Il brand GRID by Codemasters è uno dei più longevi tra i racing game delle ultime generazioni videoludiche, pertanto era lecito aspettarsi un reboot prima o poi per rinfrescare la proposta e prepararsi al prossimo futuro con uno sguardo più ottimista. Nel corso del tempo, infatti, GRID ha avuto tanti concorrenti ben più attrezzati e con le spalle larghissime, e il fatto di doversi confrontare anche con esclusive Sony e Microsoft non ha reso semplice l’ascesa della produzione britannica, che pure è riuscita a ritagliarsi una fetta di fan piuttosto corposa. Ma chi non demorde ha sempre una marcia in più, e nonostante PS4 e Xbox One siano ormai al capolinea, per GRID comincia un nuovo inizio, programmato per essere più accessibile e duraturo.

GRID – Recensione

Lo sconosciuto della GRID World Series

La carriera di GRID è strutturata in modo da essere accessibile a tutti sin dall’inizio, nascondendo in parte la scoperta progressiva di elementi di gioco. Gli eventi disponibili nella modalità sono infatti categorizzati per tipo di veicolo, e per poter sbloccare nuove sfide è necessario partecipare a quelle attuali, anche senza raggiungere la top 3. La richiesta all’utente è quindi chiara da subito: GRID non impone dal primo giro abilità di alto livello: per esplorare gran parte dell’offerta basta solo scoprirla, giocare e divertirsi, magari riprovando le sfide più in là nel tempo, dopo aver racimolato un po’ più di esperienza. In quest’ottica inquadriamo anche la disponibilità a costo zero di quasi tutte le vetture necessarie per partecipare agli eventi, anziché costringere l’utente a racimolare punti esperienza o denaro per l’ottenimento dei veicoli.

Tuttavia, i piloti in carriera avranno un unico grande obiettivo, ovvero partecipare alla GRID World Series, evento raggiungibile solo dopo aver gareggiato in un evento per un buon numero di volte. Sostanzialmente, per accedere alla fase finale bisognerà aver partecipato prima a 10 gare dello stesso evento, e poi aver portato a casa lo showdown relativo (una corsa finale dedicata all’evento a cui partecipa solo un minuto sottoinsieme di piloti). Il tutto per ben 4 volte, non perché Codemasters ci tenga ad allungare il brodo, semplicemente per favorire una crescita più consapevole dell’utente, che man mano acquisirà esperienza e crediti da utilizzare per dedicarsi ad altri eventi tra quelli disponibili nel vasto pacchetto dell’offerta.

I contenuti proposti da Codemasters infatti non si fermano alla Carriera, nonostante sia indubbiamente la modalità regina di GRID, ma abbraccia anche corse singole, multiplayer (solo online) e, soprattutto, eventi che verranno rilasciati nel corso del tempo attraverso la classica calendarizzazione delle Season. Insomma, l’utente è invitato a seguire l’evoluzione della proposta lungo tutto il tempo di vita del gioco, anche dopo aver racimolato tante ore in Carriera e aver raggiunto tutti i propri obiettivi. A proposito del tempo di vita, le intenzioni di Codemasters appaiono già abbastanza chiare: GRID non avrà un successore nel breve periodo, ed è lecito attendersi un nuovo capitolo nella nuova generazione di console, ma forse non prima di un paio di anni dalla loro messa in produzione, aspettando una sorta di assestamento del mercato. La conseguenza di questa scelta sta nella potenziale longevità del titolo, che godrà di nuovi contenuti anche dopo i primi 12 mesi di vita.

Sorpassi e spettacolo

Un po’ come hanno cominciato a fare altri titoli sportivi (penso a PES e NBA 2K) anche Codemasters ha voluto avvalersi del parere di un esperto da affiancare al team di sviluppo per riuscire a costruire assieme un’esperienza di gioco quanto più credibile e precisa possibile. In questo caso la guest star scelta per raggiungere l’obiettivo è Fernando Alonso, presente inoltre nel titolo assieme al suo staff per garantire una porzione aggiuntiva di realismo anche riguardo l’aspetto cinematografico. L’esperienza di guida proposta da Codemasters è decisamente modulare, e va a premiare la personalizzazione di tanti attributi e aiuti da utilizzare o meno durante la gara. Ciò significa che da una parte l’utente novizio potrà regolare la propria curva di difficoltà in maniera progressiva, rinunciando alle assistenze all’aumentare del feeling di guida. Dall’altra, invece, i più esperti potranno gareggiare fin da subito con zero aiuti, mettendosi alla prova con un’IA dei piloti che tende a sbagliare poco e niente.

