I giochi di carte hanno sempre un ruolo di primo piano nel vasto database videoludico di Steam, tanto che negli ultimi anni questo genere, inizialmente inteso come “di nicchia” visto i pochi interessati e le peculiari dinamiche di gameplay, ha avuto delle interessantissime evoluzioni, grazie all’introduzione di disparate meccaniche, dall’ambito gestionale al roguelike, passando per l’action  e toccando il ruolistico. Foretales, l’ultima opera di Alkemi, team di appena 5 persone, prova a mescolare nuovamente le carte – è proprio il caso di dirlo – proponendo un TCG ricco di elementi interessanti e di un gameplay decisamente non convenzionale.

Foretales – Recensione

Gira la carta e plasma il tuo destino

La prima novità per il genere proposta da Foretales riguarda la storia: pur trattandosi di un gioco di carte, il titolo Alkemi presenta un copione in piena regola, un arco narrativo fatto di personaggi principali e comprimari, colpi di scena e lore da sviscerare. Le vicende raccontano la storia del regno di Isenburg attraverso l’avventura di Volepain, un abile ladro di paese che vive alla giornata grazie alle proprie abilità di sopravvivenza ed una buona dose di fortuna. Fiutando un possibile affare, l’amico Leo porta Volepain a conoscere una persona in grado di proporgli una collaborazione in grado di togliere i due dalla strada, ma ben presto la coppia si ritroverà a dover recuperare uno strano strumento musicale dalla lussuosa villa di Lady Katell. Dopo aver ottenuto l’artefatto scansando le guardie e superando un labirintico giardino, Leo verrà catturato ed imprigionato dalle guardie delle città, mentre Volepain si renderà conto di avere tra le mani un oggetto ben più potente di uno strumento musicale, capace di rivelare i macabri e violenti avvenimenti del prossimo futuro.

Grazie a questo strano strumento, il ladro avrà quindi l’occasione di cambiare il destino del Regno, prevenendo l’accadimento degli eventi più disastrosi grazie a scelte oculate. Queste decisioni saranno ovviamente ribaltate sulle spalle del videogiocatore, che avrà la possibilità di scegliere l’ordine con cui affrontare le missioni, cercando di sventare il pericolo imminente ma rischiando di perdere, nel mentre, strade alternative ed opportunità interessanti.

La scelta di avviare o meno una certa missione a discapito di un’altra dipenderà dal numero di quest residue prima che un certo evento negativo, il doom, si verifichi, consentendo all’utente di decidere con calma, attraverso una semplice mappa, cosa sacrificare e dove concentrare le proprie energie. Insomma, attraverso un buon gruppo di carte, Foretales mette davanti a noi il più classico dei copioni non lineari, da comporre attraverso le scelte effettuate durante la campagna, ed aumentando di conseguenza il fattore rigiocabilità.

Non soltanto una mano fortunata

Come detto in precedenza, intraprendere una certa strada a discapito di un’altra andrà di conseguenza a precludere l’avvenimento di un dato evento, e dunque di altre missioni. A parte gli ovvi risvolti narrativi costituiti da queste scelte, a livello di gameplay ciò si traduce nella possibilità (o meno) di acquisire determinate carte, abilità e persino possibili alleati. Nonostante una curva di apprendimento dolce ed equilibrata, guidata da un tutorial piuttosto esaustivo lungo una prima missione pilota, la struttura di gioco di Foretales si dimostra piuttosto articolata, e lo sarà anche per i navigati del genere. Il classico deck di carte qui è sostituito dalle abilità dei personaggi. All’inizio dell’avventura, il ladruncolo Volepain è ad esempio in grado di borseggiare, distrarre o persino fare pena al prossimo, mentre Leo, più forzuto, può essere usato per colpire dalla distanza, rinvigorire il proprio spirito o fiutare opportunità nell’area. In attesa di rimpolpare il deck di altre abilità ottenute tramite missioni principali ed obiettivi secondari, l’utente potrà avvelarsi anche di carte speciali guadagnate durante la missione, come pugnali, kit di scassinamento, dicerie di zona, erbe medicinali e tanto altro. Nella maggior parte dei casi queste card saranno usabili solo un paio di volte in ciascuna regione che caratterizza una missione, differenziandosi dal deck di abilità che, al contrario, potrà essere parzialmente ricaricato dopo un buon riposo.

