Personalmente ritengo che il lavoro di Spiders sia sempre stato rilevante e commisurato al budget a disposizione. Tutti i titoli del team francese, supportato da Focus Home Interactive per la pubblicazione, sono contraddistinti da un’impronta action RPG volutamente classica e che strizza l’occhio agli amanti del genere, e di conseguenza in grado di proporre un sistema di crescita del personaggio interessante tanto dal punto di vista delle abilità, quanto sotto il profilo umano – ricordando Bound by Flame, con tanto di mutazioni estetiche del protagonista in base alle scelte morali.

Tuttavia si sa, il mondo dei videogiochi non perdona e in un settore così affollato come quello degli action RPG in cui gareggiano tripla A con molte più risorse a disposizione, alcune produzioni non riescono ad ottenere grandi riscontri anche a causa di limitazioni e imprecisioni tecniche che si faticano a perdonare. È il caso, appunto, dei titoli sotto l’ala Spiders, mai perfetti sotto il profilo tecnico e un po’ approssimativi in termini di gameplay, nonostante l’esperienza di gioco, nel complesso, sia sempre stata di buon livello. Con GreedFall, il team di sviluppo francese vuole continuare il proprio ciclo di miglioramento, puntando finalmente a una media review più alta. Per riuscirci, ha messo sul tavolo carte da non sottovalutare e che in parte rompono col passato.

GreedFall – Recensione

Con le migliori intenzioni

Uno degli elementi su cui Spiders ha cercato di migliorare è la narrazione, del tutto piatta ed anonima in Mars: War Logs, e via via curata ed approfondita con le ultime produzioni. Il ciclo di miglioramento continuo ci ha portato allo svisceramento di un copione davvero interessante per GreedFall, per il quale sono stati fatti approfondimenti e studi storici al fine di rappresentare al meglio l’epoca, le organizzazioni e gli attori coinvolti. Il videogiocatore viene catapultato nel 17esimo secolo sull’isola di Teer Frade con il ruolo di mediatore tuttofare tra i colonizzatori che intendono spartirsi l’isola. Da qui cominciano ad intrecciarsi filoni politici, economici, culturali e addirittura religiosi tra le varie parti in causa, e nel cui fuoco incrociato dovrà destreggiarsi il protagonista, più o meno diplomaticamente a seconda dei casi.

Il calderone è molto interessante, soprattutto perché Spiders ha cercato di rappresentare ogni figura nel modo più preciso possibile, tanto dal punto di vista estetico, quanto a riguardo degli interessi personali di ciascuna parte in causa. Costumi, equipaggiamento, dialettica e intenzioni rispecchiano ciò che ci si aspetterebbe da un tripla A, evidenziando sotto ogni punto di vista le differenze tra nobili, militari, commercianti e persino i nativi dell’isola, la figura più fuori dal coro. Mentre le litigate si materializzano ed evolvono ad un livello superiore, e più veloce, un altro filone narrativo fa da sfondo alle vicende dei conquistatori: la diffusione della Malicore, una malattia per la quale non è stata trovata ancora alcuna cura.

Armi e lingua lunga

Il sistema di combattimento allestito in GreedFall è molto simile a quello utilizzato per i titoli precedenti, basato su un mix di attacchi con armi e poteri magici. Le combo utilizzabili durante gli scontri sono basilari: tre modalità di attacco (colpo veloce, potente e speciale) e due difensive (parata e schivata). L’equipaggiamento accoglie un po’ tutte le armi dell’epoca, spaziando anche tra armi a corto e lungo raggio. I combattimenti si sviluppano più o meno con la solita strategia del “colpisci e allontanati” assimilando le caratteristiche dei nemici fintanto che il livello del personaggio non consentirà al videogiocatore di affrontare gli scontri a viso aperto, lasciando da parte la strategia.

Un elemento di rottura col passato è invece la presenza del party, che allontana il protagonista di GreedFall dalle escursioni degli eroi solitari dei precedenti titoli di Spiders. Il party apre a tutte quelle possibilità di gioco tipiche dei ruolistici più puri, con tanto di dialoghi dedicati ad approfondire il profilo caratteriale di ogni personaggio secondario. Spendere un po’ di tempo col proprio team, lontani dalla storyline principale, significa aprirsi nuove opportunità secondarie come le quest “on demand” dei comprimari, sbloccate solo dopo determinati dialoghi. GreedFall sposa quindi l’idea di un team da conoscere e di cui migliorare la coesione come espediente per aumentare la longevità, ma lo fa in modo pulito, senza vere e proprie quest filler o di raccolta, solitamente ripetitive e inutili. Oltre all’aspetto puramente sociale e narrativo, il party porta in dote anche un cambiamento importante per il combat system, che ora gode della pausa tattica per poter impartire ordini più precisi in tempo reale, utile non solo agli amanti della pianificazione e della strategia, ma anche a chi trova il sistema di combattimento un po’ scomodo.

