Just Cause è una serie peculiare, che io amo definire “da cazzeggio”. Chi ha amato alla follia titoli come GTA San Andreas e Saints Row, avrà certamente passato tante ore a zonzo tra le mappe virtuali dei primi 3 capitoli della saga targata Avalanche Studios, giunta ormai nel pieno della sua maturità ludica. Con un’identità ben chiara e una folta schiera di appassionati, la missione del team di sviluppo si trasforma nella ricerca dell’innovazione e di un nuovo standard di follia da proporre ogni nuovo capitolo. In tal senso, cosa ha da offrire Just Cause 4 in più delle altre esperienze si rifà principalmente a un diverso level design della mappa, improntato sulla diversificazione del territorio e sugli eventi atmosferici, garantendo quindi un impatto visivo sempre particolare e mai piatto. Ma non si tratta solo di mappa e location: Just Cause 4 ci mette la sua consueta “sana dose di pazzia” tipica di Avalanche, con il solito Rico pronto a far casino…

Just Cause 4 – Recensione

Mai soli in Solis

La trama di Just Cause 4, come un po’ quella delle altre iterazioni, ricorda alla lontana il contesto dei vari Far Cry: tutta l’avventura ci vedrà nel fronte dei ribelli in territorio ostile, controllato dalla Mano Nera, un esercito in qualche modo legato al passato della famiglia Rodriguez. La motivazione che spinge il protagonista ad avventurarsi a Solis, l’isola che contestualizza l’avventura, riguarda infatti la storia di suo padre e di una particolare collaborazione nella realizzazione di uno strumento in grado di controllare e manipolare le condizioni meteorologiche. Dopo questa premessa, la trama seguirà il classico incedere dei moderni open world, ovvero libera nell’esplorazione e nell’approccio, ma di fatto composta da una serie di step basati sulla conquista di punti strategici sul territorio, in modo da indebolire passo dopo passo l’esercito della Black Hand e restituire di riflesso più potere alle forze ribelli.

Gingilli tecnologici ed esplosioni

L’esperienza proposta da Avalanche Studios è chiaramente all’insegna dell’immediatezza. Sono pochi e semplici i compiti richiesti al videogiocatore prima di poter portare con sè tutto l’equipaggiamento del gioco, comprese le novità che permetteranno a Rico di aumentare il grado e la facilità di esplorazione. Già dall’inizio avremo modo, quindi, di utilizzare gadget vecchi e nuovi, divertenti e semplici da usare, e di fatto i migliori strumenti per muoversi all’interno della mappa e di sbarazzarsi dei nemici in perfetto stile hollywoodiano. Se da una parte la parola chiave diventa “creatività”, dall’altra Just Cause 4 darà spesso modo di utilizzare i nuovi strumenti in maniera fruttuosa e non soltanto per divertimento: il riavvolgitore, ad esempio, ci consentirà di tirare via degli ostacoli troppo pesanti o impossibili da buttare giù con armi ed esplosioni; il sollevatore, come dice la parola stessa, porterà “verso l’infinito ed oltre” tutto ciò che avremo modo di agganciare al sistema, mentre il booster provocherà una spinta sulla falsariga di tanti altri gadget presenti nelle produzioni concorrenti.

Tanta carne al fuoco per un gameplay che non cambia nelle sue componenti, e che avrà come focus l’annientamento senza condizioni di tutti i nemici incontrati durante quest ed esplorazione. A quanto detto, poi, aggiungiamo il vasto arsenale che come da tradizione non risponde alle leggi della fisica, e in grado di poter far esplodere ed incediare praticamente tutto ciò che c’è attorno, e con pochi sforzi. Elementi di gioco che verranno, tra l’altro, potenziati e customizzati anche dopo aver completato determinate quest chiave legate ai personaggi secondari, un modo per farli conoscere al videogiocatore e restituire un senso di evoluzione che in un sandbox come questo possono risultare vitali per rinvigorire l’esperienza di gioco. L’ampio parco missioni messo a disposizione dal team di sviluppo consente con facilità di scegliere l’approccio migliore per portare a termine la quest in corso: non sarete quasi mai obbligati ad usare un particolare gadget, se non per motivi contestuali o semplicemente per farvi prendere dimestichezza con tali strumenti prima di lasciarvi liberi di utilizzarli o meno, senza alcuna costrizione.

Evoluzione necessaria

Sfortunatamente la creatività del singolo sarà l’unica variabile impazzita di un gioco che non riesce a catturare l’attenzione dell’utente, tanto dal punto di vista della sceneggiatura, quanto dal versante di gameplay. Basandosi fortemente sui precedenti titoli della serie e sui vari competitor, che non hanno fatto certo molto per svecchiare il genere sandbox, anche Just Cause 4 ha come punto debole la ripetitività delle main quest, nonchè delle varie attività secondarie – che dopo averle provate una volta faticheranno ad entrare nel cuore del videogiocatore. Da questo punto di vista, anche il level design della mappa – aspetto pubblicizzato a dovere dal publisher – si ferma a garantire qualche buon panorama, senza mai affascinare o sorprendere davvero. Anzi, paradossalmente, il fatto di poter contare su un ambiente davvero molto grande, ha permesso agli sviluppatori di far evolvere gli scontri a fuoco all’interno di aree piuttosto vaste, che sovente mettono a nudo la scarsa IA che muove le flotte nemiche, esposte con un po’ troppa superficialità a gadget e proiettili del vecchio Rico – in perfetto stile action americano, tra l’altro.

La spettacolarità dell’azione non delude le aspettative degli affezionati: Just Cause 4 è un mix di effetti particellari, con esplosioni ed oggetti volanti a destra e sinistra che funzionano, anche se riemergono altrettanti vecchi “difetti di fabbrica” come texture non proprio moderne e definite, e crash di tutti i tipi che forzano il riavvio del gioco. Chi gioca su PC può contare su uno stratificato sistema di personalizzazione delle opzioni grafiche, che tiene conto un po’ di tutto, dagli effetti secondari a quelli di profondità per gestire il caricamento della mappa – decisamente veloce. L’aspetto più riuscito della componente grafica, affidata all’APEX, sono le condizioni climatiche che, come detto, caratterizzano l’isola del gioco anche per motivi prettamente narrativi. Infine, pur contando su un copione abbastanza superficiale e per niente intrigante, Just Cause 4 ha dalla sua tanta cura per la parte sonora, con una buona soundtrack e un ottimo doppiaggio.

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VALUTAZIONE
7,0
Commento finale
Just Cause 4 è a tutti gli effetti l’evoluzione del terzo capitolo, con una nuova mappa e qualche piccola novità tra oggetti d’equipaggiamento ed elementi di contorno. La struttura di gioco è rimasta pressochè invariata, come anche il carismatico protagonista della serie, il solito “casinaro” sempre pronto a far saltare in aria qualcosa. Le motivazioni che spingono Rico a liberare l’isola che fa da sfondo alle vicende non sono delle più originali ed interessanti, ma tant’è: se l’obiettivo degli sviluppatori era quello di intrattenere l’utente con gadget divertenti e con scene da esageratissimo film d’azione, allora saranno soddisfatti. E anche i fan della saga, che si troveranno di fronte un titolo che non tradisce affatto l’anima della serie.
PRO
Immediato e divertente
Ottimo passatempo
Interessanti novità
CONTRO
Esperienza simile alle precedenti
Non aggiunge nulla di innovativo al genere

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