Final Fantasy 7 Rebirth è il secondo capitolo della trilogia di remake del leggendario Final Fantasy VII, sviluppato e pubblicato da Square Enix. Rebirth continua la storia iniziata con Final Fantasy VII Remake, portando i giocatori oltre i confini della città di Midgar, seguendo una narrazione non completamente fedele all’opera originale, aspetto che ha fatto storcere il naso tanto ai nostalgici quanto a chi avrebbe desiderato apprezzare appieno, ma in chiave moderna, uno tra gli archi narrativi più riusciti dell’intera serie. È innegabile, comunque, come il team di sviluppo guidato da Tetsuya Nomura e Yoshinori Kitase, abbia lavorato duramente per mantenere l’essenza del gioco originale, introducendo al contempo nuove meccaniche e miglioramenti grafici che a distanza di circa un anno dalla pubblicazione su console arrivano finalmente anche su PC. Chi ha atteso con grandi aspettative, può finalmente tirare un sospiro di sollievo: Rebirth su PC non delude, anzi, sprigiona un comparto grafico ed una giocabilità per molti versi superiore alla controparte console, purchè, come sempre, si rispettino i requisiti hardware.
Final Fantasy 7 Rebirth – Recensione PC
Dove eravamo rimasti
Final Fantasy 7 Rebirth si svolge in un mondo vasto e variegato, che i giocatori possono esplorare liberamente. Dopo essere fuggiti da Midgar, Cloud e i suoi compagni si trovano a viaggiare attraverso regioni diverse, ognuna con le sue peculiarità. Dalle verdi pianure delle Grasslands alle maestose guglie di Cosmo Canyon, ogni area offre nuove sfide e segreti da scoprire, all’interno di un ecosistema credibile, profondo ed altamente stratificato. Il gameplay combina azione in tempo reale con comandi strategici basati su menu, offrendo un’esperienza di combattimento dinamica e coinvolgente, che sempre più tende la mano all’azione sfrenata e alla combinazione di abilità che coinvolge non solo il protagonista, ma anche i suoi compagni di avventura. Queste nuove abilità sinergiche permettono ai membri del team di unire le forze in attacchi spettacolari ed efficaci, restituendo maggiormente la sensazione di vivere l’avventura assieme al gruppo.
Spazio a mouse e tastiera
Anche se la versione PC arriva a distanza di circa un anno, vale la pena specificare che non c’è stato un vero e proprio bug fixing del codice o della gestione di alcune questioni di gameplay, quanto un adattamento della versione più recente. Ciò significa che i difetti principali della controparte console, come ad esempio la gestione della telecamera nei momenti più concitati dei combattimenti, sono ancora presenti anche su PC, con l’aggiunta di migliorie ma anche di nuovi possibili problemi o inconsistenze tipiche della piattaforma. Primo su tutti, Final Fantasy 7 Rebirth per PC richiede un comparto hardware di un certo livello. Parliamo di dover montare sul proprio sistema almeno una NVIDIA Geforce RTX 4070 (o equivalente AMD Radeon) per poter godere dell’esperienza con almeno un preset grafico tendente all’alto, aspetto che, personalmente, ritengo fondamentale vista l’accuratezza, il livello di dettagli e la qualità della mappa proposta. Per raggiungere i 60 FPS alla massima risoluzione, i requisiti hardware salgono ulteriormente, ma almeno in tal senso non mi toglierei il sonno: giocare ai massimi dettagli con una risoluzione Full HD o QHD va già benissimo, e a meno di non pretendere la perfezione (il più delle volte impercettibile) potreste fermarvi a questo livello.
Come avviene per gran parte dei porting su PC, anche Square Enix ha pensato bene di aggiungere alla build una serie di possibilità per customizzare la resa grafica del gioco. In buona sostanza non manca nessun settaggio che ci si aspetterebbe di trovare in un gioco del genere, restituendo una profondità di personalizzazione che non lascia insoddisfatti. Troviamo anche la piena compatibilità con Steam Deck, sicuramente centrale nell’economia di un titolo del genere, e vari preset dedicati agli effetti e al caricamento delle texture, con relativa qualità. A patto di possedere un sistema hardware per pareggiare le prestazioni delle console, il risultato finale dal punto di vista tecnico non avrà nemmeno bisogno di grossi paragoni: Final Fantasy 7 Rebirth è decisamente un capolavoro che lascia a bocca aperta. Il colpo d’occhio è spesso devastante, con ambientazioni e contesti che sembrano quasi fatti apposta per sbalordire. Gli effetti di luce e le texture sono di altissima qualità, ed anche rendendo ogni scena visivamente impressionante. Anche il comparto audio è eccellente, con una colonna sonora orchestrale che accompagna perfettamente le varie fasi del gioco. Le voci dei personaggi sono ben interpretate, aggiungendo profondità emotiva alla narrazione. Insomma, la qualità del titolo non viene certo inalterata da questa versione PC che, al contrario, oltre a proporre un comparto grafico leggermente migliore, consente una scalabilità ovviamente maggiore.