Il mediatore spadaccino

L’introduzione del party e della pausa tattica fa di GreedFall una produzione “più ruolistica” delle altre opere Spiders, e ciò lo si nota anche sotto altri punti di vista. Ad esempio, ingaggiare un combattimento non sarà sempre l’unica opzione, né quella sicuramente più conveniente. In quanto mediatore, il personaggio potrà anche contare su una buona dialettica che, in base alla volontà dell’utente, sfrutterà eloquenza, persuasione e minacce per convincere gli altri a farsi da parte. Questo aspetto lascia intendere che anche il sistema di progressione deve essere all’altezza per poter supportare tutte le possibilità lasciate al videogiocatore, ed infatti lo skill tree di GreedFall appare più profondo e facile da gestire che in passato, anche se concede un po’ troppe concessioni per via della possibilità di ri-assegnare tutti i punti abilità in qualsiasi momento. Da questo punto di vista, il consiglio che mi sento di dare a tutti è di trascurare questa possibilità, e assegnare i punti di crescita in base alle valutazioni del momento: la difficoltà del titolo non è così alta da sentire di aver commesso un errore clamoroso, e c’è sempre un modo per uscire vivi da qualsiasi situazione. Detto ciò, sulla carta è tutto abbastanza chiaro: potremo ripartire i punti esperienza nei rami degli attributi (fisici, come forza ed energia), delle abilità (skill classiche) e dei talenti (miglioramenti passivi che permettono di sfruttare meglio crafting, magie e item).

Poter contare su un albero di progressione così ricco permette al videogiocatore di specializzarsi nell’ambito in cui è più portato, nonché sulle abilità che ritiene più importanti. Da non sottovalutare i risvolti legati all’equipaggiamento, perché armi e armature seguono sia caratteristiche fisiche (ad esempio un determinato livello di forza o agilità) che legate al crafting (per creazione e/o personalizzazione di equipaggiamento). Tutto ciò che ruota attorno al sistema di modifica di armi e armature ha un grosso ruolo nell’economia del gioco, perché andare in giro con equipaggiamento di un certo livello potrà facilitare alcuni scontri in maniera determinante, ma per ottenere le risorse necessarie sarà richiesto mercanteggiare ed esplorare un po’ più a fondo.

Pur mantenendo un evidente distacco grafico dalle IP più ricche, è innegabile come anche sotto il profilo tecnico e realizzativo GreedFall rappresenti un grosso passo in avanti per Spiders. I difetti principali sono imputabili soprattutto alle animazioni legate al combattimento e allo scarso impegno nel doppiaggio, ma non ci possiamo lamentare per quanto riguarda il level design, la cura per le location e la qualità generale delle texture. Rispetto alle vecchie produzioni del team di sviluppo, stavolta il colpo d’occhio c’è, ed è dovuto principalmente a un maggior numero di oggetti su schermo; anche un semplice giro di esplorazione della città o delle aree limitrofe fa trasparire una certa cura per i dettagli che in passato è venuta meno. Analogamente, i comprimari risultano ben caratterizzati esteticamente, senza dimenticare che stavolta il tutto viene contestualizzato con precisi elementi e richiami storici.

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VALUTAZIONE
8,0
Commento finale
Partendo da una prospettiva di basso livello dall’interno delle opere Spiders, GreedFall incarna alla perfezione l’idea del miglioramento continuo, dell’attenzione per i feedback degli utenti e della volontà di continuare a trovare soluzioni ai problemi. Ma anche da una visione più ampia il titolo si conferma un action RPG di buon livello, che innegabilmente riesce a proporre una storia coinvolgente e ricca di possibilità, da affrontare un po’ come si vuole grazie alle molteplici strade lasciate al videogiocatore. Inaspettatamente più ruolistico che in passato, curato, piacevole, coinvolgente.
PRO
Trama completa e ben raccontata
Party e pausa tattica rappresentano ottime introduzioni
Level design interessante
CONTRO
Animazioni imprecise che danneggiano il combat system

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