Tralasciando l’ottimo remake della settima iterazione della serie, sono passati ben 7 anni dall’uscita dell’ultimo capitolo del filone principale di Final Fantasy, saga tra le più storiche ed amate del panorama videoludico. Se già il titolo del 2016 aveva creato delle spaccature tra i fan con le sue novità, Final Fantasy XVI è destinato a dividere le opinioni con una forza ancora maggiore, perché porta con sé delle idee di sviluppo che segnano una forte spaccatura con il gameplay del passato, rinunciando a qualche elemento ruolistico per lasciare spazio ad azione e dinamismo.

Final Fantasy XVI – Recensione

Un flusso continuo di emozioni e fendenti

Il cuore pulsante dell’avventura resta la storia, come da tradizione della serie, e da questo punto di vista Final Fantasy XVI riuscirà a stupire anche i più scettici. Anche se per la verità nessun titolo della saga ha mai sottovalutato la narrativa, in quest’ultimo capitolo è evidente il gran lavoro svolto dagli sceneggiatori, capaci di imbastire una storia ricca di colpi di scena e recitata da personaggi profondi e ben caratterizzati. Il quadro che compone per intero la storia raccontata in FFXVI ha tratti super delineati, che vanno dalla presentazione meticolosa delle varie fazioni, alle varie sotto-trame ricamate per reggere l’impianto narrativo principale e la sua credibilità. Il mix imbastito dal team di Naoki Yoshida è un avvincente copione che pesca a piene mani tanto dal passato della serie quanto dai romanzi fantasy più moderni, che ci vedranno perlustrare in lungo e in largo il mondo di Valisthea e le intenzioni e peculiarità di ben 5 Regni, il tutto vissuto dalla storia e dalle abilità di Clive Rosfield, un personaggio destinato a rimanere nella memoria dei fan della serie per molto tempo, guidato sia da intenzioni personali che da quei tratti tipici degli eroi di Final Fantasy, come tenacia e coraggio, al fine di riportare il mondo ad una condizione più sostenibile e libera dalla minaccia incombente. L’influenza dei più recenti racconti bellici di stampo fantasy come i romanzi di R.R. Martin risulta ben evidente in questo Final Fantasy XVI, con le dovute differenze di termini ed atmosfere. Anche qui ritroviamo l’alleanza tra le casate, il braccio destro di un Imperatore, e persino la trasposizione del rapporto tra un drago e un umano, qui riproposto nel legame tra Eikon e Dominante, elementi che finiscono per dare al racconto una luce più cupa e seriosa rispetto al passato, anche se non mancheranno i tipici riflessi adolescenziali della serie.

Come può, allora, un titolo così curato dal punto di vista narrativo, dividere il cuore dei fan della serie? Chi ha giocato la demo di Final Fantasy XVI se ne sarà fatto già un’idea ben precisa, perché le perplessità dei più vengono direttamente dal gameplay, che segna un forte taglio col passato. Un po’ come già visto in Final Fantasy VII Remake, le meccaniche di ruolo lasciano spazio ad un combat system molto più frenetico e ricco di fendenti, con una difficoltà iniziale tarata verso il basso che va a promuovere il racconto della storia. In questo nuovo capitolo, infatti, è evidente la volontà dei designer di lasciare quanto più spazio possibile al racconto, limitando in maniera drastica l’impegno necessario a completare i combattimenti e al vestire il personaggio con un certo tipo di equipaggiamento. Siamo quindi costretti a dimenticare alcuni canoni della serie, a non ragionare più per alterazioni di stato e a non dedicare troppo tempo alla scelta del set da indossare, perché il tutto si riduce a bonus incorniciati in un sistema di alterazione molto semplice ed intuitivo, così come il ramo di abilità, praticamente immediato e poco incline alla personalizzazione ed alla flessibilità.

La gestione delle armi e delle evocazioni (in questo capitolo inserite nell’ottica degli Eikon) è anch’essa piuttosto intuitiva, ma pur sposando un po’ più di libertà nella scelta dell’approccio tramite l’abilitazione di un talento specifico, questo risvolto tattico viene meno in virtù della semplicità dei combattimenti e della barra del limit break, tramite cui attaccare per colpi speciali e consecutivi. Anche il party ha subito un certo taglio rispetto al passato, con un gruppo a composizione automatica e dinamica che in base alle missioni vedrà l’aggiunta di un certo personaggio a discapito di un altro, in un sistema che terrà fedelmente accanto a Clive il solo Torgal, un versatile lupo molto efficace sia in termini di supporto che di attacco.

Non solo azione

Volgendo lo sguardo fuori dall’area di combattimento, Final Fantasy XVI promuove una progressione narrativa piuttosto lineare, attraverso un level design che intende premiare il racconto della storia, limitando drasticamente l’esplorazione un po’ come visto in FFXVII Remake. Rispetto a Final Fantasy XV, che già all’epoca segnava un punto di svolta per la serie, in questo nuovo capitolo l’esplorazione appare assai più vincolata e guidata, ed anche i dungeon risultano lineari e standardizzati in fatto di design. Per via di queste semplificazioni, chi ha etichettato Final Fantasy XVI come un “film interattivo” non sbaglia poi molto, anche in virtù dei numerosi QTE presenti durante i combattimenti e che servono a far progredire le varie scene di intermezzo che raccontano la storia.

Tutto ciò è però inteso in accezione positiva, perché non si può sminuire l’intrattenimento che il titolo Square-Enix può regalare, considerando che, al netto di contenuti pensati per circa 70 ore, la sola storyline si porterà a termine per circa la metà del tempo. L’esplorazione, incentivata perlopiù dalle missioni di caccia e dalla presenza di forzieri, è supportata da una mappa non esageratamente grande e che non invita particolarmente ad andare alla ricerca di segreti o di punti di interesse, anche grazie all’ottimo lavoro in termini di segnaletica che guida l’utente verso i punti da raggiungere per progredire in una qualsiasi missione. Una volta terminata l’avventura non resterà altro che attivare la Final Fantasy Mode, una nuova modalità di sfida, chiaramente più alta della prima, tramite cui ricominciare la storia di Final Fantasy XVI mantenendo la progressione di Clive.

Dal punto di vista tecnico, Final Fantasy XVI arriva in perfetta forma, privo di difetti grossolani, ben ottimizzato e dotato di comparto audio-grafico al top. Ogni panorama della mappa è in grado di regalare sensazioni uniche grazie al mix di effetti di illuminazione e all’elevato dettaglio complessivo con cui è realizzata l’opera. Il fiore all’occhiello della produzione rimane il carattere delle scene di intermezzo che raccontano la storia e spettacolarizza i combattimenti, il tutto supportato da un doppiaggio in lingua italiana di buon livello e da una soundtrack evocativa. I già citati QTE, seppur presenti in modo massiccio, riescono ad enfatizzare al meglio le fasi più concitate, aumentando il coinvolgimento e l’attenzione dell’utente nei confronti della storia: tecnicamente, il risultato finale è superbo ed invidiabile.