Il 2022 sarà l’anno più importante in termini di cambio generazionale, con un recente passato che non ha visto l’approdo sulle nuove console di veri e propri titoli “nextgen”. Questa storica finestra di transizione coincide per Codemasters anche con un passaggio di consegne in termini di publishing dell’ultimo capitolo della fortunata saga GRID, oggi supportata dalle larghe spalle di Electronic Arts. E così, tra i primi colpi di nuova generazione siamo pronti ad accogliere GRID Legends, un titolo che da un lato rappresenta la naturale iterazione attesa dall’ultima uscita, e dall’altro costituisce una sorta di reboot in termini di gameplay e contenuti, dettati anche dall’esperienza e dalla visione del colosso produttore californiano.

GRID Legends – Recensione

Chi la dura la vince

Con il supporto di Electronic Arts, Codemasters rilancia la saga GRID proponendo un titolo molto più libero da vincoli rispetto al passato, abbandonando, di fatto, la volontà di tenere la serie in quel gameplay “di mezzo” che gli permetteva di sopravvivere accanto a simulativi ed arcade. La parola chiave di questa nuova iterazione è “vincere” e portare a casa la gara a costo di farsi qualche nemico, tanto da poter contare su un Nemesis System più evoluto e profondo di quanto visto nel titolo del 2019. Spostando il focus di ogni gara sulla vittoria anziché sulla tecnica di guida, GRID Legends spinge ciascun videogiocatore a sfruttare ogni mezzo per terminare in prima posizione, dalle manovre sporche ai tagli in curva, senza necessariamente badare allo stile e, soprattutto, senza preoccuparsi di “prendere bene” una traiettoria o studiare l’approccio ideale da tenere in gara una volta entrati nell’abitacolo.

L’inclinazione data al capitolo da Codemasters vuole essere di ampio respiro, al punto da concedere qualche errore di approssimazione nel caso in cui si decida di scendere nel circuito con un approccio super offensivo (senza dimenticare che avremo sempre la possibilità di sfruttare il replay per rimediare agli errori più grossolani). Per questo, anche la fisica delle auto è stata ribilanciata in favore della spettacolarità, spostando di conseguenza la prospettiva di come vengono gestiti urti, danni e collisioni. La notizia positiva di questa nuova gestione sta nella caratterizzazione delle diverse tipologie di veicoli, che in questo capitolo è stata decisamente raffinata. Rispetto all’edizione 2019, infatti, il feedback ottenuto tra le auto varierà sensibilmente, restituendo al videogiocatore un’esperienza di guida molto più variegata, che obbligherà ad un naturale periodo di adattamento ogni volta che si deciderà di cambiare tipo di veicolo.

Ventate di novità

L’ottima varietà dell’esperienza di guida che contraddistingue GRID Legends trova come suo naturale alleato l’ampia gamma di veicoli a disposizione dell’utente. Come anticipavo in apertura, questo nuovo capitolo della serie verrà ricordato anche come uno dei più riusciti in fatto di contenuti, potendo contare su un gran numero di auto, circuiti, modalità di gioco e sfide. Queste ultime, oltre a rappresentare una più che giusta variante alla carriera, consentono di approfondire il feeling con diverse classi di veicoli, passando dalla guida di un truck difficile da gestire all’abitacolo di una leggera auto sportiva, fino ad una rampante vettura dal cuore elettrico.

Anche la modalità carriera, tanto a cuore ad EA, è stata puntellata di novità, anche se in questo primo approccio non convince appieno. La storia (Driven to Glory) prende spunto dalla serie Netflix dedicata alla Formula 1 (Drive to Survive) e viene infatti raccontata tramite scene registrate con attori reali, allo scopo di aumentare il coinvolgimento e proporre qualcosa di relativamente nuovo per il panorama videoludico, oltre che, di conseguenza, per il segmento dei racing. Un esperimento molto interessante sulla carta, che in GRID Legends non soddisfa appieno, vuoi perché le scenette risultano un po’ forzate in termini recitativi, vuoi perché danno l’impressione di trovarsi di fronte ai classici contenuti extra dei “making of” piuttosto che ad elementi realmente integrati con gli eventi. Il risultato sarebbe stato diverso se gli sceneggiatori, oltre a costruire un contesto tutto sommato interessante e completo, avessero concentrato gli sforzi anche nell’adagiare la storia al giocato, elementi che rimangono quasi sempre distinti e distanti nell’arco dell’avventura, mantenendo un certo distacco tra la storia e le gare, come se fossero parte di 2 giochi diversi. Al netto di questa rivisitazione artistica poco riuscita, in termini di gameplay la modalità storia di GRID Legends scorre sui binari classici del genere, che vede l’alter ego dell’utente farsi strada nell’affollato mondo delle corse, contando su meccaniche gestionali semplici ma efficaci.

Passando al lato tecnico, il racing Codemasters conferma le proprie qualità, ma senza sfruttare le potenzialità delle nuove console. GRID Legends non è, in sostanza, il gioco che candiderete al premio di miglior grafica, ma l’impatto visivo rimane importante grazie agli ottimi effetti climatici, l’illuminazione dinamica e la cura maniacale con cui sono state realizzate le vetture. Anche l’ottimizzazione del gioco non lascia spazio a lamentele, sia per ciò che concerne la grafica (il titolo rimane fluido in ogni circostanza) che in termini di netcode.

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VALUTAZIONE
8
Commento finale
GRID Legends si presenta al grande pubblico come un titolo più accessibile, con l’intenzione di accogliere sotto il proprio brand la fetta di utenza fedele alle esperienze arcade, pur rischiando al tempo stesso di allontanare parte degli affezionati al titolo. La collaborazione con EA ha però permesso agli sviluppatori di ampliare notevolmente i propri orizzonti, investendo tempo e risorse in elementi fin qui mai così completi, dalle modalità di gioco ai contenuti extra carriera.
PRO
Tanti nuovi contenuti e modalità di gioco
Tecnicamente solido e gradevole
CONTRO
Carriera in "modalità serie tv" poco convincente
Il gameplay più sportivo potrebbe scontentare qualche fan

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