I giochi di carte collezionabili (GCC) stanno vivendo un ottimo periodo ludico, grazie alle loro caratteristiche e peculiarità inimitabili che molti GDR hanno provato a replicare in chiave action. Ma i trading card games (TCG) restano unici, con quel loro fascino da collezione, le numerose regole, l’incredibile pianificazione e strategia richiesta per portare a casa una vittoria e le solite variabili impazzite che incidono sul risultato di un match.

Un problema che affligge il segmento è però quello delle poche idee: al di là della struttura di base, poche produzioni sono state in grado di differenziarsi nel mercato, come gli storici Magic ed Hearthstone e il neonato GWENT, aiutati da un mix vincente di regole, deck ed effetti collaterali. In questo articolo analizziamo un altro titolo desideroso di dare il suo contributo al genere attraverso una formula originalissima: Faeria, realizzato da Abrakam SA, che prova ad imporsi sfruttando i 4 elementi.

Faeria – Recensione

Verde, azzurro, giallo, rosso e arcobaleno

La struttura di gioco di Faeria è molto differente dai comuni TCG, a cominciare dall’assenza dei 3 round, in quanto i match si svolgono con un singolo incontro, che decide il vincitore. I due sfidanti sono all’interno di un’arena esagonale da 31 pezzi, che viene costruita dai giocatori come un puzzle tassello dopo tassello, ed in cui le carte schierate durante il proprio turno si muovono di una unità in una delle 8 direzioni per raggiungere e colpire l’eroe. In sostanza, gli elementi del deck non vanno schierati lungo 2 o 3 linee orizzontali (come ad esempio GWENT), facendosi la guerra tra di loro a distanza, ma possono essere lanciate sul campo di battaglia sopra uno dei tasselli costruiti dal giocatore.

L’obiettivo finale è portare a zero la salute dell’eroe avversario (20 punti) e volendo si può evitare anche di ingaggiare una lotta contro una delle carte nemiche. Viene da sé che se riuscite a costruire un percorso dritto per dritto che parte dal vostro alter ego e finisce al nemico, potrete schierare una carta “in faccia” a quest’ultimo, che avrà il compito di colpirlo ad ogni turno. Questa è l’idea, ma la pratica è un’altra cosa una volta comprese le numerose meccaniche costituiscono il gameplay.

Faeria è un gioco basato sui 4 elementi: erba, acqua, fuoco e terra, identificati con 4 colori. Il tutorial vi porterà a scoprire i 4 mazzi caratterizzanti ciascuno un elemento specifico, ed il deck potrà essere composto da 3 tipologie di carte schierabili per tassello:

  • Tassello comune (carte base che ignorano il tipo di terreno)
  • Tassello caratterizzante (es. carta acqua schierabile solo in tassello acqua)
  • Tassello arcobaleno (una sorta di jolly schierabile ovunque)

Da qui si aprono nuovi elementi di gameplay, perché le carte caratterizzanti sono mediamente più forti di quelle comuni, ma per poter essere schierate richiedono un certo numero di tasselli presenti nell’arena. La costruzione dell’arena è regolata da vincoli specifici, che allungano le tempistiche di un match: ad ogni turno, è possibile scegliere di costruire 2 tasselli comuni oppure uno caratterizzante, o ancora rinunciare alla costruzione dell’arena per pescare una carta extra o acquisire 1 Faeria (le perle utilizzate per schierare le carte).

Arrivati a questo punto avrete capito che Faeria oltre alla componente di puro TCG, con turni e carte da schierare, costringe anche a ragionare molto sulle strategie di costruzione dell’arena, che regolano sia il tempo necessario per raggiungere l’eroe avversario, che le carte da schierare.

Ciascuna carta possiede 4 indicatori: elemento, attacco, difesa e numero di tasselli elementari che devono essere presenti nell’arena. Dai GCC più comuni, Faeria recupera le caratteristiche speciali delle carte, tra cui l’abilità volo, carica e protezione. Non mancano le carte potere (che hanno il compito di potenziare alleati o danneggiare nemici), quelle che modificano la morfologia dell’arena e numerose altre skill speciali che alla costruzione del deck possono far preferire una carta a un’altra.