L’avanzamento di una missione è scandito in regioni (tipicamente 3) ovvero le aree da portare a terminare per concludere una quest. Il walkthrough di ciascuna regione è però non lineare, lasciando all’utente carta bianca riguardo il come e dove avanzare. In ciascun turno avremo infatti la possibilità di scegliere tra almeno tre vie, ciascuna usabile attraverso una carta abilità o speciale. A seconda della card scelta per avanzare, otterremo un risultato diverso: ad esempio, borseggiare un mercante potrebbe farci guadagnare oro facilmente, ma anche attirare una truppa di nemici; usare un kit per serrature si renderà utile per infiltrarsi silenziosamente in una certa stanza; sfruttare il fiuto di Leo in una viuzza consentirà ai due di scorgere un nuovo NPC.  Moltiplicando ciascuna strada per tutte le carte a disposizione, capite bene che il numero di opzioni in mano all’utente risulta decisamente alto, consentendoci di decidere in modo assolutamente arbitrario l’avanzamento della missione, tenendo però conto che, a meno di non riposare, le abilità dei personaggi – così come la salute di ciascuno – non potranno essere ricaricate prima della fine della quest. La difficoltà intrinseca di tali meccaniche di gioco sta quindi nell’abilità di gestione delle risorse da parte dell’utente, che da una parte dovrà utilizzare le skill dei personaggi per esplorare l’area e racimolare qualche oggetto, e dall’altra dovrà utilizzare gli stessi item per avanzare nella storia principale senza troppi spargimenti di sangue.

Battaglie all’ultimo…punto morale

Anche se spesso e volentieri Foretales metterà a disposizione una strada pacifica per risolvere gli inevitabili conflitti che nasceranno con gli altri NPC, in alcuni frangenti sarà necessario sfoderare le armi per avere la meglio nei confronti di guardie e furfanti. In questa occasione, il titolo Alkemi tira fuori interessanti meccaniche di gestione dei combattimenti, che da una parte ci consentono di corrompere, intimorire o impietosire gli opponenti, e dall’altra sfrutta il più classico dei combattimenti tra carte per stabilire chi avrà la meglio. In questo caso, però, sarà sufficiente portare a zero il morale degli avversari per superare l’ostacolo, evitando ulteriori spargimenti di sangue. Ciò sarà possibile non soltanto con le carte abilità o speciali sopracitate, ma anche attraverso quattro card altrettanto importanti: il cibo (rappresentato dalle mele), la fama, il disonore e l’imprescindibile, vile, denaro. Azzerare il morale con monete sonanti o con conversazioni persuasive sarà spesso la soluzione migliore, ma in qualunque momento sarà possibile attivare la battaglia più classica, fatta di punti salute, stordimenti e consumabili, principalmente utili per non sprecare oro o carte reputazione.

In un gioco di favori, opportunità, compromessi e corruzioni, in cui le carte location – consultabili in qualunque momento –  iterano in circolo ma il risultato può sempre cambiare, Alkemi ha trovato anche la giusta miscela di design tramite cui caratterizzare il proprio titolo. Il mondo di Isenburg è calato in un classico contesto di animali antromorfi che cerca di rispettare gli stereotipi delle fiabe. Ad esempio, il nostro abile ladro Volepain assume le sembianze di una gazza, Leo quello di una tigre e via di seguito tutti gli altri personaggi conosciuti lungo l’arco narrativo, come un maiale per mercante, un toro di guardia, un serpente usato come viscido doppiogiochista e via di seguito. Il mix di personaggi ben riusciti è sorretto da un comparto tecnico altrettanto pregevole, seppur semplice nel concept e nella realizzazione. Se da una parte la storia, nei suoi risvolti più importanti, viene raccontata da scene animate e doppiate, la maggior parte della narrazione avviene per mezzo di fumetti e suoni, il tutto calato in un contesto cartoon molto colorato e sempre accompagnato da motivetti calzanti. Per noi del Belpaese, il vero compromesso per godere di un titolo così curato risulta essere l’assenza della traduzione in lingua italiana, anche se la storia viene raccontata con parole e concetti in inglese piuttosto semplici.

Ulteriori informazioni

Per rimanere aggiornato sulle ultime novità, continua a seguire la rete Social di Nextgentech.it, tramite la pagina Facebook.

CONDIVIDI SU:Share on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter

VALUTAZIONE
7,5
Commento finale
Foretales è il classico titolo indie che non si fatica ad etichettare come “perla del genere”, con un potenziale in grado di spodestare i giochi di carte collezionabili più in voga. Ambientato in uno scenario pittoresco e colorato, il gioco Alkemi trova nella progressione non lineare la sua prima arma vincente, seguita da un gameplay stratificato e profondo, che lascia all’utente una miriade di possibilità alternative ad ogni mano giocata, dove, pur contando su un minimo di variabili aleatorie, la differenza la fanno soprattutto strategia, panificazione e gestione delle risorse.
PRO
Gameplay profondo e stratificato
Walkthrough altamente personalizzabili
CONTRO
Non molto difficile