Quattro mesi di attesa, mentre su PS5, Xbox e PC si costruivano Batcaverne e si inseguiva il Pinguino sui tetti. Chi gioca su Nintendo Switch 2 ha dovuto guardare dalla finestra fino a pochi giorni fa. Il gioco lo conosco bene, l’ho finito in primavera e mi era piaciuto parecchio: stavolta voglio capire quanto regge sull’ibrida di Nintendo e cosa si perde lungo la strada.
LEGO Batman: L’Eredità del Cavaliere Oscuro – Recensione Switch 2
Gotham arriva in ritardo
LEGO Batman: L’Eredità del Cavaliere Oscuro è il quarto capitolo della serie LEGO Batman, annunciato alla Gamescom 2025. A maggio questa Gotham mi aveva convinto al punto da metterla tra le cose migliori dell’anno, e il ragionamento completo su storia, struttura e contenuti lo trovate nella ù recensione della versione console. Qui riprendo le basi e mi concentro su ciò che cambia sulla console Nintendo.
Lo sviluppo è di TT Games, la pubblicazione di Warner Bros. Games, e per la prima volta lo studio ha lasciato il suo motore proprietario per Unreal Engine 5. È un dettaglio che conta, perché il motore di Epic è pesante anche su hardware più potente e su Switch 2 obbliga a qualche rinuncia.
Il gioco è uscito il 22 maggio 2026 su PS5, Xbox Series X|S e PC, mentre la versione Switch 2 è disponibile dal 18 settembre, in edizione Standard e Deluxe. Doveva arrivare insieme alle altre e invece è slittata di quattro mesi: da un rinvio del genere mi aspettavo un porting più rifinito, e vedremo che non sempre è così. Per il download servono circa 23,7 GB liberi, meglio fare pulizia prima.
Da Bruce a Batman, con un Joker in più
Non ci addentriamo molto negli aspetti comuni tra le due versioni, ma facciamo comunque una piccola introduzione. La campagna racconta Bruce Wayne dall’inizio: l’addestramento con la Lega delle Ombre, i primi passi da vigilante, poi la nascita di una piccola famiglia di alleati con Jim Gordon, Catwoman, Robin, Nightwing e Batgirl. Il bello è che la trama pesca da ottant’anni di fumetti, film e serie animate, rimescolandoli in una biografia unica che salta con disinvoltura dall’estetica di Nolan a quella di Burton. Dall’altra parte c’è una galleria di cattivi che va da Joker al Pinguino, passando per Mr. Freeze, Poison Ivy e un Bane che mi fa ridere ancora adesso.
I personaggi giocabili sono sette, Talia al Ghul compresa, e per i titoli di coda servono una ventina di ore. Ogni livello nasconde oggetti pieni di studs da distruggere, i cinque pezzi di un trofeo per la Batcaverna e un Mattoncino Rosso che sblocca modificatori per i costumi. Chi vuole il cento per cento dovrà tornare indietro, ma rigiocare i livelli in modalità libera non è obbligatorio per godersi il grosso del gioco, e questo è un bel passo avanti rispetto ai vecchi LEGO.
Le difficoltà sono tarabili in qualsiasi momento: Classica con vite infinite, Crociato Incappucciato con più nemici su schermo, Cavaliere Oscuro con vite limitate. In concomitanza con l’uscita su Switch 2 è arrivato anche, gratis su tutte le piattaforme, il livello Absolute, più punitivo di tutti e pensato per chi vuole padroneggiare davvero il combattimento. Come per le altre versioni, il cooperativo è solo locale, per due giocatori a schermo diviso verticale. Il secondo giocatore prende il personaggio che accompagna il protagonista in quel momento e i progressi finiscono nel salvataggio principale. Online non c’è niente, e soprattutto su una console che si porta in giro è un’occasione persa: due Switch 2 nella stessa stanza non possono giocare insieme in locale wireless. Un limite particolare ma che già conoscevamo dalla versione “principale”.
L’edizione Deluxe aggiunge la Mayhem Collection: Joker e Harley Quinn diventano giocabili in una nuova missione che parte da una fuga da Arkham, e c’è la Modalità Caos (Mayhem Mode), in cui si semina scompiglio per le strade di Gotham. A questo si sommano costumi, veicoli e oggetti per la Batcaverna ispirati alla serie Arkham e a Batman of the Future. La Modalità Caos mi ha divertito per un paio d’ore, poi mi ha stancato: fare i cattivi per le strade è spassoso, ma le attività si somigliano troppo.

Pugni, rampino e mattoncini
Il combattimento riprende il sistema a flusso libero della trilogia Arkham: attacchi concatenati, contrattacchi al momento giusto, stordimenti e colpi finali, con un contatore delle combo che sale e premia chi non si fa mai toccare. Anche con i Joy-Con risponde bene, e la vibrazione HD restituisce ogni pugno con una precisione che mi ha sorpreso: il rinculo del rampino e l’impatto dei takedown si sentono distinti in mano. Ogni personaggio ha gadget propri e un albero delle abilità da sbloccare con chip WayneTech, mattoncini abilità e i soliti studs (le monetine LEGO). Batman, per esempio, può potenziare il Batarang in versione multipla per colpire più nemici insieme, concussiva per stordire i gruppi o sonica per disorientarli. Batgirl è più a suo agio nel corpo a corpo, Robin sfrutta meglio gli elementi dell’ambiente, e nelle sezioni investigative torna una modalità Detective che chi ha giocato Arkham Asylum riconoscerà al primo colpo d’occhio.