Con tutti i parametri messi a disposizione da GRID, comunque, anche ai più esperti è consigliato partire con una configurazione non completamente manuale e priva di aiuti, magari settando le opzioni in modo certosino per mantenere il giusto equilibrio tra manualità e assistenza. Tra gli eventi da considerare ci sono soprattutto le collisioni, un aspetto molto importante per la buona riuscita di una gara. Andare a sbattere contro gli altri piloti o contro i supporti del tracciato significa sia perdere posizioni che qualità della meccanica, visto che ad ogni urto corrisponde un danno credibile alla vettura che potrebbe costringere l’utente al ritiro, qualora il danno risulti irrecuperabile – occasione che si verifica solo con scontri reiterati e clamorosi. C’è poi tutto il sistema di assistenza alla guida passiva e attiva, che va a regolare più o meno automaticamente l’approccio a una curva, alle frenate e alle sterzate, finendo con la possibilità di riavvolgere gli ultimi secondi per rimediare a un errore. Questi ed altri aiuti visibili tramite indicatori sono perlopiù indirizzati a chi ha poca familiarità con i racing game, e seguono l’ottica dell’accessibilità di cui Codemasters si fa portavoce con questo reboot.

La profondità di personalizzazione dei parametri è senz’altro un aspetto importante per il gioco, che stride però con la sua natura spiccatamente arcade. A farla da padrone ci sono infatti una serie di bonus legati alla spettacolarità della corsa: più l’utente è portato al rischio, maggiori sono i punti che riesce a guadagnare – utili, poi, per potenziare il proprio alter ego ed acquisire nuovi piloti. Da questo punto di vista, GRID perde qualche punto per aver abbassato un po’ troppo i controlli sulla fisica, proponendo scontri e collisioni esagerati e che danno la sensazione di ritrovarsi tra le mani auto troppo leggere. Questa sensazione si verifica anche su pista affrontando le curve: chi osa di più nella speranza di guadagnare più punti, non compromette troppo la stabilità della vettura, anche quando dovrebbe essere necessario molto più controllo per padroneggiare l’uscita da un tornante ad alta velocità.

Tecnica

Adesso diamo i numeri: in GRID abbiamo a disposizione 13 tracciati e, a parte le gare speciali accessibili solo ai migliori, le vetture in gioco saranno 16, un quantitativo importante se rapportato con altri titoli concorrenti. Avendo a che fare solo con piste asfaltate di larghezza standard, viene da sé che i primi, concitati, momenti della gara sono quasi sempre a rischio urti tra le vetture, un po’ tutte appollaiate a gruppetti per tutta la classifica. Superata la fase iniziale, di sorpassi e controsorpassi, GRID fa emergere la sua anima più racing, il tutto proposto con una fluidità garantita a 30 FPS costanti, anche a costo di rimetterci qualche dettaglio. La produzione Codemasters, infatti, per assicurare il mantenimento del framerate, nelle fasi più caotiche va a sacrificare qualche dettaglio sui modelli poligonali, non solo a vantaggio della fluidità, ma anche degli effetti. Pregio o difetto? Al netto dei limiti tecnici e di budget, direi che si tratta di una soluzione di mezzo intelligente, perché perdere dei frame per mantenere il massimo livello di dettaglio sarebbe stato spiacevole.

In generale la qualità delle texture, dei modelli e dell’ambientazione è piuttosto buona, come anche la possibilità di correre in diverse finestre della giornata e con differenti condizioni di illuminazione. Anche il meteo può essere favorevole o avverso, con tutte le variabili in gioco dello sfrecciare su asfalto asciutto o bagnato.

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VALUTAZIONE
8
Commento finale
GRID è un titolo molto intelligente, che punta tanto a raccogliere il maggior numero di utenti e mantenerli attivi sul lungo periodo. Alla base della strategia del team britannico ci sono soprattutto due interessanti caratteristiche: la profondità della personalizzazione dei comandi, e l’offerta spalmata su stagioni che dovrebbe garantire più di 12 mesi di aggiornamenti. In mezzo, tanta carriera per fare pratica e sbloccare nuove sfide dalla prospettiva di un racing game arcade, sì, ma non esageratamente.
PRO
Esperienza molto personalizzabile
Pensato per essere accessibile, ma per chi vuole anche sfidante
CONTRO
Per il momento i contenuti sono pochi
Tecnicamente tra alti e bassi

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