numero di “pezzi” di equipaggiamento che Brynn può ottenere è piuttosto generoso, con il risultato di dare all’esplorazione quella marcia in più che, altrimenti, avrebbe spinto il giocatore a non addentrarsi nei meandri delle aree visitate.
Pur trattandosi di un gameplay sostanzialmente collaudato e divertente, con un’ambientazione ricca di misteri e bauli da scoprire, la creatura di Yellow Brick Games non è certo esente da difetti. Ad esempio, alcuni giocatori potrebbero trovare frustrante la curva di apprendimento delle meccaniche di gioco, soprattutto per quanto riguarda l’uso combinato delle abilità magiche e dei menu radiali che non risultano particolarmente intuitivi da utilizzare. Inoltre, la gestione delle risorse magiche può risultare complicata, richiedendo una pianificazione attenta per evitare di rimanere senza mana nei momenti critici. Anche la necessità di dover cambiare l’equipaggiamento nell’accampamento centrale risulta fin troppo vincolante nella sua totalità, rendendo Eternal Strands una sorta di action RPG “a sezioni” piuttosto che un titolo di ampio respiro nonostante la sua linearità. Un altro punto debole è rappresentato dalla varietà dei nemici. Sebbene il gioco offra una buona gamma di avversari, alcuni di essi possono risultare ripetitivi dopo diverse ore di gioco, e le boss fight, una volta individuata la strategia di fondo per attaccare e sopravvivere, non riservano particolari ostacoli seppur godano di alcune trovate interessanti riprese da titoli recenti, come la possibilità di potersi arrampicare su di essi per colpire determinati punti vitali. Questi elementi, seppur comuni a molti altri titoli, potrebbero ridurre l’entusiasmo dei giocatori nel lungo termine.
Dal punto di vista tecnico, Eternal Strands si distingue per un comparto grafico che fa buon uso dei colori e dello stile in simil cel shading. I dettagli degli ambienti e dei personaggi sono curati al punto giusto, con effetti visivi interessanti soprattutto nelle scene di intermezzo, che rendono l’esperienza di gioco ancora più immersiva. Le animazioni sono fluide e gli effetti particellari, pur non precisissime, contribuiscono a creare un mondo credibile e affascinante. L’ottimizzazione del gioco è generalmente buona, con tempi di caricamento ridotti e una fluidità costante anche nelle situazioni più caotiche. Il comparto audio non è da meno, con una colonna sonora evocativa che accompagna perfettamente le diverse fasi del gioco. Gli effetti sonori sono ben realizzati e contribuiscono a creare un’atmosfera coinvolgente, mentre il doppiaggio dei personaggi è di ottimo livello, aggiungendo profondità alla narrazione. Assente, almeno per ora, qualsiasi forma di traduzione in italiano.