Il limite è quello che avevo già notato su console: il ritmo degli scontri è identico per tutti. Cambiano gadget e animazioni, ma Catwoman combatte con la stessa logica di Gordon, e dopo metà campagna la ripetizione si sente, anche perché la varietà dei nemici non basta a compensare. Lo stealth resta il punto debole, troppo facile o impraticabile a seconda di come sono disposti i nemici. Per fortuna, quando un approccio silenzioso va storto, si passa allo scontro diretto senza penalità pesanti.
Gotham è divisa in quattro isole che si aprono man mano, e la giro planando col mantello, lanciandomi col rampino da un tetto all’altro o in Batmobile. Fra una missione e l’altra ci sono criminali ricercati da rintracciare seguendo gli indizi, sfide di combattimento a tempo, puzzle sui tetti, gare in auto e perfino animali scappati dallo zoo da riportare in gabbia. I puzzle ambientali sfruttano i gadget di ciascun personaggio e raramente mi hanno messo in difficoltà, ma la costruzione dei mattoncini davanti agli occhi resta una soddisfazione. La Batcaverna è la parte che mi tiene incollato: parte come una grotta piena di pipistrelli e diventa una base operativa con oltre 250 oggetti, cento costumi e più di venti veicoli, Tumbler compreso, da sbloccare e sistemare dove voglio, creando aree a tema. Su Switch 2 si gestisce bene anche in portatile, e ammetto di aver passato più di una sera ad arredarla invece di andare avanti con la storia.
Su Switch 2 ho notato un leggero ritardo nella risposta quando il personaggio parte da fermo. In esplorazione passa quasi inosservato, ma negli scontri più concitati, dove il contrattacco va dato nel momento esatto, qualche colpo mi è scappato, e a difficoltà Absolute la cosa si fa sentire.
Gotham a trenta fotogrammi
Su Switch 2 il gioco usa una risoluzione dinamica fino a 1080p sia in portatile sia collegato alla TV, con framerate bloccato a 30 fotogrammi al secondo in entrambi i casi. Non c’è una modalità Prestazioni né una modalità Qualità, e nelle opzioni non ho trovato impostazioni grafiche capaci di cambiare il quadro: quello che si vede è quello che si prende. Su PS5 la stessa Gotham arriva al 4K e fino a 60 fps, con la possibilità di scegliere tra fluidità e dettaglio, quindi la differenza c’è ed è la prima cosa che si nota passando da una versione all’altra.
Il blocco a 30 fps ha almeno un vantaggio: la cadenza dei fotogrammi è regolare, e in esplorazione il movimento resta pulito. Mi sarebbe piaciuta un’opzione a 40 fps per chi gioca in portatile, visto che lo schermo della console la supporterebbe, ma TT Games ha preferito una soluzione unica per tutte le modalità.
In portatile il colpo d’occhio regge bene: lo schermo piccolo nasconde parecchio, i 1080p dinamici sono nitidi e Gotham di notte, con neon e pioggia, fa ancora la sua figura. Sulla TV i limiti emergono. Le texture in lontananza sono sfocate, illuminazione e riflessi restano gradevoli ma sotto le altre versioni, e quando sfreccio in Batmobile tra un quartiere e l’altro il pop-in (elementi che compaiono all’improvviso a breve distanza) è frequente. Su un televisore grande l’effetto è evidente, soprattutto durante le planate sopra i tetti, quando la città si apre sotto il mantello.
Poi ci sono i problemi veri e propri. Nelle missioni più affollate, quelle con tanti nemici ed effetti su schermo, ho incontrato scatti frequenti, e qualche incertezza nel passaggio dal gioco alle scene d’intermezzo e nelle sequenze in veicolo. Ho subito un crash verso la fine della campagna, mentre attraversavo i distretti a tutta velocità, e subito dopo la scena iniziale a Villa Wayne sono caduto attraverso il pavimento su uno sfondo nero: ho dovuto riavviare, poi tutto è filato liscio. Sono intoppi che una patch può sistemare, ma al momento ci sono e vanno messi in conto.
I caricamenti durano dieci-quindici secondi all’avvio e nel passaggio alle missioni principali, mentre l’esplorazione della città procede senza interruzioni: per un mondo aperto su una console ibrida è il risultato tecnico che mi ha convinto di più.
Il cooperativo a schermo diviso funziona, ma in portatile le due metà verticali diventano strette e si fa fatica a leggere l’ambiente; sulla TV va molto meglio. L’audio resta quello della versione console, con una colonna sonora solida che alterna temi originali a sonorità da film di Batman e un buon lavoro sulle voci.