Dopo tutta la spiegazione si potrebbe pensare – e senza sbagliare del tutto – che la strategia migliore per avere la meglio sul nemico sia quella di costruire ogni turno 2 caselle di terreno comune per avvicinarsi in fretta all’eroe avversario, per poi piazzare un numero sufficiente di tasselli elementari dove schierare le carte più potenti, accerchiando il nemico. Tale strategia sta in piedi, ma non è sempre valida. Non lo è anche grazie al nemico, che proverà ad attuare le sue strategie, limitando la possibilità di costruire vicino a sé, e costringendoci alla difesa: su 31 tasselli complessivi, idealmente solo il 50% potrà essere costruito dall’utente, e non tutti sono utili e funzionali allo scontro allo stesso modo – molto dipende anche dal tipo di deck costruito.

Su ciascuna delle altre 4 punte dell’esagono è presente è una fonte di Faeria che può essere estratta ad ogni turno da una carta adiacente la stessa. Le fonti di Faeria sono un elemento centrale del gameplay, perché un’altra caratteristica del gioco consiste nell’accumulo di potere non utilizzato. In sostanza, se in un turno non avete necessità di consumare Faeria, porete tenervela per quello successivo (così come rinunciare alla creazione di terreno per acquisire una perla in più). L’accumulo di Faeria si rivela una pratica molto importante per schierare le carte più potenti, dunque la conquista di fonti potrebbe consentire un +4 vitale, ad ogni turno, per buttare sul campo di battaglia le carte più potenti o schierare in cascata più elementi del deck. Queste nuove strategie portano a un’altra pianificazione importante di gioco, ovvero la costruzione di una fortezza nei primi turni che assicuri protezione al proprio eroe e alimenti Faeria con la conquista delle 2 fonti più vicine.  

Per single e non…

Tra le caratteristiche che hanno portato Faeria a farsi conoscere così in fretta c’è soprattutto la campagna single player, assente o superficiale in quasi tutti i TCG. Nel titolo Abrakam SA le missioni da affrontare in singolo sono davvero tante, tra cui scontri epici (spesso alla fine di un pacchetto missioni) e puzzle (che spiegano alcune caratteristiche delle carte). Anche gli eroi da sconfiggere sono diversi, ciascuno con una propria peculiarità: chi tende a costruirsi una fortezza a protezione dell’eroe, chi punta ad offendere il più velocemente possibile, chi diventa più forte col passare del tempo grazie a particolari carte abilità di bonus/malus.

Insomma, la battaglia casuale o programmata contro amici o nel multiplayer libero non è, per la prima volta in TCG, il cuore della produzione, ma una semplice opzione. Aggiungiamo, poi, le missioni giornaliere e la scoperta continua di nuove carte, nonché la possibilità di acquisire casse per ampliare i propri deck – ciascuno di massimo 30 elementi. La costruzione di un mazzo segue molto lo stile dei competitor più famoso, con la classica suddivisione verticale degli elementi del deck a destra dello schermo, e il libro delle carte acquisite sulla sinistra – con filtri in base alla rarità e alla tipologia. La costruzione di un deck passa anche dall’upgrade delle carte, utile per tenere al passo i propri elementi preferiti.

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VALUTAZIONE
8,5
Commento finale
Faeria è un gioco di carte collezionabili molto interessante, perché grazie alla creazione dell’arena di combattimento apre a numerosi ragionamenti e strategie. Ad ogni turno dovrete decidere se costruire un tassello che vi porterà più vicino ad un eroe o una fonte di Faeria, oppure risparmiare sul terreno per acquisire una carta extra o una perla di Faeria; optando per il tassello dovrete deciderne la tipologia, prevedendo anche la strategia di attacco e le prossime carte in uscita. Gli elementi dei TCG più comuni ci sono tutti: la numerosità delle carte è importante (da aggiungere alle varie espansioni già uscite) così come la loro caratterizzazione, le variabili impazzite sono interessanti, e le meccaniche di gioco poggiano su una struttura ormai conosciuta ed apprezzata. Faeria poi ci mette altro di suo, volgendo lo sguardo al single player come nessun competitor ha ancora saputo fare.
PRO
Gameplay originale che non rinuncia alla struttura classica dei TCG
Tanta strategia e pianificazione
Carte numerose e ben caratterizzate
Graficamente interessante e sostenibile anche da PC non recenti
CONTRO
In single player i match possono essere studiati tra i vari K.O., perchè la strategia nemica non cambia
Gli scontri possono durare più di 15 minuti

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