Giochi come Stardew Valley, Animal Crossing e il più recente My Time at Portia hanno aperto un mondo agli appassionati di videogame rilassanti, con i loro dolci ritmi di fattoria, coltivazione e simpatici personaggi che partecipano collettivamente alla vita quotidiana di villaggio. Non è un mistero che questo segmento videoludico stia prosperando (forse anche per via dei ritmi sempre più opprimenti a cui ci sottopone la vita reale) e Hokko Life sembra volver voler ricalcare la moda del momento, proponendo la propria versione di “vita da villaggio”.

In un mix che sembra pescare principalmente dai già citati My Time at Portia (che Team17 ha già supportato) e Animal Crossing, dopo circa un mese dalla sua uscita il titolo Wonderscope non ha però spiccato il volo che tutti davano quasi per scontato. Vediamo assieme perché.

Hokko Life – Recensione

Ci penso io!

L’incipit che dà il via alla storia raccontata in Hokko Life è il solito leitmotiv del genere, in cui il protagonista dell’avventura scappa dalla città per rifugiarsi in un tranquillo villaggio di campagna, che ha proprio bisogno di un nuovo costruttore tra le sue fila. L’ascesa del nostro alter ego all’interno della comunità di Hokko sarà scandita da un sistema di progressione che intende obbligare l’utente a “giocare”. In soldoni, per poter sbloccare oggetti ed elementi di gameplay utili a dare un reale senso di avanzamento nella storia, il videogiocatore dovrà creare un certo numero di oggetti, correre per un certo tempo e via di seguito. Per chi non ha fretta di diventare da subito un “aggiustatutto di Hokko”, questo escamotage legato alla crescita del personaggio dovrebbe rappresentare un po’ l’evoluzione naturale della vita del villaggio. Accettando i compiti degli altri NPC saremo costretti a creare oggetti, ricercare materiale di crafting o correre di qua e di là, dunque non dovrebbe rappresentare un problema poter mettere le mani sul piccone evoluto solo dopo aver raggiunto un certo livello di esperienza (tradotto, appunto, in scatti o creazione di item).

Il vero problema di questo sistema sta proprio negli incarichi che riceveremo dagli altri NPC, elemento di difetto anche in Portia, seppur più attenuato. Sovente capiterà di dover accettare missioni legate ad item che non potremo creare in quel momento, complice l’assenza dei materiali necessari, con conseguente fallimento delle missioni (rigorosamente a tempo per permetterne la ciclicità). Anche se già dalle prime battute del gioco potremo eseguire tutte le attività più consone ad un gioco di crafting come Hokko Life, come la raccolta di legna, la coltivazione di piantagioni o la ricerca di minerali, si evidenzia il già citato sbilanciamento tra gli oggetti effettivamente disponibili alla creazione e missioni più onerose, che tenderanno a rallentare la progressione in game del nostro personaggio.

L’aggiustatutto di Hokko

Scesi a patto con questo lato negativo del gioco, Hokko Life si presenta come un titolo che fa della personalizzazione degli ambienti il suo miglior pregio. Rispetto a My Time at Portia, caratterizzato da una storia principale da seguire e da boss da sconfiggere, il titolo Wonderscope si propone come un’opera ben più pacifica, in cui alla peggio dovremo fare i conti con insetti e pesci. Al posto di una vera e propria storyline da seguire, il videogiocatore avrà il compito di riammodernare il villaggio di Hokko a suo piacimento, buttando giù per ricostruire tutto ciò che vuole, compresi gli interni delle abitazioni. Se da questo punto di vista ci si aspetterebbe un buon coinvolgimento degli NPC, in questo caso dobbiamo dire che questo aspetto viene un po’ trascurato, venendo meno anche al senso di vivere la comunità – elemento centrale, ad esempio, in Portia.

Nonostante la buona caratterizzazione estetica dei personaggi che popolano Hokko, nonché delle scelte stilistiche tramite cui rappresentare il villaggio e gli stessi NPC, Hokko Life presenta, purtroppo, un insieme di problemi tecnici da non trascurare, a cominciare dall’IA che muove i personaggi, che spesso tenderà a posizionare i cittadini dietro elementi ambientali, nascondendoli alla nostra vista. In realtà, è una buona fetta di interazioni a risultare “complicata” per il videogiocatore, vuoi per problemi con la telecamera, vuoi per hotspot mal studiati e/o mal realizzati. Tra gli altri punti deboli del comparto tecnico, da segnalare i numerosi e lunghi caricamenti che fungono da collegamento tra le varie aree, e il framerate inspiegabilmente incostante.

Ulteriori informazioni

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VALUTAZIONE
6,5
Commento finale
La vita cittadina non è mai stata così colorata come in Hokko Life, ma nemmeno così piena di problemini tecnici. Non sarebbe stato un dramma se il titolo Wonderscope fosse in early access, ma trattandosi di un titolo rilasciato in versione definitiva, bisogna tenerne conto. Il gioco presenta una difettosità piuttosto alta considerando il tipo di gameplay, evidenziando lacune che abbracciano anche le meccaniche di crafting ed il sistema di missioni. A margine, da sottolineare anche il poco coinvolgimento alla vita della comunità, imprescindibile per titoli del genere.
PRO
Tranquillo e rilassante, seppur con i suoi ritmi
Un gioco adatto a tutti
CONTRO
Diversi difetti tecnici e problemi di interazione con l'ambiente
Missioni a volte sbilanciate e troppo onerose